2024

Cortina d'Ampezzo (BL), 17 - 05 - 24
Attorno alle 13.30 la Centrale del Suem è stata allertata per una donna ruzzolata in una scarpata in località Lacedel. La chiamante non riusciva più a vederla. Impegnata a ripulire dalla spazzatura lasciata dagli altri le vicinanze di casa, l'81enne era scivolata probabilmente a causa del terreno reso scivoloso dalla pioggia, fermandosi una trentina di metri più in basso. Una squadra si è portata subito sul posto iniziando a cercarla, aiutata dai soccorritori della Guardia di finanza. Individuata, l'anziana, che aveva riportato possibili gravi traumi, è stata caricata in barella con l'aiuto del personale sanitario dell'ambulanza, che poi l'ha accompagnata al rendez vous con il Pelikan, decollato in direzione dell'ospedale di Bolzano. 
Cortina d'Ampezzo (BL), 16 - 05 - 24
Malgrado il meteo avverso e la persistente condizione invernale dei sentieri, sono numerosi gli escursionisti che, senza opportuni abbigliamento, attrezzatura e conoscenze alpinistiche adeguate all'ambiente innevato, si avventurano sugli itinerari che conducono al lago del Sorapis o al Rifugio Vandelli. Cinque interventi in pochi giorni. Anche oggi il Soccorso alpino di Cortina è stato attivato per due persone infreddolite sotto Forcella Marcuoira e i soccorritori della Guardia di finanza, con il tempo richiesto per  salire li hanno raggiunti a piedi, poiché l'assenza di visibilità  non consentiva l'avvicinamento dell'elicottero con una rapida risoluzione dell'emergenza. Solo ieri era scattato l'allarme per 4 turisti americani in difficoltà nella stessa zona, che avevano chiesto una squadra in supporto, salvo dopo due ore comunicare che si erano arrangiati. Sempre in zona Forcella Marcuoira domenica l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha recuperato due turiste svizzere bloccate dalla paura delle valanghe.
Nei giorni precedenti il Soccorso alpino di Auronzo era intervenuto di notte in Valbona per altre tre persone francesi bagnate e gelate dal freddo, così come la Guardia di finanza di Cortina, sempre in Valbona, aveva ritrovato due inglesi usciti 50 metri dal sentiero.
Riportati a valle, in tutti i casi gli escursionisti aiutati sono stati poi riaccompagnati alle rispettive macchine.
Con maltempo e nebbia la possibilità di perdere il sentiero è elevata, le squadre a piedi avranno bisogno di ore per individuare e raggiungere i chiamanti e in caso di infortunio le operazioni inevitabilmente si prolungheranno. Sui sentieri in quota permangono condizioni invernali, molta neve e freddo, il lago è ghiacciato e il Rifugio Vandelli chiuso. Vi invitiamo ad attendere il miglioramento della stagione, ad utilizzare in ogni caso calzature e abbigliamento appropriati al rigore dell'ambiente e a rientrare sui vostri passi al primo accenno di difficoltà.
Cinto Euganeo (PD), 12 - 05 - 24
Verso le 16 il Soccorso alpino di Padova è stato allertato dal 118, per un'escursionista che, messo male il piede, aveva riportato un sospetto trauma alla caviglia, mentre con il marito stava percorrendo un sentiero sul Monte Cinto. Raggiunta in località Cava Bomba da 8 soccorritori, alla 53enne di Ferrara sono state prestate le prime cure. Caricata in barella, la donna è stata trasportata per un chilometro e mezzo e poi trasferita sull'ambulanza diretta all'ospedale di Schiavonia. 
Marano di Valpolicella (VR), 12 - 05 -24
Attorno alle 14.40 il Soccorso alpino di Verona è stato allertato dalla Centrale del 118, per una coppia di escursionisti in difficoltà in Val Sorda. Rientrando verso Malga Biancari dopo aver completato il giro ad anello, i due amici avevano mal interpretato un segnale, perdendo l'orientamento. Stanchi e preoccupati, avevano quindi chiesto aiuto fornendo le coordinate del punto in cui si trovavano. Una squadra di 4 soccorritori è quindi partita dall'alto e in una ventina di minuti ha raggiunto l'uomo e la donna di Verona. Imbragati in via precauzionale e assicurati con una corda corta, i volontari hanno fatto superare alla coppia l'ultimo tratto disagevole del percorso, per poi accompagnarli alla macchina. 
