2021

San Vito di Cadore (BL), 21 - 09 - 21
Ieri sera attorno alle 22 la Centrale del Suem ha allertato il Soccorso alpino di San Vito di Cadore, poiché, raggiunto il Rifugio San Marco, un gruppo di escursionisti statunitensi aveva atteso invano la compagna rimasta indietro, non raggiungibile al cellulare. Percorrendo il Sentiero Minazio, la trentaduenne proveniente dalla California, che procedeva più lentamente rispetto agli amici, era stata infatti distanziata e, rimasta da sola, calato il buio si era persa. Dopo aver raccolto più informazioni possibili da tre dei compagni arrivati al Rifugio, sotto la pioggia battente i soccorritori sono risaliti a Forcella Grande e da lì si sono divisi in squadre per avviare la ricerca nei diversi itinerari che la turista avrebbe potuto seguire. Una si è diretta al Bivacco Slataper, due si sono incamminate nelle altrettante entrate del sentiero Minazio, una alta e una bassa. Ed è lungo il sentiero basso, poco dopo le cascate verso il Bivacco Comici, che la ragazza ha iniziato a rispondere ai richiami. Seguendo una traccia, era scesa una cinquantina di metri in mezzo ai baranci e lì si era fermata incapace di muoversi. Indossava la frontale e appena si è girata verso di loro, la squadra l'ha individuata. Una volta da lei, i soccorritori hanno appurato stesse bene, pur infreddolita e bagnata. Le hanno quindi dato abbigliamento caldo e asciutto e la hanno aiutata a salire sul sentiero. Da lì la hanno accompagnata a Forcella Grande per ricongiungersi con gli altri soccorritori e scendere al San Marco, dove sono arrivati alle 3.30 circa. Per verificare l'escursionista non avesse intrapreso il percorso che porta a Palus San Marco anziché quello verso Forcella Grande all'uscita del Minazio, una squadra del Soccorso alpino di Auronzo era inoltre risalita per la Val di San Vito. 
Asiago (VI), 20 - 09 - 21
Attorno alle 15 il Soccorso alpino di Asiago è stato allertato dalla Centrale del 118 per una seconda emergenza. Mentre con la moglie stava scendendo la Calà del Sasso, a circa metà percorso un escursionista era infatti scivolato riportando una sospetta distorsione alla caviglia. Una squadra è quindi partita dall'alto, mentre un soccorritore risaliva dal basso. Dopo aver incrociato l'uomo, M.A., di Noventa Padovana (PD), 66 anni, i soccorritori gli hanno immobilizzato il piede e lo hanno caricato in barella, superando il tratto reso più scivoloso dalla pioggia assicurandosi a una corda fissa. Arrivati, passata un'ora, alla base della scalinata, la squadra lo ha caricato in fuoristrada e accompagnato al tornante dove attendeva l'ambulanza, partita in direzione dell'ospedale di Bassano.
Bassano del Grappa (VI), 20 - 09 - 21
Attorno alle 13.40 è scattato l'allarme per un ragazzo caduto con la propria mountain bike in località Fagarè Basso, verso Valrovina. Il giovane, un ventenne di Bassano del Grappa (VI), che stava scendendo lungo la strada sterrata da solo e aveva riportato un sospetto trauma alla spalla e alcune contusioni, è stato raggiunto dal Soccorso alpino di Asiago e da quello della Pedemontana del Grappa, per essere poi preso in carico dall'equipe medica e dal tecnico di elisoccorso dell'elicottero di Treviso emergenza, sbarcati nelle vicinanze con un verricello di 20 metri. Prestate le prime cure, il giovane è stato imbarellato e spostato in un punto più comodo per il recupero, avvenuto sempre con il verricello. L'eliambulanza è poi volata all'ospedale di Bassano. 

