2021

Gallio (VI), 04 - 02 - 21
Alle 18.40 circa il Soccorso alpino di Asiago è stato allertato per una coppia di escursionisti in difficoltà. I due, entrambi ventideuenni padovani, erano partiti ieri da Campomulo diretti al Baito Campiluzzi. Oggi nella fase di rientro hanno sbagliato percorso e si sono ritrovati a procedere con la neve alta. Stanchi, infreddoliti e ormai al buio, giunti a Malga Campomuletto hanno trovato copertura telefonica e hanno lanciato l'allarme. Un soccorritore che si trovava nelle vicinanze, li ha raggiunti con il gatto delle nevi del Comune di Gallio e li ha riaccompagnati a Campomulo.

Romano d'Ezzelino (VI), 02 - 02 - 21

Questa mattina passate le 10, su richiesta dei Carabinieri di Bassano del Grappa è stato allertato il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa, a seguito del rinvenimento, all'imbocco della Valle di Santa Felicita, dell'auto di un uomo di cui era stata denunciata la scomparsa. Sei soccorritori si sono portati sul posto, dove già si trovavano i Vigili del fuoco di Bassano del Grappa, per unirsi alla ricerca. Attorno alle 11 è arrivata la segnalazione di un escursionista che si era imbattuto nel corpo senza vita di un uomo, alla base della ferratina della palestra di roccia, nel territorio di Borso del Grappa. I soccorritori hanno raggiunto il luogo del rinvenimento, dove, assieme ai Vigili del fuoco, hanno provveduto al recupero della salma, una volta constatato il decesso da parte del medico e avvenuti i rilievi dei Carabinieri di Pieve del Grappa. Si trattava dell'uomo scomparso, un sessantaquattrenne di Cartigliano (VI), caduto per una quindicina di metri nella scarpata. Il corpo è stato imbarellato e trasportato fino al piazzale del Ristorante Dalla Mena, per essere affidato al carro funebre.
Cibiana di Cadore (BL), 02 - 02 - 21
Attorno alle 11.30 la Centrale del Suem è stata allertata per un infortunio accaduto lungo la strada che sale al Monte Rite. Mentre la stava percorrendo assieme a un'altra persona, infatti, dopo essersi tolta le ciaspe in un tratto superato con scarponi e racchette, un'escursionista veneziana aveva messo male un piede, riportando la sospetta distorsione di un ginocchio. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha individuato il punto in cui si trovava R.P., 65 anni, di Istrana (TV), l'ha recuperata e trasportata all'ospedale di Belluno. Pronta a intervenire una squadra del Soccorso alpino di Pieve di Cadore.
Selva di Progno (VR), 30 - 01 - 21
Alle 14 circa l'elicottero di Verona emergenza è decollato in direzione di Cima Lobbia, a seguito di due differenti situazioni di emergenza, accadute quasi contemporaneamente in luoghi poco distanti l'uno dall'altro. Prima l'eliambulanza ha individuato un'escursionista che, separatasi dal compagno ridisceso con gli sci d'alpinismo, aveva sbagliato traccia nel rientrare a valle a piedi, finendo bloccata su un ripido pendio innevato, sopra salti di roccia. La donna, una vicentina di 61 anni, è stata raggiunta dal tecnico di elisoccorso, calato con un verricello di 20 metri, e recuperata con la stessa modalità, per essere poi trasportata fino a Campofontana. Di seguito l'elicottero è volato più a ovest sotto la cima, in aiuto di una scialpinista di 50 anni di Bussolengo (VR), che durante una gita con altri sciatori si era procurata la probabile distorsione di un ginocchio mettendo male una gamba. Sceso in hovering, il tecnico di elisoccorso ha accompagnato l'infortunata fino all'eliambulanza, ripartita in direzione dell'ospedale di San Bonifacio.
Pieve del Grappa (TV), 30 - 01 - 21
Alle 11.45 circa la Centrale del Suem di Treviso ha allertato il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa per un'escursionista scivolata su una lastra di ghiaccio, lungo la strada innevata che porta a Malga Ardosetta sul Monte Grappa. La donna, F.T., 51 anni, di Grantorto (PD), che si trovava con sei amiche, cercando di attraversare era finita a terra, scivolando per una decina di metri. Non si era fortunatamente fatta niente, ma non era più in grado di risalire. Mentre una squadra si avvicinava con i mezzi, un soccorritore, che casualmente di trovava sul posto, ha aiutato l'escursionista. La donna e le sue amiche sono poi state riaccompagnate alle loro auto a Baita Camol dai soccorritori.
Schio (VI), 30 - 01 - 21
Alle 11.20 il Soccorso alpino di Schio è stato allertato per un bambino di 10 anni infortunatosi nella zona di Malga Pianeti, sul Monte Novegno. Il bambino, che si trovava con amici e familiari, era infatti scivolato sulla neve ghiacciata di una scarpata, fermandosi contro degli alberi. Mentre una squadra era pronta all'imbarco per un eventuale supporto, l'eliambulanza di Verona emergenza si è portata sul luogo dell'incidente e ha sbarcato in hovering tecnico di elisoccorso ed equipe medica. Attrezzata con le corde la discesa lungo il pendio innevato, medico, infermiere e soccorritore sono scesi dal ragazzino, che aveva riportato probabili contusioni e lamentava dolori. Prestate le prime cure, l'infortunato è stato imbarellato e recuperato con il verricello, per essere trasportato all'ospedale di Santorso per le verifiche del caso. 