Belluno, 12 - 05 - 24
Attorno alle 14 la Centrale del 118 è stata attivata per due turiste svizzere bloccatesi a Forcella Marcuoira, per il timore di essere coinvolte da distacchi valanghivi. Ricevute le coordinate, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha individuato le due escursioniste di 31 e 32 anni e si è avvicinato. Sbarcato nelle vicinanze, il tecnico di elisoccorso le ha caricate a bordo con il mezzo in hovering. Le due donne, che erano illese, sono state lasciate al Passo Tre Croci. Successivamente, verso le 15, è arrivato un secondo allarme: a chiamare l'amico di una 34enne di Padova, che si era procurata un sospetto trauma alla caviglia, mentre stavano percorrendo il sentiero numero 534 che da Baron di Zoldo va a Casera di Mezzodì. Poiché l'infortunata si trovava sotto la fitta vegetazione a 1.210 metri di quota, sul posto sono stati elitrasportati due volontari del Soccorso alpino di Val di Zoldo, che hanno aperto un varco. L'eliambulanza ha potuto così recuperare la donna con un verricello di 50 metri.
 
Livinallongo del Col di Lana (BL), 11 - 04 - 24
Questa mattina verso le 11.30 il 118 è stato contattato da due alpinisti tedeschi che si erano imbattuti in un cagnolino incrodato sul primo tiro della Via Colbertaldo, sullo Spigolo Sud del 
Sass de Stria, senza che vi fosse in vista nessuna persona. Attivato il Soccorso alpino di Livinallongo per andare a recuperarlo e a verificare la situazione, è stato inoltre allertato il servizio veterinario. Una volta sul posto i soccorritori hanno riportato alla base della parete il cane e sono risaliti al numero del proprietario, che in un primo momento non rispondeva al cellulare. Fortunatamente, quando stava per partire la ricerca, il padrone ha risposto: in tre avevano scalato una via, lasciando legato l'animale, che era riuscito a liberarsi e a risalire la parere. Il cane è stato quindi riconsegnato al padrone. 
Auronzo di Cadore (BL), 10 - 05 - 24
Attorno alle 15 la Centrale del 118 è stata contattata da una coppia di turisti francesi, bloccati dalla stanchezza nel Valon di Lavaredo. I due, 29 anni lui, 27 lei, erano scesi sotto il Rifugio Auronzo oltrepassando il tratto innevato, ma raggiunto il sentiero sui ghiaioni a 1.800 metri di quota, sfiniti, non erano più in grado di camminare. Ricevute le coordinate del punto, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore li ha individuati e ha sbarcato con il verricello nelle vicinanze il tecnico di elisoccorso. Il soccorritore ha quindi fatto spostare in un punto agevole per il recupero i due, che si trovavano in prossimità dei cavi dell'alta tensione. La coppia verricellata a bordo è stata trasportata a Misurina, dove aveva la macchina. Pronto a intervenire il Soccorso alpino di Auronzo.
Gallio (VI), 08 - 04 - 24
Poco prima delle 18 il Soccorso alpino di Asiago è stato attivato per un incidente con il quad, sulla strada sterrata che collega Ronchi di dietro e Ronchi davanti. Marito e moglie si trovavano in località Ronchi di dietro quando hanno perso il controllo del mezzo, sono finiti nella scarpata laterale e la donna è rimasta schiacciata dal quad contro un albero. Il marito è riuscito a liberarla e a dare l'allarme. Sul posto il personale sanitario dell'ambulanza di Asiago ha prestato subito le prime cure, per i possibili traumi riportati, alla 57enne di Gallio (VI), che era vigile, e l'ha caricata in barella. Sul posto si è portata una squadra di soccorritori e nelle vicinanze è attrezzato l'elicottero di Treviso emergenza. Trasferita in ambulanza, l'infortunata è stata portata fino all'eliambulanza, imbarcata e accompagnata in ospedale. 
Santa Giustina (BL), 06 - 04 - 24
Da ieri sera sono in corso le ricerche di una signora di 65 anni, che si è allontanata a piedi dalla propria abitazione a Santa Giustina senza più fare ritorno. Il Soccorso alpino di Feltre assieme al Gruppo forre,  il Soccorso alpino della Guardia di finanza, i Vigili del fuoco, la Protezione civile si stanno concentrando sulle rive del Piave. 
