2021

Asiago (VI), 25 - 02 - 21

Attorno alle 13 la Centrale del Suem di Vicenza ha allertato il Soccorso alpino di Asiago per un uomo bloccato in mezzo alla neve, dopo un'escursione a Cima Larici. Partito, scarponi ai piedi, dai Larici e arrivato in vetta dell'omonima cima infatti, E.C., 70 anni, di Creazzo (VI), dopo essere arrivato a Porta Renzola, anziché proseguire per Cima Portule, seguendo le tracce, aveva cercato di scendere verso Bocchette Portule, tagliando lungo un percorso non battuto da ciaspe o sci. Data la neve bagnata di questi giorni, aveva finito così per sprofondare fino alla vita procedendo sul manto vergine. Impaurito e temendo di non riuscire ad avanzare, aveva chiamato il 112 contattando i Carabinieri e facendo partire l'allerta. Mentre due squadre con altrettante motoslitte e due soccorritori con gli sci di alpinismo partivano per raggiungerlo, due scialpiniste di passaggio lo hanno trovato e aiutato a scendere fino alla strada, dove nel frattempo sono sopraggiunti i soccorritori che lo hanno riaccompagnato alla macchina.

Santa Giustina (BL), 25 - 02 - 21
Poco prima delle 16 la Centrale del Suem ha allertato il Soccorso alpino di Feltre, a seguito della chiamata di un uomo, la cui moglie, messo male un piede, si era procurata un sospetto trauma alla caviglia in località Formegan. La coppia stava passeggiando lungo il Piave quando era avvenuto l'incidente e il marito era salito fino alla strada, per indicare il luogo alla squadra in arrivo. Dopo che un primo soccorritore ha individiato il punto, con il resto della squadra si è provveduto a stabilizzare il piede dell'infortunata, trasportata poi in barella fino ai mezzi e da lì direttamente all'ospedale di Feltre.
Borso del Grappa (TV), 24 - 02 - 21

Attorno alle 13 la Centrale del Suem ha allertato il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa, a seguito della segnalazione di un istruttore della scuola di volo, che aveva visto precipitare un parapendio arancione subito sotto il decollo dei Tappeti. Appena partita, infatti, B.P., 27 anni, di San Martino in Passiria (BZ), non era riuscita a prendere quota, finendo con la vela sulle chiome di alcuni alberi, sospesa a 6/7 metri dal suolo, senza riportare fortunatamente alcuna conseguenza. Una squadra ha raggiunto il luogo dove si trovava la pilota in località Casara Girotto e, con tecniche di tree-climbing, un soccorritore ha risalito il tronco, ha assicurato la ragazza e la ha calata a terra.

Valli del Pasubio (VI), 21 - 02 - 21
Si è concluso poco prima delle 22 un difficile intervento, che ha coinvolto in totale 18 tecnici del Soccorso alpino di Schio impegnati da questa mattina sul Monte Cornetto, nel recupero di tre alpinisti bloccati in un canale infossato tra guglie e creste. Scattato l'allarme verso le 11.20, dalle informazioni ricevute e dalle coordinate Gps della posizione, i soccorritori hanno capito che i tre - un quarantanovenne di Gazzo (PD) e due trentatreenni, uomo e donna, entrambi di Torrebelvicino (VI) - si dovevano trovare nella stessa zona dove ieri è avvenuto l'incidente che ha causato la morte del ventinovenne roveretano. Saliti dal Vaio Trenche e arrivati a Forcella dell'Emmele, i tre avevano poi cercato di scendere per uno dei canali sottostanti, finendo però incrodati, incapaci di muoversi. Una squadra di 5 tecnici ha iniziato a risalire il versante, attraversato da numerosi canalini, senza riuscire a individuare in quale si trovassero, anche a causa della presenza di nebbia. I soccorritori si sono portati in alto, scalando su misto in un ambiente impegnativo, anche per le continue scariche di neve e sassi, causate dalle alte temperature. È stato quindi richiesto il supporto di un'altra squadra, che si è mossa nella parte sinistra del canale, finché entrambe non sono arrivate a una parte inaccessibile della parete. Altri soccorritori sono quindi partiti, dividendosi per percorrere i diversi canalini rimasti da perlustrare. Ed è stato così che, in due, sono riusciti a individuare e raggiungere gli alpinisti. Una volta capito il percorso, gli altri sono stati fatti convergere in quella direzione e durante la salita hanno attrezzato già le diverse soste per le sei calate da sessanta metri che avrebbero affrontato in discesa. Assicurati, gli alpinisti sono stati portati in fondo allo stretto e ripido canalino, dove hanno trovato l'ultima squadra che aveva predisposto il tratto finale della discesa per arrivare alla Strada del Re e alle macchine. Avvertiamo che le condizioni particolari di questi giorni con temperature alte, scariche di neve e sassi, terreno instabile e non proteggibile, rendono impraticabili in sicurezza queste zone. 