Alle 12.10 una squadra del Soccorso alpino di Schio è poi intervenuta a Passo Colombo, nel comune di Torrebelvicino (VI), dove un escursionista era scivolato sul ghiaccio facendosi male a una caviglia. I soccorritori si sono avvicinati il più possibile con la jeep, per poi proseguire a piedi gli ultimi 300 metri. Una volta raggiunto D.S., 42 anni, di San Vito di Leguzzano (VI), gli hanno immobilizzato il piede e lo hanno caricato in barella. Trasportato al fuoristrada, l'uomo è stato poi accompagnato alla sua macchina, con la quale si è allontanato autonomamente.
Santo Stefano di Cadore (BL), 29 - 01 - 21
Un trentacinquenne di Udine è caduto procurandosi politraumi durante la risalita di una cascata di ghiaccio nell'orrido dell'Acquatona. La chiamata è arrivata poco prima delle 13 alla centrale operativa del Suem che ha attivato le Stazioni del Soccorso Alpino di Val Comelico e Sappada, considerata la localizzazione dell'incidente sul confine tra le regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto, oltre alla Guardia di Finanza e all'ambulanza. Le squadre si sono calate in corda doppia dal livello della strada fino al torrente Acquatona superando un dislivello di sessanta metri. Una volta sul fondo hanno imbarellato il ferito e lo hanno spostato dal luogo della caduta, sul quale incombevano diverse stalattiti di ghiaccio, fino ad un punto dal quale l'elisoccorso avrebbe potuto recuperarlo con il verricello senza che lo spostamento d'aria creasse eventuali crolli di ghiaccio. 
L'alpinista è caduto per sei metri fino ad impattare al suolo dopo il cedimento di un ancoraggio. Aveva infatti appena raggiunto uno spit con chiodo ad espansione, dal quale avrebbe proseguito arrampicando sulle formazioni di ghiaccio della cascata vera e propria e prima di proseguire la scalata si era appoggiato per qualche secondo di riposo. Purtroppo il chiodo è fuoriuscito causando la caduta dell'alpinista.
L'elisoccorso del Friuli Venezia Giulia ha calato l'equipe medica sul torrente, assieme al tecnico di elisoccorso, con una verricellata di ottanta metri per poi recuperarli successivamente assieme al ferito fino alla piazzola a livello della strada, dove si è dovuto a tratti interrompere il traffico per le operazioni. I soccorritori sono stati invece riportati sulla strada effettuando un paranco con le corde usate per la discesa. L'intervento si è concluso poco dopo le 15.
Valdagno (VI), 26 - 01 - 21
Attorno alle 12.20 la Centrale del 118 di Vicenza ha allertato il Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno per intervenire in supporto dell'ambulanza nella zona di Passo dello Zovo, dove un escursionista si era fatto male. Camminando in compagnia lungo l'itinerario 'ortogonale 1', un percorso pedonale e ciclabile su vie e mulattiere della Grande Guerra, M.P., 53 anni, di Valdagno (VI), era infatti scivolato sul ghiaccio riportando la sospetta frattura di una gamba. Assistito dal personale del Suem, l'uomo è stato raggiunto da una squadra che ha poi trasportato la barella fino all'ambulanza, superando in sicurezza il tratto gelato.
Alpago (BL), 24 - 01 - 21
Ieri sera alle 22.50 la Centrale del Suem ha allertato il Soccorso alpino dell'Alpago, a seguito della segnalazione di una persona che aveva sentito delle grida di aiuto vicino alla propria abitazione a Garna. Una squadra ha raggiunto il luogo indicato, dove si trovava la compagna di un uomo che era scivolato per una trentina di metri in una scarpata. I soccorritori sono quindi scesi da lui, un cinquantattreenne di Alpago (BL), assieme al personale dell'ambulanza e lo hanno aiutato a risalire sulla strada. A seguito delle possibili contusioni riportate, l'uomo è stato accompagnato all'ospedale per le verifiche del caso.
Belluno, 23 - 01 - 21
Alle 16.20 circa il Soccorso alpino di Belluno è stato allertato per uno scialpinista che si era fatto male in Nevegal, lungo il percorso in cresta tra la Casera e il Giardino botanico. L'uomo, che si trovava con due amici ed era caduto riportando la probabile lussazione di una spalla, è stato raggiunto da una squadra con gli sci d'alpinismo, che gli ha prestato le prime cure e lo ha caricato sulla barella toboga. L'infortunato, F.B., 54 anni, di Belluno, è stato quindi trasportato dai soccorritori all'ambulanza in attesa alla Casera, che lo ha accompagnato all'ospedale.
Poco prima una squadra del Soccorso alpino di Cortina è stata invece inviata in località Chiamulera, poiché, a causa delle strade innevate, l'ambulanza non riusciva ad arrivare nella casa di un anziano che si sentiva poco bene. I soccorritori, messe le catene alla jeep, si sono portate sul posto, hanno imbarcato G.G., 89 anni, di Cortina d'Ampezzo (BL), e lo hanno accompagnato direttamente al Codivilla. 
Asiago (VI), 23 - 01 - 21