 

Enego (VI), 19 - 09 - 21
Ieri sera verso le 21 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Asiago, per sette appartenenti all'Associazione nazionale alpini in difficoltà al rientro dall'Ortigara.  Arrivati a Campomulo in pullman per recarsi sui campi di battaglia con la propria comitiva dell'Ana lombarda, al momento di rientrare i sette amici erano rimasti indietro e a un bivio avevano sbagliato direzione. Dopo aver a lungo camminato (per i lavori di sistemazione in corso ci vogliono già 8 chilometri a piedi per raggiungere la partenza del sentiero), poiché uno di loro iniziava a sentire la spossatezza dovuta alla fatica, hanno chiesto aiuto. Dopo essere risaliti al punto in cui si trovavano, due squadre li hanno raggiunti in fuoristrada, riaccompagnati a Malga Mandrielle e, in accordo con il conducente della corriera, i soccorritori li hanno portati attorno alle 23 direttamente a Gallio, per accorciare i tempi di rientro.
Belluno Veronese (VR), 18 - 09 - 21
Alle 15.20 circa la Centrale del 118 è stata allertata da una persona che da Belluno Veronese vedeva muoversi nel versante opposto, sopra Ossenigo, la vela di un parapendio finito tra gli alberi. Mentre veniva allertato il Soccorso alpino di Verona, l'elicottero di Verona emergenza si è liberato da una precedente missione ed è volato nel punto indicato, per appurare, dopo il sorvolo della zona, che si trattava di un aquilone manovrato da una persona. Quando l'elicottero è rientrato per il cessato allarme, un secondo testimone ha contattato il 118 perché gli pareva di scorgere nella stessa zona una vela tra i cavi dell'alta tensione e che potevano esserci delle fiamme. La chiamata è stata girata ai Vigili del fuoco e ai Carabinieri che, anche in questo caso, hanno verificato trattarsi dell'aquilone manovrato dalla stessa persona del precedente allarme. 
Cortina d'Ampezzo (BL), 18 - 09 - 21
Alle 14.40 circa la Centrale del Suem è stata allertata per due interventi in contemporanea sulle montagne ampezzane. Nel primo caso il Soccorso alpino di Cortina è stato inviato al Rifugio Biella, dove era arrivato un escursionista che accusava malore a causa della disidratazione. C.D.D.G., 36 anni, di Ravenna, è quindi stato raggiunto da una squadra e accompagnato all'ospedale per le opportune verifiche. Nel secondo caso l'allarme è arrivato dal personale del Rifugio Croda da Lago, componente del Soccorso alpino, accortosi di due ragazzi in difficoltà dopo aver sbagliato sentiero nella zona di Cima Ambrizzola. In tre, del Soccorso alpino di Cortina e del Centro Cadore, hanno quindi raggiunto M.D.N., 27 anni, di Vittorio Veneto (TV), e A.M.,  29 anni, di Pordenone, rimasti incrodati e incapaci di scendere, e li hanno aiutati a rientrare. 
Rocca Pietore (BL), 18 - 09 - 21
Attorno alle 12.15 la Centrale del 118 è stata allertata, per un escursionista ruzzolato una cinquantina di metri sul ghiacciaio della Marmolada, che stava risalendo con un gruppo di persone. Individuato dalle coordinate il punto in cui si trovava l'infortunato, un ventiseienne tedesco, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha sbarcato equipe medica e tecnico di elisoccorso con un verricello di una ventina di metri a 2.760 metri di quota. Valutato a seguito del possibile politrauma riportato, il ragazzo, che lamentava dolori in diversi punti, è stato imbarellato e issato a bordo, per essere trasportato all'ospedale di Belluno.
Rotzo (VI), 08 - 09 - 21
Chiede aiuto perché si è perso, incrodato su un ripido versante, il Soccorso alpino di Asiago lo cerca per 3 ore, salvo poi scoprire che l'uomo è tornato a casa. Alle 13.15 il 118 ha allertato i soccorritori per un settantenne di Gallio (VI), che partito da Malga Mandrielle dopo Campomulo, aveva lasciato la bici per proseguire a piedi finché non si era smarrito. Risaliti dalle spiegazioni al luogo dove poteva trovarsi, gli è stato detto di non spostarsi. Quando però la prima squadra è arrivata non lo ha trovato. Ricontattato ha dato una nuova descrizione del posto. E ancora i soccorritori lo hanno cercato, senza rinvenirlo. Inutili i tentativi di geolocalizzazione. Finché alle 16.30 l'uomo ha risposto che era riuscito a tornare sulla strada, si era fatto venire a prendere ed era a casa. 