Borso del Grappa (TV), 21 - 02 - 21
È stata riaperto il tratto della Strada Cadorna interessato nel pomeriggio da una valanga, un chilometro circa sotto il Rifugio Bassano. Al momento si esclude che ci siano automobili coinvolte, a breve verranno completate le ultime procedure di bonifica della superficie per escludere del tutto anche il coinvolgimento di eventuali pedoni. Alle 16.50 il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa è stato allertato dal 118 per una valanga staccatasi dalla dorsale e finita sulla sede stradale in un momento di traffico. Una sessantina di metri di lunghezza per altrettanti di fronte e 4-6 metri di spessore negli accumuli maggiori. Una prima squadra è subito partita, mentre si avvicinava l'elicottero di Treviso emergenza, costretto dalla nebbia a fermarsi e a sbarcare equipe medica e tecnico di elisoccorso, accompagnati sul luogo del distacco da un mezzo dei Vigili del fuoco di Bassano del Grappa che stava salendo. Anche l'eliambulanza di Verona emergenza era pronta ad intervenire, ma anche in questo caso la missione è stata interrotta a causa dell'assenza di visibilità già all'altezza di Schio.
Alla prima squadra di soccorritori, che ha subito avviato il sondaggio, se ne sono unite altre due, più una terza proveniente da Asiago con un'unità cinofila da valanga. Mentre soccorritori e Vigili del fuoco effettuavano le verifiche sulla valanga, è stato riaperto il Rifugio Bassano e attivata la Protezione civile, dal momento che diverse centinaia di persone erano rimaste bloccate dalla strada chiusa. Attualmente le auto stanno defluendo e i soccorritori stanno concludendo le operazioni. 
Cortina d'Ampezzo (BL), 21 - 02 - 21
Alle 16.15 circa il Soccorso alpino di Cortina è stato allertato per un tredicenne caduto con lo slittino mentre scendeva dalla pista Mietres. Una squadra ha raggiunto in motoslitta il ragazzo, che aveva riportato un probabile trauma alla gamba, e lo ha trasportato fino all'ambulanza diretta all'ospedale.
Sant'Anna d'Alfaedo (VR), 21 - 02 - 21
Alle 14 circa la Centrale del Suem è stata allertata da una coppia di escursionisti che aveva perso l'orientamento sotto il Corno d'Aquilio. In contatto telefonico, i due, 41 anni lui di Colognola ai Colli (VR), 42 anni lei di Montebello Vicentino (VI), che erano partiti da località Tommasi, hanno detto di trovarsi vicino alla Grotta del Ciabattino. In realtà, da una verifica con il sistema di geolocalizzazione in dotazione al Soccorso alpino, si è risaliti alle coordinate precise del punto, più distante da dove pensavano di essere. Cinque soccorritori, lasciati i mezzi a Le Coste, hanno risalito il sentiero numero 234 e li hanno rinvenuti a circa 1.100 metri di quota, una trentina di metri più in basso rispetto al sentiero. Riportati sul tracciato corretto, gli escursionisti sono rientrati con la squadra. 
Cortina d'Ampezzo (BL), 21 - 02 - 21
Alle 13.20 circa la Centrale del Suem è stata allertata dalla figlia di un uomo che, scendendo con lo slittino dalla pista normale del Faloria al momento chiusa, persone il controllo aveva sbattuto violentemente sulle reti di protezione.
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore si è avvicinato al luogo dell'incidente e ha sbarcato in hovering medico, infermiere e tecnico di elisoccorso, che hanno prestato le prime cure ad A.A., 66 anni, di Trieste, a seguito delle probabili fratture riportate su entrambe le gambe. Dopo averlo imbarellato, i soccorritori hanno issato l'infortunato a bordo con un verricello di 20 metri, per trasportarlo all'ospedale di Treviso.
