2023

Lamon (BL), 03 - 09 - 23
Attorno alle 14.30 è scattato l'allarme per un ciclista che si era sentito poco bene, mentre con amici stava percorrendo il sentiero dal Rifugio Croset verso Lamon. Un compagno è quindi sceso in località Bellotti per dare  l'allarme e un medico che si trovava sul posto è risalito con lui e ha assistito il 60enne di Borgo Valsugana (TN) colto da malore, riaccompagnandolo in discesa fino a località Bellotti, dove è sopraggiunto Falco 2. Preso in carico dall'equipe medica, l'uomo è stato issato a bordo con un verricello di 30 metri e trasportato all'ospedale di Feltre per le verifiche del caso.
Sospirolo (BL), 03 - 09 - 23
Si sono concluse poco prima di mezzogiorno le operazioni di recupero del corpo senza vita di un escursionista, precipitato ieri dalla cresta del Monte Sperone. Questa notte attorno all'una e trenta è stato attivato il Soccorso alpino di Belluno, a seguito della chiamata del figlio di M.R., 69 anni, di San Fior (TV),  non rientrato ieri da una camminata in zona Croce di Susin, Monte Sperone, la cui auto era stata rinvenuta ancora parcheggiata in località Staul del Doro. L'ultimo messaggio, in cui diceva che tutto andava bene, era arrivato ieri verso le 12.20, di seguito il cellulare era risultato libero senza risposta, per poi non suonare più. Una squadra di soccorritori - sul posto presenti i Vigili del fuoco - è salita nella notte fino al Col del Dof, posto a metà tra Croce di Susin e Monte Sperone, e, non notando tracce recenti di passaggio in direzione Croce di Susin, ha proseguito fino alla cima del Col del Dof, per poi scendere il versante opposto e prendere la normale al Monte Sperone per andare a controllare il libro di vetta. Lungo il percorso i soccorritori hanno controllato i canali verso la Valle del Mis, finché sul filo di cresta non hanno trovato una racchetta abbandonata sul sentiero. Confrontatisi con il figlio e appurato che l'uomo le avesse con sé, la squadra si è calata per una sessantina di metri, trovando segni di scivolamento e rami rotti. Risaliti sul sentiero, mentre un volontario restava nel punto sulla verticale, altri due tornavano indietro per poi arrivare alla base della parete dello Sperone e da lì percorrere le rampe erbose di traverso verso l'alto. Così, avanzati di 200 metri, i soccorritori hanno individuato il corpo senza vita dell'uomo, ruzzolato dal sentiero per circa 130 metri, appoggiato addosso a un cespuglio di alberi. Data la presenza della fitta vegetazione, poiché le eliambulanza erano impegnate in altre missioni, non appena la nebbia lo ha permesso, l'elicottero dell'Air service center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, ha sbarcato un tecnico provvisto di motosega, per liberare un varco tra gli alberi e facilitare il recupero, e trasportato sul sentiero soprastante una seconda squadra e due Vigili del fuoco, per attrezzare la calata del soccorritore e di supporto alle operazioni. Pulita la zona del recupero, la salma è stata imbarellata e spostata utilizzando un gancio baricentrico di 50 metri, per essere lasciata a Sospirolo e affidata al carro funebre e ai Carabinieri. I soccorritori sul sentiero sono stati imbarcati e portati a valle, mentre i tre ancora in parete sono scesi autonomamente. 
Borso del Grappa (TV), 02 - 09 - 23
Nel pomeriggio il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa è intervenuto a poca distanza, per il recupero dei piloti illesi di due parapendii, precipitati e rimasti sospesi tra i rami degli alberi. Verso le 13 una squadra si è portata all'altezza del 14° tornante della Strada Giardino dove, tra Casara Girotto e Col del Puppolo, un uomo di 60 anni di nazionalità polacca era bloccato a circa 7 metri dal suolo a 750 metri di quota. Arrampicatisi con tecniche di treeclimbing, i soccorritori lo hanno assicurato e calato a terra. Attorno alle 14 è scattato il secondo allarme, per una connazionale cinquantenne finita con la vela tra le piante tra il 6° e il 5° tornante. Scesa tra la vegetazione, la squadra ha provveduto al recupero della donna riaccompagnata al sicuro. 