Alleghe (BL), 08 - 09 - 21
Questa mattina alle 9 la Centrale del 118 è stata allertata dal gestore del Rifugio Tissi, per un suo ospite che, arrivato già ieri con male al ginocchio, oggi non era più in grado di proseguire per il dolore. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è quindi atterrato in piazzola e, dopo la valutazione dall'equipe medica, ha imbarcato l'uomo, uno statunitense di 78 anni, è lo ha accompagnato al l'ospedale di Agordo.
San Vito di Cadore (BL), 08 - 09 - 21
Alle 5.20 la Centrale del Suem ha allertato il Soccorso alpino di San Vito di Cadore per una coppia di escursionisti ungheresi, un ragazzo di 31 anni e una ragazza di 30, in difficoltà nei pressi della Ferrata Berti. Messi in contatto con i soccorritori, si è capito dove si trovavano e cosa era successo. Partiti dal Rifugio Vandelli per andare al Rifugio San Marco, i due avrebbero dovuto seguire il percorso attrezzato che passa sulla Cengia del Banco, sulla Croda Marcora, ma avevano perso il sentiero, iniziando a seguire una traccia lasciata da animali selvatici, che li aveva portati a scendere in un canale tra salti di roccia e boscaglia si mughi, fino a bloccarsi sopra i 30 metri della cascata del Pisandul. Mentre una squadra si preparava a intervenire, data la presenza di nebbia, è sopraggiunto il Pelikan di Bressanone, che ha imbarcato uno dei soccorritori, che è anche tecnico di elisoccorso. Dopo averli individuati a 2.100 metri di quota, l'eliambulanza lo ha calato con un verricello di 30 metri e in due rotazioni li ha recuperati e trasportati al campo base, dove i sanitari li hanno controllati dal momento che erano stati tutta la notte sotto la pioggia. Fortunatamente stavano bene, pur infreddoliti e impauriti. 
Belluno, 07 - 09 - 21
Questa mattina verso le 11.30 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto al Rifugio Auronzo a seguito dell'infortunio di una turista tedesca di 83 anni, che era ruzzolata una ventina di metri nelle vicinanze della struttura. L'anziana è stata presa in cura dall"equipe medica per il possibile politrauma e trasportata all'ospedale di Belluno. Successivamente l'elicottero è stato attivato per un'emergenza in Comelico Superiore. Il gestore del Rifugio Berti aveva infatti sentito delle grida di aiuto provenire da Forcella dei Camosci sul Monte Popera e, con il binocolo, aveva visto una donna bloccata tra alcune rocce assieme al suo cane. Mentre l'elicottero si accordava per imbarcare due soccorritori della Val Comelico, che sarebbero scesi con il cane mentre l'equipaggio recuperava la donna, il gestore ha fatto sapere che lei era riuscita a tornare sul sentiero e non era più necessaria la missione. Attorno alle 13 una squadra del Soccorso alpino di Agordo è salita in fuoristrada al Rifugio Vazzoler per un escursionista statunitense con trauma al ginocchio. L'uomo P.B., 74 anni, è stato accompagnato all'ospedale di Agordo. L'eliambulanza è invece volata verso le 14 al Rifugio Coldai, sempre per un possibile trauma al ginocchio. Una donna, M.P.D., 68 anni, di Fiesso d'Artico (VE), è stata imbarcata e portata a Belluno per una possibile distorsione. 
Rovolon (PD), 07 - 09 - 21
Alle 10.15 circa la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Padova, per un'escursionista che, mentre con la figlia e i nipoti percorreva il Sentiero degli Alpini, sul Monte della Madonna, Colli Euganei, era inciampata riportando un sospetto trauma alla caviglia. Risaliti alla posizione, 4 soccorritori si sono avvicinati il più possibile con la jeep lungo una strada sterrata. Una volta dalla donna, una turista polacca di 72 anni, le hanno immobilizzato l'arto, la hanno caricata in barella e trasportata per circa 800 metri fino all'ambulanza, partita in direzione dell'ospedale di Abano. 