Cinto Euganeo (PD), 21 - 02 - 21
Attorno alle 14.15 la Centrale del Suem ha allertato il Soccorso alpino di Padova per un'escursionista scivolata lungo il sentiero che porta a Cava Bomba. F.T., 38 anni, di Rovigo, che stava camminando assieme a un'amica, era infatti scivolata riportando un probabile trauma alla caviglia. Sei soccorritori, tra i quali un infermiere, risalito il percorso hanno raggiunto la donna, le hanno stabilizzato il piede e la hanno caricata in barella, per trasportarla 500 metri fino alla strada e affidarla all'ambulanza. 
Verona, 20 - 02 - 21
Attorno a mezzogiorno la Centrale del Suem è stata allertata per uno scialpinista, che si era fatto male in discesa tra il Rifugio Chierego e il Rifugio Mondini, all'altezza del vecchio impianto di risalita. Lo sciatore, G.G., 55 anni, di Sant'Ambrogio di Valpolicella (VR), è stato recuperato dell'elicottero di Trento, con un possibile trauma al ginocchio, e trasportato all'ospedale di Rovereto. Pronta a intervenire una squadra del Soccorso alpino di Verona per la presenza di nubi basse. Poco prima delle 17 è scattato un secondo allarme, a seguito della caduta di una donna sulla neve in Lessinia, nella zona di Malga San Giorgio, a Bosco Chiesanuova. Mentre una squadra si portava sul posto, un soccorritore che si trovava casualmente nelle vicinanze ha aiutato il personale dell'ambulanza a trasportare A.B., 30 anni, di Verona, che aveva riportato un sospetto trauma al ginocchio, per alcune centinaia di metri fino alla strada per l'imbarco sul mezzo diretto all'ospedale.
Valli del Pasubio (VI), 20 - 02 - 21
Un alpinista ha perso oggi la vita precipitando per circa 40 metri in un canale del Monte Cornetto, che stava risalendo con la compagna. Molto impegnativo il suo recupero. L.G., 29 anni, di Rovereto (TN), era primo di cordata e stava scalando con ramponi e piccozza un percorso misto neve e ghiaccio. Ad un certo punto, mentre la donna, più sotto gli faceva sicura, deve aver perso un appiglio ed è caduto nel vuoto. La compagna, non sentendolo, né vedendolo, si è calata in un punto più sicuro, sul Sentiero di arroccamento, e ha lanciato l'allarme poco prima di mezzogiorno. L'elicottero di Verona emergenza, arrivato nel punto indicato, ha sbarcato verricellandoli il tecnico di elisoccorso e un secondo tecnico presente in base. I due soccorritori sono scesi nel canale per una cinquantina di metri e lo hanno poi risalito per altri 30, raggiungendo la ragazza sul Sentiero di arroccamento. Lì hanno dovuto liberare il passaggio di due gallerie per uscire in un punto dove sono stati sbarcati dall'elicottero 5 tecnici del Soccorso alpino di Schio, trasportati in quota in supporto alle operazioni e scesi con un verricello di 30 metri. Caricata a bordo l'alpinista, l'eliambulanza si è allontanata, mentre i soccorritori hanno attrezzato la calata per procedere al recupero della salma. Ricomposto, il corpo dell'alpinista è stato imbarellato e fatto scendere per 150 metri per permettere all'elicottero di avvicinarsi e provvedere al suo spostamento a valle. Anche i soccorritori sono infine rientrati con diverse rotazioni del velivolo.
Revine Lago (TV), 20 - 02 - 21
Attorno alle 10.30, il Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane è stato allertato per un uomo colpito da una pianta durante il taglio della legna, nei boschi a fianco della strada che sale a Pian de le Femene. 
A dare l'allarme l'infortunato stesso, M.P., 46 anni, di Revine Lago (TV), che al momento dell'incidente si trovava con alcuni familiari. Raggiunto da una squadra, l'uomo, che lamentava dolori alla schiena e a un ginocchio, è stato stabilizzato e caricato in barella. I soccorritori lo hanno quindi calato per una ventina di metri tra gli alberi fino alla strada, dove è stato trasferito nell'ambulanza, per essere di seguito accompagnato al rendez vous con l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, decollato in direzione dell'ospedale di Treviso.