Michela Canova
Canale d'Agordo (BL), 02 - 09 - 23
Passato mezzogiorno e mezza, la Centrale del 118 è stata contattata da marito e moglie che, andando in cerca di funghi non distante dalla sterrata che sale al Rifugio Lagazzon, avevano perso l'orientamento e non sapevano più dove si trovavano. Risaliti alle coordinate e verificato che non erano distanti, si è tentato di ricondurli sulla strada dando loro indicazioni telefoniche, ma la signora di 82 anni, di Ravenna, era affaticata e non più in grado di muoversi. Una squadra del Soccorso alpino della Val Biois è quindi salita in jeep per poi raggiungere a piedi la coppia. Marito, di 84 anni, e moglie sono stati aiutati a tornare sulla strada e da lì accompagnati al loro mezzo. 
Belluno, 02 - 09 - 23
Sono due gli interventi che hanno tenuto a lungo impegnate nella notte le squadre del Soccorso alpino di Auronzo e della Guardia di finanza, sulle Tre Cime di Lavaredo, e del Soccorso alpino di San Vito di Cadore sul Sorapis.
Ieri passate le 19 la Centrale del 118 ha ricevuto la chiamata di due alpinisti della Repubblica Ceca di 27 e 29 anni che, completata la scalata dello Spigolo Dibona, erano usciti fuori traccia e non riuscivano più a orientarsi sulla via normale per il rientro dalla Cima Grande di Lavaredo, pur avendo provato a dare loro indicazioni telefoniche. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è quindi volato sulle Tre Cime per cercare di recuperarli, ma fin dall'inizio è stato chiaro che sarebbe stato molto difficile si aprisse un varco tra le nuvole in quota e la nebbia in basso. L'eliambulanza ha infatti effettuato alcuni tentativi senza purtroppo riuscire ed è dovuta rientrare alla base. Sono quindi partiti 4 soccorritori della Stazione di Auronzo e 4 della Guardia di finanza che, risaliti lungo la normale fin sopra la Piramide, li hanno visti, raggiunti e riaccompagnati al Rifugio Lavaredo dove hanno passato la notte. L'intervento si è concluso alle 2.
Attorno alle 20 è stato invece attivato il Soccorso alpino di San Vito di Cadore per due escursionisti 36enni di Chioggia (VE), che erano usciti fuori traccia sul Sentiero Minazio. I due erano partiti dal Passo Tre Croci per il giro del Sorapis. Saliti al Vandelli, avevano completato la Ferrata Vandelli, superato il Bivacco Comici e stavano percorrendo il saliscendi di non facile orientamento del Minazio, diretti al Bivacco Slataper per dormire e poi ripartire questa mattina e completare il giro con la Ferrata Berti. A Circa 2.300 metri di quota sono però usciti dell'itinerario e hanno chiesto aiuto, non riuscendo più a muoversi. Una squadra è salita da Forcella Grande e, facendo affidamento sulle coordinate abbastanza precise della loro posizione, li hanno individuati verso le 22.40. Stavano bene, erano solo stanchi e hanno camminato in autonomia al seguito dei soccorritori che li hanno riportati sul sentiero. Scesi ai mezzi, i due uomini sono poi stati accompagnati alla loro macchina al Tre Croci. L'intervento si è concluso alle 2.40.
Borca di Cadore (BL), 01 - 09 - 23
Ieri nel tardo pomeriggio è stato attivato il Soccorso alpino di San Vito di Cadore, per zio e nipote, 65 anni di Roma e 12 anni di Mestre (VE), bloccati sulla frana di Tiera a Borca di Cadore. Partiti dal Rifugio Venezia ieri mattina alle 6, passati dallo Staulanza, Città di Fiume, Forcella Roan, al momento di scendere giù a Tiera si sono trovati di fronte la frana sulla strada asfaltata che riporta al Venezia, chiusa già da luglio. Hanno chiamato i familiari che li hanno indirizzati a proseguire, anziché cercare un sentierino laterale, che permette di superare il tratto nel bosco e così si sono ritrovati in mezzo alla frana, sprofondati nel fango. Una squadra, avvicinatasi con i mezzi, ha proseguito a piedi e li ha raggiunti. Dopo averli aiutati ad uscire dalla frana, i soccorritori hanno poi sollevato zio e nipote con le corde su una sponda e riaccompagnati in jeep al Capitello della Madonna, dove li attendeva un parente. L'intervento è finito alle 21.30. 