Attorno alle 10 la Centrale del Suem di Vicenza ha allertato il Soccorso alpino di Asiago per uno scialpinista infortunatosi sotto Cima Larici. Lo sciatore aveva appena iniziato la discesa con due amici, quando era caduto riportando una probabile frattura alla gamba. Tre soccorritori che si trovavano casualmente nelle vicinanze sono subito partiti per raggiungere il luogo dell'incidente, seguiti da un'altra squadra. Per la presenza di mezzo metro di neve fresca che avrebbe impedito l'avvicinamento con le motoslitte, i soccorritori sono saliti con sci d'alpinismo e pelli, portando con loro la barella, e in una quarantina di minuti sono giunti dall'infortunato. Impossibile l'intervento dell'elisoccorso di Trento: pur decollato, l'elicottero ha infatti dovuto desistere, con una bufera di neve in corso e visibilità limitata a 30 metri. Una volta da A.G., 46 anni, di Schio (VI), i soccorritori gli hanno prestato le prime cure, immobilizzandogli l'arto e caricandolo sulla barella. Tenendola assicurata a loro, in cinque sono scesi lasciandola scivolare lungo tratti diagonali, in modo da trasportare lo sciatore fino al Rifugio Ai Larici dove, alle 14 circa, è stato affidato all'ambulanza partita in direzione dell'ospedale di Asiago.
Vittorio Veneto (TV), 18 - 01 - 21
Attorno alle 16.15 il Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane è stato allertato per un'escursionista, scivolata lungo il sentiero che da Santa Giustina porta a Sant'Augusta, che stava percorrendo assieme a un'amica.
Sul posto sono stati inviati l'elicottero di Treviso emergenza e una squadra di soccorritori, arrivati in contemporanea sul luogo dell'incidente. Sbarcati tra gli alberi con un verricello di 30 metri, tecnico di elisoccorso e medico dell'equipaggio hanno prestato le prime cure a P.B., 50 anni, di Vittorio Veneto (TV), che aveva riportato un sospetto trauma alla caviglia. Stabilizzata e imbarellata, l'infortunata è stata trasportata per una cinquantina di metri fino al fuoristrada e da lì alla strada dove attendeva l'ambulanza diretta all'ospedale di Conegliano.
Velo d'Astico (VI), 17 - 01 - 21
Attorno alle 16 il Soccorso alpino di Arsiero è stato allertato per due giovani escursionisti in difficoltà sul Monte Summano. Partiti da Meda, i due ragazzi di 18 e 16 anni, di Velo d'Astico (VI), erano saliti sul Monte senza seguire sentieri segnati, bensì percorrendo dei canali. Nella fase di discesa erano però finiti in un canalone di neve e ghiaccio, impossibilitati a proseguire calzando solamente gli scarponi. Risaliti alla loro posizione tramite un messaggio Whatsapp mandato alla Centrale del 118 e grazie alle indicazioni di alcuni abitanti del posto che li avevano localizzati, i soccorritori hanno visualizzato con il cannocchiale il punto in cui si trovavano i due amici, 400 metri più in alto. In cinque, attrezzati con picche e ramponi, hanno risalito il Monte finché li hanno individuati. Avvicinatisi di lato, i soccorritori hanno poi scalato l'ultimo tratto verticale sotto i due e li hanno raggiunti. Stavano bene, sebbene un po' infreddoliti. Dopo averli imbragati e assicurati, la squadra ha quindi approntato tre calate per un totale di 150 metri fino ad arrivare al bosco. Da lì, con i ragazzi sempre legati in conserva, i soccorritori sono tornati alla jeep e li hanno accompagnati a valle. 
Monselice (PD), 17 - 01 - 21
Verso le 11.15 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Padova, per un ciclista caduto sul sentiero che porta all'Eremo di Monte Ricco. D.T., 56 anni, di Ponte San Nicolò (PD), perso il controllo della propria mountain bike era finito a terra, mettendo male un braccio e riportandone una sospetta frattura. Ricevuta la posizione tramite un messaggio Whatsapp, tre soccorritori che si trovavano casualmente nei pressi hanno raggiunto in un quarto d'ora il luogo dell'incidente, ma non hanno trovato l'infortunato e i suoi amici e hanno iniziato a cercarli. Dopo aver potuto sollevare la sbarra di una strada privata che conduce all'Eremo, una squadra è salita con la jeep e ha incrociato il ciclista, che l'aveva raggiunta aiutato dai compagni e stava attendendo lì, a 700 metri circa dal punto segnalato. È stata quindi fatta arrivare l'ambulanza, che ha caricato a bordo l'infortunato per trasportarlo all'ospedale.
Ricordiamo che, una volta indicato il punto in cui vi trovate in emergenza, è meglio non spostarvi, per non rendervi irreperibili per le squadre o perdere la copertura del telefono o peggiorare la situazione. Se eventualmente foste costretti a farlo, vi chiediamo gentilmente di avvertire. 
Ala (TN), 16 - 01 - 21
Attorno alle 13 l'elicottero di Verona emergenza è decollato in direzione del Carega per uno scialpinista ruzzolato un centinaio di metri in un canale. Il ragazzo, un ventottenne veronese, mentre stava superando un traverso tra il Rifugio Pertica e lo Scalorbi, era scivolato sulla neve ghiacciata finendo nel canale sottostante. Uno scialpinista che aveva assistito alla scena aveva lanciato l'allarme col cellulare, passando poi ai soccorrotori il compagno rimasto in alto sulla traccia. Il Soccorso alpino di Verona ha quindi geolocalizzato il luogo dell'incidente e fornito le coordinate all'equipaggio, che, arrivato in zona, è stato poi guidato sulla verticale al punto della caduta dagli altri sciatori. Individuato il ragazzo, che era cosciente e aveva riportato un probabile trauma al braccio, escoriazioni e contusioni, l'eliambulanza ha sbarcato il tecnico di elisoccorso con un verricello di 30 metri per verificarne le condizioni. Imbarcato con la stessa modalità, l'infortunato è stato trasportato all'ospedale di Verona. Una squadra di soccorritori si stava avvicinando in jeep per eventuale supporto alle operazioni.

