2024

Rotzo (VI), 17 - 07 - 24
Verso le 17.30 l'elicottero di Treviso emergenza è decollato in direzione del Forte Campolongo per una persona colta da malore. Arrivati sul posto, tecnico di elisoccorso ed equipe medica sono stati sbarcati con un verricello di 30 metri e indirizzati da un gruppo di ragazzi all'interno dell'edificio dove si trovava il 60enne di Padova assieme a due amici. Accompagnato lentamente all'esterno, all'uomo sono stati subito effettuati i primi controlli ed è apparsa evidente la gravità delle sue condizioni. Non appena l'elicottero di è avvicinato per l'imbarco, l'escursionista è improvvisamente peggiorato e il personale sanitario gli ha praticato le manovre di rianimazione, finché non si è ripreso. Caricato a bordo, è stato trasportato all'ospedale di Bassano del Grappa. 
Belluno, 17 - 07 - 24
Questa mattina verso le 10.30 una squadra del Soccorso alpino di San Vito di Cadore è intervenuta lungo la strada forestale che costeggia il lago di Mosnigo, per un escursionista che si era fatto male a una gamba. Il 45enne di Abano Terme è stato accompagnato direttamente all'ospedale di Cortina. Alle 13.30 i soccorritori di Feltre sono stati inviati in Val Scura, a Santa Giustina, a seguito della chiamata del figlio di un 71enne residente nel comune, che, perso l'orientamento su un terreno ripido non riusciva più a risalire sul sentiero. L'uomo è stato raggiunto e trasportato in ospedale per accertamenti, in quanto in stato confusionale. Falco 2 è volato sul Monte Pore, a Livinallongo del Col di Lana, poiché una ciclista tedesca era caduta dalla propria e-bike, sbattendo una spalla. La donna è stata imbarcata e portata all'ospedale di Belluno. 
Treviso, 17 - 07 - 24
Verso le 12.15 una squadra del Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane è stata inviata nella zona del Castellier in Cansiglio, dove un ciclista in mountain bike era caduto da una strada forestale, riportando un probabile trauma alla spalla. Il 67enne di Venezia, che aveva inizialmente perso i sensi, è stato raggiunto dal tecnico di elisoccorso e dall'equipe medica dell'elicottero di Treviso emergenza sbarcati con il verricello nelle vicinanze di un bosco. Una volta verificate le condizioni, l'uomo è stato trasferito sull'ambulanza partita in direzione dell'ospedale. Attorno alle 14 è arrivata una seconda attivazione per un parapendio precipitato sul San Boldo e rimasto sospeso su una pianta. Individuata la vela, con una verricellata di 20 metri è stato sbarcato il tecnico di elisoccorso. Il pilota del parapendio, che nel frattempo era sceso a terra da solo senza conseguenze, è stato recuperato sotto shock e trasportato fino al campo base, dove erano convenuti Soccorso alpino, ambulanza e Vigili del fuoco.
Belluno, 16 - 07 - 24
Attorno alle 12.15 il Soccorso alpino di Auronzo è stato allertato per un cercatore di funghi, scivolato su un ripido pendio boscato del Monte Agudo. Il 78enne di Favaro Veneto (VE), che si trovava con il genero, si era fatto male a un ginocchio e aveva riportato un lieve trauma alla spalla. Individuato e raggiunto da una squadra assieme ai soccorritori della Guardia di finanza, l'infortunato è stato imbarellato e spostato in un varco tra la vegetazione aperto per il recupero, ultimato con il verricello da Falco 2. In contemporanea una squadra di Cortina è salita in fuoristrada poco sotto il Rifugio Son Forcia, su richiesta del gestore alla Centrale del 118, poiché una turista ceca di 63 anni aveva messo male un piede, con conseguente trauma che le impediva di camminare. La donna è stata portata al rendez vous con l'ambulanza al Passo Tre Croci. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato nei pressi del Rifugio Vandelli per un infortunio al polso. Una 42enne di Forlimpopoli (FC) è stata quindi accompagnata per le cure del caso all'ospedale di Cortina. È fortunatamente rientrato l'allarme per due bambini bellunesi di 11 e 12 anni, allontanatisi dalla zia nella zona del Col Gallina, Croda Negra. Attivato il Suem verso le 14.10, sul posto si è portata una squadra del Soccorso alpino della Guardia di finanza, che li ha incrociati poco dopo sul sentiero e li ha riaccompagnati dai familiari. 