Domegge di Cadore (BL), 18 - 02 - 21
Attorno alle 19 la Centrale del Suem ha allertato il Soccorso alpino del Centro Cadore, per due escursionisti bloccati dal buio in un canale di neve ghiacciata. Madre e figlio, di 53 e 20 anni, di Treviso, erano partiti per un giro ad anello da Domegge di Cadore. Saliti al Monte Brente, erano poi scesi lungo sentieri innevati a Salon e Pian de la Sala, dove però, ingannati da tracce, avevano sbagliato itinerario finendo ormai tardi in un ripido versante boscato. Inviate le coordinate, i due escursionisti sono stati geolocalizzati e dieci soccorritori sono partiti dell'abitato di Domegge di Cadore, risalendo a piedi per circa 400 metri di dislivello, gli ultimi cento completati con i ramponi fissati agli scarponi, fino a raggiungerli. Dopo aver dotato madre e figlio di casco e imbrago, la squadra li ha assicurati e ha attrezzato le calate per riportarli alla base del canale. Una volta arrivati sul piano, i soccorritori li hanno riaccompagnati al sentiero e da lì a Domegge.
Auronzo di Cadore (BL), 16 - 02 - 21
Questa mattina attorno alle 10.20 è scattato l'allarme per il mancato rientro di un escursionista tedesco, su segnalazione del gestore del Rifugio d'Antorno, da dove l'uomo era partito l'11 febbraio in direzione del Rifugio Locatelli e dove aveva lasciato la sua bicicletta e doveva tornare. Dalle intenzioni manifestate al gestore, l'escursionista avrebbe dovuto fare un giro con le ciaspe di 2/3 giorni e rientrare. Non vedendolo tornare, vista la prolungata assenza, la chiamata ai Carabinieri. Mentre il Soccorso alpino di Auronzo si mobilitava, con un soccorritore pronto a essere imbarcato, l'elicottero del Suem di Pieve è volato in direzione delle Tre Cime di Lavaredo per un primo sopralluogo. Fortunatamente sorvolando la parte nord nel territorio di Dobbiaco, il cui Soccorso alpino era stato messo in preallerta, l'equipaggio ha individuato una persona in movimento. Sbarcato nelle vicinanze, il tecnico di elisoccorso ha raggiunto l'uomo e ha verificato che si trattava proprio del turista tedesco. Stava bene, era in contatto con la famiglia e sarebbe rientrato autonomamente. All'origine dell'allarme un probabile fraintendimento. 
Pieve del Grappa (TV), 14 - 02 - 21
Alle 17.20 circa, ormai prossima la scadenza delle effemeridi, l'elicottero di Treviso emergenza è decollato in direzione del Monte Grappa, dove due escursionisti erano rimasti bloccati lungo la Ferrata Guzzella. Superato il tratto della strada della galleria infatti, i due, F.M., 27 anni, di Vò Euganeo (PD), lui ed E.A., 29 anni, di Pontelongo (PD), lei, si erano ritrovati con il cavo metallico seppellito dalla neve e non erano più in grado di proseguire, né scendere, calzando scarponi con le catenelle. Individuati dall'equipaggio, i due ragazzi sono stati caricati a bordo con il mezzo in hovering e trasportati direttamente fino all'ospedale di Treviso, dato il buio incombente e la necessità di rientrare dell'ambulanza. Pronto a intervenire il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa. 
Verona, 15 - 02 - 21
Attorno alle 13.20 il Soccorso alpino di Verona è stato allertato per uno scialpinista caduto nel canale conosciuto come Pettorina, nel comune di Ferrara di Monte Baldo. Due squadre si sono portate al parcheggio di Novezzina pronte a intervenire con sci e pelli. Nel frattempo l'elicottero di Verona emergenza, impegnato in un'altra emergenza, completata la precedente missione ha raggiunto il canale e individuato lo sciatore, un cinquantacinquenne di Velo Veronese (VR), che si trovava con due amici e aveva riportato un sospetto trauma alla gamba. Sbarcato con un verricello di una decina di metri, il tecnico di elisoccorso ha imbarcato con la stessa modalità l'infortunato, trasportato poi a Borgo Trento. In precedenza l'eliambulanza era stata inviata in comune di Bosco Chiesanuova, nel vallone tra Cima Trappola e Cima Gaibana, per un escursionista che, perso l'equilibrio con le ciaspe, si era fatto male a un ginocchio. Sbarcati in hovering nelle vicinanze, equipe medica e tecnico di elisoccorso avevano prestato le prime cure a C.S., 43 anni, di Albettone (VI), caricato a bordo e trasportato all'ospedale. 
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