Auronzo di Cadore (BL), 01 - 09 - 23
Si è concluso alle 2.30 circa l'intervento del Soccorso alpino di Auronzo per recuperare due alpinisti olandesi, in difficoltà al rientro da una via sulla Grande delle Tre Cime di Lavaredo. I due, dopo aver scalato la Via Mazzorana al mulo, una protuberanza dello Spigolo sud ovest, non erano stati capaci di trovare la traccia per imboccare la normale, che si collega a quella della Cima Ovest, e scendere. Quattro soccorritori sono quindi saliti lungo la normale, fino a ritrovarli tra la nebbia a 2.550 metri di quota. I due, che erano stanchi e infreddoliti, sono stati assicurati e accompagnati lentamente a valle al Rifugio Auronzo. 
Cortina d'Ampezzo (BL), 31 - 08 - 23
Verso le 15 è scattato l'allarme per un alpinista volato per una decina di metri dalla via Ferrari - Sioli alla Tofana di Rozes. Primo di cordata, il 27enne di Milano, che si trovava attorno al decimo tiro quando è caduto a causa del cedimento di un appiglio, aveva riportato un sospetto trauma alla caviglia. Mettendo in atto assieme al compagno le manovre di autosoccorso, i due scalatori sono riusciti a portarsi sulla cengia del Primo Spigolo, dove l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è riuscito a imbarcare entrambi in hovering. Valutato dal personale medico al campo base al Rifugio Dibona, l'infortunato è stato trasportato all'ospedale di Belluno.
Cortina d'Ampezzo (BL), 31 - 08 - 23
Attorno alle 14 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato sul sentiero sotto il Nuvolau, dove un turista tedesco di 65 anni era scivolato riportando una ferita alla testa. Individuato dalle coordinate del posto, equipe medica e tecnico di elisoccorso sono sbarcati in hovering nelle vicinanze, a quota 2.450, e hanno raggiunto l'uomo, che era stato nel frattempo medicato da un passante. Valutate le sue condizioni, il personale sanitario ha accompagnato la moglie dell'escursionista - agitata per l'incidente - in un punto agevole per l'imbarco in hovering, mentre l'infortunato è stato issato a bordo con un verricello corto assieme al tecnico di elisoccorso. L'elicottero si è quindi diretto all'ospedale di Belluno. 
Cortina d'Ampezzo (BL), 29 - 08 - 23
Attorno alle 13, ricevute le coordinate del punto in cui si trovavano, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato sulla Ferrata Lipella alla Tofana di Rozes, per recuperare madre e figlia bloccate sotto un tratto verticale a causa della roccia bagnata. Le due donne, di 56 e 29 anni, di Marmirolo (MN), uscite dal Castelletto, si erano fermate al termine della cengia, temendo di risalire la parete scivolosa a circa 2.500 metri di quota. Sotto la pioggia l'equipaggio le ha individuate (altri due escursionisti stavano salendo più in alto) e nelle loro vicinanze è stato calato il tecnico di elisoccorso con un verricello di 55 metri. In due rotazioni, entrambe sono state issate a bordo e trasportate al Rifugio Dibona. Verso le 12.30 l'eliambulanza era stata inviata al Rifugio Flora Alpina a Falcade, per un bimbo di 11 mesi di Mira (VE) che si era sentito poco bene. Verificate le sue condizioni, il bambino è stato accompagnato assieme alla madre all'ospedale di Belluno per i dovuti accertamenti.