Incidente mortale nel gruppo delle Pale di San Martino:
escursionista perde la vita scivolando in un crepaccio
Un'escursionista americana ha perso la vita scivolando in un crepaccio, mentre stava percorrendo il sentiero 716 nel gruppo delle Pale di San Martino. La donna si trovava nei pressi del passo del Travignolo, nella valle dei Cantoni, sul confine tra Veneto e Trentino, a una quota di circa 2.900 m.s.l.m., quando nel percorrere un nevaio con ai piedi le catenelle è scivolata a valle, precipitando successivamente in un crepaccio per circa 25 metri. Il compagno di escursione ha lanciato l'allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 intorno alle 16.30, dopo essersi allontanato dal luogo dell'incidente per trovare campo. 
La Centrale Unica di Emergenza ha chiesto l'intervento dell'elicottero che ha imbarcato a bordo tre operatori della Stazione di San Martino di Castrozza del Soccorso Alpino e Speleologico. Dopo aver individuato il crepaccio dall'alto, il Tecnico di elisoccorso è stato verricellato sul posto, insieme agli altri soccorritori. Per raggiungere la donna, i tecnici si sono calati nel crepaccio fino a trovarne il corpo ormai senza vita. Dopo che il medico ne ha constatato il decesso, e una volta ricevuto il nullaosta da parte delle autorità, la salma è stata recuperata a bordo dell'elicottero e trasferita nella piazzola di Falcade, dove attendeva il personale del Soccorso alpino della Val Biois, assieme a Guardia di finanza è Carabinieri.
Sul posto anche un operatore del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di stanza a passo Rolle.
Marano di Valpolicella (VR), 15 - 07 - 24
Mentre si stava preparando come gruppo forre per un eventuale supporto a un intervento in forra nel Bresciano, una squadra del Soccorso alpino  e del Soccorso speleologico di Verona è stata dirottata in un altro intervento. Verso le 15.30 era infatti arrivata la chiamata di un escursionista che, uscito dalla traccia del sentiero, aveva perso l'orientamento ed era stremato. Dalle prime coordinate, i soccorritori si sono portati sul sentiero che da località Manune porta al Molin del Cao, ma una volta sul posto il 35enne di Negrar (VR), non ha risposto ai loro richiami. Risultate imprecise anche altre coordinate, la squadra si è fatta spiegare il percorso seguito e una volta appreso che si trovava all'esterno di una grotta, hanno chiesto all'uomo di cercare il bollino del catasto grotte. Era di fronte al Bus del Cao. A quel punto è stato semplice raggiungerlo, riportarlo sul sentiero, per poi accompagnarlo in jeep a Malga Biancari.  
Agordo (BL), 15 - 07 - 24
Verso le 15.49 la Centrale del 118 è stata attivata da due escursionisti tedeschi, non più in grado di proseguire al rientro della Ferrata Costantini in Moiazza. I due, lui 55enne, lei 51enne, si trovavano sull'ultimo tratto nella parte di discesa, dopo aver passato il bivacco Ghedini, erano illesi, ma in difficoltà a causa tratto impervio e innevato.
Allertata la Stazione del Soccorso alpino di Agordo per competenza, è stato inviato un messaggio dall'applicazione di geolocalizzazione per risalire alle coordinate. È quindi intervenuto Falco 2 che, dopo averli individuati, li ha recuperati con un verricello di 70 metri e trasportati al Passo Duran, dove avevano la macchina. 