Negrar (VR), 06 - 09 - 21
Attorno alle 19 il Soccorso alpino di  Verona è stato allertato su richiesta dei Carabinieri, per un'auto uscita fuori strada sopra l'abitato di Mazzano, il cui conducente si trovava all'esterno esanime. Dalle prime informazioni, la macchina finita nella scarpata poco sotto il ciglio si era fermata appoggiata a degli alberi e, uscendo dell'abitacolo, l'anziano era precipitato per una ventina di metri perdendo la vita. Atterrato nelle vicinanze, il personale medico dell'elicottero di Verona emergenza ha solamente potuto constatare il decesso dell'uomo. La salma è stata imbarellata e sollevata per contrappeso sulla strada dai soccorritori con l'aiuto dei Vigili del fuoco. Presenti anche i Carabinieri.
Asiago (VI), 06 - 09 - 21
Attorno alle 15.20 una squadra del Soccorso alpino di  Asiago è intervenuta assieme al personale sanitario dell'ambulanza  e ai Carabinieri forestali, lungo una mulattiera del Monte Rattertal, dove mentre saliva con il quad una rampa ripida, il mezzo si era rovesciato e il guidatore, un sessantenne dell'Altopiano, era rimasto sotto. Da solo era riuscito a spostarsi, ha chiamare aiuto e a dare la posizione del punto in cui si trovava. Prestategli le prime cure per dolori alle anche e alla schiena, l'uomo è stato imbarellato e trasportato dai soccorritori per 300 metri fino alla strada.
San Tomaso Agordino (BL), 06 - 09 - 21
Attorno alle 15.20 una squadra del Soccorso alpino della Val Biois è intervenuta in supporto all'ambulanza in località Pianezze in Val di Zat, trasportando il personale medico con il fuoristrada lungo una strada sterrata fino all'abitazione di D.C., 64 anni, di Mestre (VE). L'uomo era infatti caduto facendo un giro e, una volta a casa, aveva accusato dolori alla schiena. Trasportato all'ambulanza, l'infortunato è stato accompagnato all'ospedale. 
Longarone (BL), 06 - 09 - 21
È vivo Giacomo, 43 anni, di Val di Zoldo (BL), l'uomo per la cui scomparsa durante la discesa del torrente Maè, erano scattate ieri le ricerche da parte di Soccorso alpino, Vigili del fuoco, Guardia di finanza e Carabinieri forestali. Una vicenda incredibile, che si è risolta nel migliore dei modi, quando si pensava che legato alla corda sotto la pressione dell'acqua non potesse che trovarsi il corpo senza vita dell'uomo. Questa mattina verso le 10, la squadra del Gruppo forre del Soccorso alpino e speleologico Veneto aveva trovato le corde che scendevano bloccate in una pozza inavvicinabile per la forza della corrente. Quando i soccorritori avevano cercato di tirarle, queste si erano sganciate dall'imbrago, costringendoli ad organizzarsi per affrontare un recupero assai rischioso e forse impossibile con quella portata in quattro metri cubi d'acqua. La squadra si era quindi attrezzata con un arpione lungo sei metri, per tentare di sondare la vasca, mentre si procedeva con la richiesta della chiusura quasi totale del minimo deflusso vitale della diga di Pontesei a monte. Nel momento in cui uno dei soccorritori si era avvicinato al flusso con una frontale per provare a guardare al di là della cascata, si era intravisto un piede e poi il volto dell'uomo. Era vivo, lasciando commossi tutti. Giacomo si era calato dalla cascata ieri verso le 10. Trascinato verso il basso dal flusso, era riuscito ad agganciarsi con una mano alla roccia ed era stato spinto dalla corrente all'interno di una grotta di un paio di metri, dove si trovava da ieri mattina. Quando si era sentito tirare, aveva sganciato lui le corde pensando potessero servire e si era avvicinato alla cascata, nel preciso istante in cui un soccorritore stava guardando nella sua direzione, solo perché era convinto di aver visto uno zaino. I soccorritori sono quindi riusciti a passargli una corda, con la quale si è assicurato all'imbrago e, con tutte le forze in loro possesso, lo hanno trascinato oltre il flusso della cascata e fuori dalla corrente della pozza. Recuperato con verricello dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, Giacomo è stato trasportato all'ospedale di Belluno per i dovuti accertamenti. L'elicottero ha poi provveduto a recuperare anche la squadra.
Ci dispiace aver contribuito a diffondere la triste notizia iniziale, ma non avremo mai potuto sperare in questo esito straordinario.
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