Belluno, 16-01-19

A distanza di un anno e mezzo dalla posa delle sfere a Rio Gere, il Comitato Falco Senza Ostacoli ha consegnato ieri alla II Delegazione Dolomiti Bellunesi del Cnsas un drone, progettato da UpCaeli per la posa di cartellini catarifrangenti necessari alla segnalazione delle teleferiche.

Il lavoro di progettazione del sistema di ancoraggio dei cartellini, che serviranno a rendere visibili i cavi sia di giorno che di notte, è stato lungo e complesso. Il drone inoltre potrà essere utilizzato dal Cnsas - che attualmente può contare su 9 dronisti - per ulteriori scopi, come quello di portare generi di sussistenza, radio, altro materiale, a persone in zone impervie e isolate, o per il sorvolo di aree colpite da valanghe e frane, o nella ricerca di persone disperse, permettendo ai volontari del Cnsas di lavorare in maggiore sicurezza e consentendo loro di essere più rapidi nelle operazioni di soccorso.

Tutto ciò è stato reso possibile grazie al contributo di numerosi cittadini e aziende, che con le loro donazioni hanno consentito di raggiungere la cifra necessaria per la progettazione e lo sviluppo del sistema drone-cartellini di segnalazione.

Oltre  al drone e al meccanismo di ancoraggio dei cartellini è stato progettato e realizzato un sistema unico nel suo genere che rende possibile la colorazione dei cavi delle teleferiche con vernice catarifrangente: anche questo per favorire la sicurezza al volo.

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