 
Belluno, 15 - 07 - 24
Ieri verso le 19 attraverso il numero unico di emergenza di Bolzano, alla Centrale di Pieve di Cadore è pervenuta la segnalazione di due persone in difficoltà in un punto non specificato del Civetta. Senza indicazioni, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è quindi decollato per verificare gli itinerari più frequentati, puntando sulla normale e passando poi alla Ferrata degli Alleghesi, senza riscontro Al numero indicato non rispondeva nessuno, né alle chiamate, né ai messaggi di alcun tipo. Falco è quindi sceso per imbarcare un tecnico del Soccorso alpino della Val di Zoldo, per tornare in quota e guardare nei punti dove più spesso si riscontrano problemi. In quel frangente il capo del Soccorso alpino della Val di Zoldo ha avvertito l'equipaggio di aver visto con il binocolo due persone all'altezza della Punta Tissi, 200 metri sotto la cima, che stavano camminando verso la Ferrata. Lasciato il personale medico a terra e imbarcato il soccorritore, Falco è risalito, ma la cima del Civetta si era coperta di nubi. Dopo aver atteso un varco, ormai prossime le effemeridi, l'elicottero ha fatto un ultimo tentativo dalla cima, percorrendo a volo radente la Ferrata senza vedere nessuno, ed è dovuto rientrare. Alle 2 la Centrale è stata contattata direttamente dalle due persone che avevano mandato il messaggio, padre e figlio inglesi di 70 e 22 anni. Dalle informazioni raccolte in seguito, arrivati tardi in cima al Civetta, avevano lanciato l'allarme perché ormai era vicino il buio e temevano il rientro. Non prendendo il telefono, erano scesi lungo la Ferrata e si trovavano ormai quasi all'attacco, come appurato dai soccorritori dopo averne individuato le frontali. Pur vicini al sentiero, il padre però non era più in grado di proseguire per la stanchezza e il freddo. I due escursionisti sono quindi stati recuperati dall'elicottero di Trento e trasportati a valle. 
Belluno, 14 - 07 - 24
Attorno alle 13.15, su segnalazione del padre, il Soccorso alpino di Cortina è stato allertato per un escursionista vicentino di 25 anni colto da malore lungo il sentiero 443 che conduce al Passo Giau. Una squadra del Soccorso alpino della Guardia di finanza è salita assieme al personale sanitario della Croce Bianca dove si trovava il ragazzo. Dopo averlo caricato in barella, i soccorritori lo hanno trasportato un quarto d'ora a piedi e trasferito nell'ambulanza, diretta per i dovuti controlli all'ospedale di Cortina.
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è stato invece inviato al Rifugio Vandelli per un infortunio nei pressi del lago del Sorapis. Atterrati in piazzola, i soccorritori hanno raggiunto poco distante un'escursionista, che era scivolata riportando un trauma al ginocchio, che non le permetteva di stare in piedi. La donna, 63 anni di Verona, è stata fatta salire sull'eliambulanza e portata al Codivilla. Verso le 14 una squadra del Soccorso alpino del Centro Cadore è intervenuta sul sentiero 272 per il Rifugio Baion, in aiuto di una 74enne di Vedelago (TV) non in grado di proseguire per un infortunio alla gamba, pur sorretta dalla figlia. La donna è stata imbarellata da una squadra e da un soccorritore casualmente sul posto, portata fino alla jeep e da lì condotta all'ospedale di Pieve di Cadore.