Belluno, 29 - 08 - 23
Crollo dal Teston della Schiara con notevole distacco di roccia, tuttora in corso scariche di materiale che interessano le ferrate sottostanti. Questa mattina verso le 8.30 il gestore del Rifugio Settimo Alpini nel Gruppo della Schiara ha allertato il Soccorso alpino di Belluno, per un crollo avvenuto dal Teston, nel tratto strapiombante sommitale della Schiara sopra la Cengia Sperti. L'elicottero del Suem ha effettuato una prima ricognizione, per poi caricare a bordo tre soccorritori e sbarcarli in hovering lungo la Ferrata del Marmol, al bivio con la Ferrata Zacchi, per visionare le condizioni dell'itinerario attrezzato della Marmol. I soccorritori sono quindi saliti al Bivacco Marmol per escludere la presenza di persone e scrivere di non scendere lungo la Ferrata. Visionata la Cengia inferiore, interessata dalla caduta di materiale come il tratto in comune tra le due ferrate. Sono ancora in corso scariche di detriti nella gola tra lo spallone della Zacchi e la parete dove corrono i cavi. L'elicottero dell'Air service center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, ha poi recuperato i soccorritori, per sorvolare l'intero itinerario e controllare anche il Bivacco Dalla Bernardina, dove non c'era traccia di alcun passaggio. 
Maxi esercitazione di soccorso speleologico nell'abisso del Laresot sulle Dolomiti di Brenta: coinvolte le Delegazioni del Trentino, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche e la Delegazione Alto Adige
 
Tra venerdì 25 e domenica 27 agosto l'abisso del Laresot è stato teatro di una maxi esercitazione organizzata dalla Delegazione speleologica del Trentino - in collaborazione con la Delegazione del Veneto, del Friuli Venezia Giulia, delle Marche e della Stazione Alto Adige - che ha visto la partecipazione di oltre 60 tecnici speleologi del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Da poco entrato a far parte della ristretta cerchia delle grotte che in Italia raggiungono i 1.000 metri di profondità grazie alle recenti esplorazioni, l'Abisso del Laresot presenta le tipiche caratteristiche delle grotte alpine, con pozzi stretti e depositi di ghiaccio nella prima parte, alternati a grandi pozzi e meandri. L'ingresso posto a 2.360 metri di quota sulle Dolomiti di Brenta e la temperatura interna di circa 4°C lo rendono uno degli scenari di intervento più complessi per i soccorritori. L'esercitazione prevedeva il recupero di una persona infortunata al fondo vecchio della grotta posto a 740 metri di profondità, alla base di un grande pozzo di 200 metri. Per due giorni e una notte, diverse squadre si sono alternate dentro la grotta. Così come succede nei reali interventi ipogei, per prima cosa è stato verificato e ripristinato il doppino telefonico per consentire una comunicazione diretta e costante tra le squadre impegnate in profondità e la direzione operazioni posta ad ingresso grotta.
Dopodichè è entrata in grotta la prima squadra composta da 6 tecnici, elitrasportati insieme al materiale tecnico, dal campo base collocato a Malga Prati di Sotto in Val D’Ambiez fino ad ingresso grotta, ed in circa 5 ore di progressione ha raggiunto il luogo dell'incidente. Una volta imbarellato l'infortunato, sono cominciate le operazioni di recupero della barella: prima con una serie di contrappesi che ha permesso di superare il tratto verticale di 200 metri del primo pozzo; poi progredendo nei tratti sub-orizzontali e nei meandri utilizzando le tecniche avanzate di movimentazione della barella. Un totale di tre squadre di soccorritori si sono date il turno per portare la barella verso la superficie, trascorrendo in grotta anche 15 ore continuative.Le operazioni si sono concluse attorno alle ore 22.30 di sabato notte, in anticipo rispetto al programma iniziale a causa delle pessime condizioni meteo previste per la notte tra sabato e domenica che avrebbero compromesso la sicurezza dei tecnici impegnati in grotta. L’evento è stato il primo di questa portata dalla costituzione della XVI Delegazione Speleologica del Trentino ed è stato molto importante sia per testare l’operatività dei tecnici in uno scenario così complesso e ambizioso ma soprattutto per riprendere le attività congiunte tra Delegazioni e Stazioni delle regioni e provincie vicine, chiamate spesso a lavorare insieme per la complessità che caratterizza gli interventi di soccorso in grotta.