Falco è poi volato lungo il sentiero 680 che conduce al Rifugio Padon, dove con un verricello ha recuperato una escursionista che si era fatta male dopo essere scivolata. La 70enne di Padova, che aveva anche perso i sensi per il dolore al ginocchio, è stata trasportata all'ospedale di Agordo. Attorno alle 15.30 dei ragazzi hanno chiamato il 118, poiché mentre si trovavano in forcella hanno sentito delle richieste di aiuto provenire dalla normale dell'Antelao, senza riuscire a individuare la persona che gridava. La Centrale è stata poi attivata dallo stesso escursionista in difficoltà, che però non è riuscito a dare alcuna indicazione perché si è subito scaricata la batteria del telefono. Falco ha quindi sorvolato l'area attorno alla via di risalita, finché, fuori sentiero, non ha individuato l'uomo, un 33enne di Catania, che ha poi detto di essere finito lì seguendo un tracciato Gps. Issato a bordo dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 40 metri, l'escursionista è stato lasciato al Rifugio Galassi. 
Domegge di Cadore (BL), 13 - 07 - 24
Attorno alle 14 la Centrale del Suem ha richiesto l'intervento del Soccorso alpino del Centro Cadore, per tre escursionisti illesi incapaci di proseguire, dopo essere usciti fuori traccia dal sentiero numero 357, che da Forcella Segnata scende verso il Rifugio Padova. Risaliti alle coordinate Gps, una squadra ha raggiunto i tre, bloccati a circa 2mila metri di quota. Dopo averli assicurati, con manovre di corda i soccorritori li hanno calati fino ai ghiaioni sotto gli Spalti di Toro, per poi accompagnarli al Rifugio. 
Posina (VI), 13 - 07 - 24
Su richiesta del gestore del Rifugio Papa, poco prima delle 16 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Arsiero per una ciclista caduta sulla Strada degli Scarubbi. Dalla 66enne di Barbarano Vicentino (VI), che aveva riportato possibili traumi, si sono subito diretti alcuni soccorritori di Schio che si trovavano casualmente in Rifugio. Raggiunta in fuoristrada da una squadra, compreso un medico, l'infortunata è stata caricata a bordo e trasportata al rendez vous con l'ambulanza, diretta all'ospedale di Santorso. 
 
Quero - Vas (BL), 13 - 07 - 24
Nel pomeriggio Falco 2 è intervenuto su un isolotto in mezzo al Piave, dove gli amici avevano aiutato ad arrivare un ragazzo, che nuotando si era lussato una spalla. Atterrati sulla superficie sassosa, equipe medica e tecnico di elisoccorso hanno verificato le condizioni del diciottenne di Montebelluna (TV), per poi caricarlo a bordo e trasportarlo all'ospedale di Feltre. Erano presenti anche un'ambulanza e i Vigili del fuoco. 
Padova, 13 - 07 -24
Questa mattina poco prima di mezzogiorno una squadra del Soccorso alpino di Padova, che era impegnata in un addestramento a Rocca Pendice, è stata inviata dalla Centrale del 118 sul sentiero numero 14 del Monte Grande, dove un escursionista si era sentito poco bene. L'uomo è stato raggiunto da sette soccorritori, tra i quali un'infermiera. Imbarellato, è stato trasportato fino all'ambulanza, che lo ha accompagnato all'ospedale di Abano Terme per gli accertamenti del caso.
 
Belluno, 13 - 07 - 24
Questa mattina verso le 11 il Soccorso alpino di Feltre è stato allertato per una ragazza caduta in una scarpata, mentre con la madre percorreva in e-bike la mulattiera, che dal Lago del Corlo sale verso Carazzagno ad Arsiè. La ventenne di Fonzaso (BL) si era probabilmente sbilanciata in una curva in salita finendo nella scarpata laterale, dove era ruzzolata un'ottantina di metri, fermandosi sul bordo di una profonda pozza d'acqua. La madre era scesa da lei e aveva dato l'allarme. Giunto sul posto Falco 2 ha sbarcato tecnico di elisoccorso ed equipe medica, che hanno prestato le prime cure alla giovane, in seguito alle contusioni riportate assieme a una ferita alla testa, mentre arrivavano due squadre del Soccorso alpino di Feltre in supporto alle operazioni. Caricata in barella, l'infortunata è stata sollevata per contrappeso fino alla mulattiera e poi trasportata a mano per una cinquantina di metri in un luogo agevole per il recupero, avvenuto con il verricello. L'elicottero è poi volato all'ospedale di Belluno. Contemporaneamente Falco è stato inviato lungo il sentiero 554 che dal Rifugio Carestiato conduce a Forcella da Camp, dove un'escursionista irlandese di 61 anni era caduta sbattendo il volto, un polso e il ginocchio. La donna è stata imbarcata assieme all'amica con cui si trovava, per essere accompagnata a Belluno. Attorno a mezzogiorno una squadra del Soccorso alpino dell'Alpago è intervenuta sul sentiero del Taffarel, a metà del percorso tra Palughetto e il Monte Pizzoc, poiché un 45enne di Porcia (PN) era caduto con la mountain bike e aveva un possibile trauma alla spalla. L'uomo è stato raggiunto e accompagnato al Passo Crosetta, da dove si è allontanato autonomamente. Poco prima delle 14, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha individuato e recuperato una coppia di turisti belgi, di 25 e 27 anni, incapaci di proseguire sul sentiero numero 407 del Valon de Ra Ola a Cortina. È invece rientrato l'allarme lanciato da una donna che si era smarrita assieme alla figlia nei boschi sotto il Rifugio Talamini. Quando una squadra del Soccorso alpino di San Vito di Cadore stava per raggiungere la struttura, la donna ha richiamato dicendo che era riuscita a tornare al Rifugio. 
Livinallongo del Col di Lana (BL), 12 - 07 - 24
Una squadra del Soccorso alpino di Livinallongo è intervenuta nella zona del Piz Boè, per due escursionisti bloccati da lingue d'acqua originate dalle abbondanti precipitazioni. I soccorritori hanno raggiunto dopo un'ora a piedi padre e figlio tedeschi di 60 e 24 anni, che si trovavano a 2.800 metri di quota lungo il sentiero 626, e sono rientrati con loro fino al Passo. 
 
Canale d'Agordo (BL), 12 - 07 - 24
Attorno alle 14 la Centrale del 118 ha ricevuto una prima attivazione dalla Val delle Galline, sopra la Valle delle Comelle, da parte di un escursionista tedesco fermo tra due corsi d'acqua ingrossati, impossibilitato a proseguire o a ritornare sui propri passi. Mentre l'uomo è poi riuscito a trovare un punto dove guadare e ha raggiunto in seguito il Rifugio Rosetta, in quel tratto di sentiero, ovvero la Y disegnata dall'incrocio dei due torrenti di montagna vicino alla Torcia di Valgrande, erano rimaste bloccate altre 9 persone, che hanno poi chiesto aiuto. Gli escursionisti, appartenenti a diversi gruppi, si erano trovati a transitare sul sentiero E 703 dell'Alta Via numero 2 verso le 10.30, quando, in anticipo rispetto alle previsioni, era cominciata la tempesta di pioggia. I nove, 2 italiani - lei di Lecco, lui di Bergamo - e 7 stranieri - americani, australiani, un irlandese e belgi - dai 27 ai 38 anni, maschi e femmine, si erano quindi raggruppati in attesa, avvertendo anche la Centrale della caduta di sassi dalla parete. Una squadra del Soccorso alpino della Val Biois ha raggiunto Capanna Cima Comelle, pronta a risalire. Fortunatamente il maltempo si è spostato aprendo un varco. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore si è quindi potuto avvicinare e ha sbarcato il tecnico di elisoccorso e l'equipe medica. I soccorritori hanno quindi preparato gli escursionisti, che stavano bene, pur bagnati, infreddoliti e scossi dalla situazione. Recuperati in tre rotazioni con un verricello di 20 metri, i 9 sono stati lasciati a Capanna Cima Comelle, dove i soccorritori li hanno rifocillati, per poi riaccompagnarli 2 ad Agordo, da dove erano partiti per un giro ad anello di più giorni, e 7 a Canale d'Agordo. 
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