San Gregorio nelle Alpi (BL), 28 - 08- 23
Ieri sera verso le 20.30 il Soccorso alpino di Feltre è stato allertato per un escursionista attardatosi, ormai quasi buio, che aveva smarrito la traccia del sentiero sul giro ad anello del Pizzocco. Il 29enne di Ponte nelle Alpi (BL) era partito dopo pranzo da località Roncoi per la lunga camminata, ma, arrivato sulla Piana di Cimia aveva perso l'orientamento. In contatto telefonico, dopo aver capito il punto in cui si trovava, i soccorritori avevano cercato di reindirizzarlo sul tracciato. Una squadra è quindi partita per andargli incontro verso Forcella Introgos, seguita da una seconda in supporto. Verso le 22.30 i soccorritori hanno incrociato il ragazzo che, ascoltando i suggerimenti, era riuscito a ritrovare il sentiero e si era abbassato di quota, e lo hanno guidato a valle fino al parcheggio. L'intervento si è concluso verso mezzanotte e venti. 
Rocca Pietore (BL), 27 - 08 - 23
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto lungo il sentiero 610 che porta a Malga Ombretta, per un escursionista che aveva riportato una sospetta frattura all'altezza della caviglia a causa di una scivolata, sul posto già presente il Soccorso alpino della Val Pettorina. Sbarcati con un verricello di 30 metri, equipe medica e tecnico di elisoccorso hanno prestato le prime cure al 77enne di Siena, che si trovava con amici, per poi imbarellarlo, recuperarlo e trasportarlo all'ospedale di Belluno. 
Cesiomaggiore (BL), 27 - 08 - 23
Questa mattina attorno alle 9 Falco 2 è stato inviato in Val Canzoi, a Casera Cansech, dove un 54enne di Fiesole (FI) aveva riportato un probabile trauma alla gamba. Attivata in supporto alle operazioni anche una squadra del Soccorso alpino di Feltre. Equipe medica e tecnico di elisoccorso, atterrati nelle vicinanze, hanno prestato le prime cure all'uomo, per poi imbarellarlo e imbarcarlo. Mentre l'eliambulanza volava all'ospedale di Feltre, i soccorritori vi riportavano l'auto dell'uomo. Il Soccorso alpino di Feltre, ottenute le coordinate del punto in cui si trovavano, è poi partito per rintracciare due escursionisti che, assieme al loro cane, avevano perso il sentiero in Val Lunga, una laterale della Val Canzoi, a nord di Forcella San Mauro. Quando la coppia -  28 anni di Castello di Godego (TV) lei e 30 anni di Campo San Martino (PD) lui -  ha risposto ai richiami, i soccorritori la hanno individuata. Raggiunti, i due escursionisti sono stati riaccompagnati alla loro macchina. L'intervento si è concluso verso le 16.15. 
Belluno, 26 - 08 - 23
Nel pomeriggio l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto per due differenti scivolate sulle montagne di Cortina. Sopra il Rifugio Scoiattoli per una 60enne di Teolo (PD), che aveva riportato la sospetta frattura di tibia e perone. Atterrati in piazzola, equipe medica e tecnico di elisoccorso hanno raggiunto a piedi la donna, l'hanno stabilizzata e trasferita sull'eliambulanza. Di seguito i soccorritori sono sbarcati in hovering sotto Forcella Lagazuoi, dove un 78enne di Loreggia (PD), si era fatto male a una gamba ed è stato recuperato con il verricello. Entrambi gli inforunati sono stati trasportati all'ospedale di Belluno. Successivamente è scattato l'allarme per una cordata di alpinisti in difficoltà sulla parete sud della Marmolata. I due scalatori, 32 anni lui, 22 anni lei, di Valdagno (VI), 200 metri sotto la cima erano stati colti dal temporale, sulla variante Messner della Via Vinatzer. Fissato il campo base al Rifugio Falier, l'elicottero è salito in quota sotto la pioggia e, dopo averli individuati in parete, è riuscito a calare alla loro altezza il tecnico di elisoccorso con un verricello di 90 metri. Entrambi gli alpinisti sono stati recuperati e lasciati al Rifugio Falier.
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