Belluno, 04 - 05 - 24
Verso le 19 la Centrale del 118 è stata contattata da due escursionisti in difficoltà sul Viaz dei camorz  e dei Camorzieri, nel Gruppo della Schiara, al confine tra Belluno e Sedico. Partiti dalla Val de Piero, i due amici trentenni di Ferrara erano saliti a Forcella Oderz seguendo una traccia Gps, per poi proseguire fino al Valico delle Forzelete e raggiungere la banche del Burel. Arrivati sul bordo della parete sud-ovest, hanno però perso i segnali gialli e rossi del Viaz. Dopo avere cercato invano la traccia, i due hanno deciso di tornare sui propri passi con l'intenzione di dirigersi al Settimo alpini, ma stanchi e ormai prossimo il buio, hanno chiesto aiuto. Dopo averli individuati a circa 1.800 metri di quota, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha calato con un verricello di 35 metri il tecnico di elisoccorso che li ha recuperati. Gli escursionisti sono stati trasportati a Bolzano Bellunese, dove era disponibile una squadra del Soccorso alpino di Belluno, che li ha riaccompagnati a prendere la macchina alla Stanga.
Recoaro Terme (VI), 30 - 04 - 24
Verso le 14.30 la Centrale del 118 ha attivato il Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno, a seguito della chiamata di due escursionisti, un 30enne di Schio (VI) e un 27enne di Vicenza, che dicevano di essere bloccati all'interno del Vaio Pelegatta, zona Rifugio Battisti, nel Gruppo del Fumante. I due, illesi, avevano superato un punto franoso e non se la sentivano di proseguire o scendere in tranquillità. Detto loro di non muoversi, quattro soccorritori sono quindi partiti per andare a recuperarli. Arrivati all'altezza del Rifugio, i due hanno fatto sapere che erano riusciti a spostarsi. Verificato dove si trovavano, la squadra è andata loro incontro per assicurarsi che rientrassero incolumi. 
Abano Terme (PD), 29 - 04 - 24
Verso le 10.40 il Soccorso alpino di Padova è stato attivato dalla Centrale del 118, per una turista tedesca scivolata lungo il sentiero 19 del Monte Ortona. L'escursonista settantenne, che si trovava assieme al figlio non vedente, si era procurata la possibile frattura di una caviglia. La donna è stata raggiunta  da 9 soccorritori, compresi tre tecnici trentini, studenti universitari, che si rendono disponibili negli interventi quando si trovano a Padova. Imbarellata, l'infortunata è stata trasportata fino all'ambulanza. I tre soccorritori trentini durante il recupero hanno spiegato al figlio lo svolgimento delle operazioni, per renderlo partecipe di quanto stava accadendo. 
 
Abano Terme (PD), 28 - 04 - 24
Attorno alle 17.30 il Soccorso alpino di Padova è stato attivato dalla Centrale del 118 per una escursionista, che si era fatta male dopo essere scivolata alcuni metri sul sentiero numero 19 del Monte Ortone. La turista tedesca di 87 anni, che stava camminando assieme a un'amica, aveva riportato un probabile trauma al bacino e la sospetta frattura del femore. Raggiunta da 7 soccorritori, tra i quali un medico e un infermiere di Stazione, all'anziana sono state prestate le prime cure. Una volta caricata in barella, l'infortunata è stata trasportata per circa 800 metri fino al rendez vous con l'ambulanza, partita in direzione dell'ospedale di Abano.
Recoaro Terme (VI), 28 - 04 - 24
Verso le 14.30 il Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno è stato attivato per un freeclimber infortunatosi durante l'arrampicata di una via nella palestra di roccia Busatti. Mentre stava scalando, il quarantenne di Valdagno (VI) era stato infatti colpito al piede da un grosso blocco di roccia, che gli faceva da appiglio e che si era improvvisamente staccato dalla parete L'uomo, che era riuscito a rimanere aggrappato, era stato calato a terra dai compagni che gli avevano prestato prima assistenza, sul posto anche due soccorritori. Dato il probabile trauma, poiché non era in grado di rientrare autonomamente lungo il sentiero, altri 4 soccorritori hanno raggiunto il luogo dell'incidente. Dopo averlo imbarellato, hanno calato per una quarantina di metri l'infortunato, per poi trasportarlo qualche altro centinaio di metri fino al parcheggio, dove attendeva l'ambulanza, con il personale sanitario che lo ha preso in carico. 
Cison di Valmarino (TV), 28 - 04 -24
Una donna trevigiana ha perso la vita quest'oggi, dopo essere ruzzolata nel bosco una cinquantina di metri dal sentiero nella zona del Capitello di San Gaetano. Tre escursioniste stavano percorrendo l'itinerario in direzione del bosco delle Penne Mozze, quando in un punto più scosceso, una di loro è scivolata tra gli alberi e le rocce. L'allarme è scattato verso le 11.50, una squadra del Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane appena rientrata da un precedente intervento ha raggiunto il luogo dell'incidente e si è calata dall'infortunata, apparsa subito in gravissime condizioni. Altri due soccorritori si preparavano in piazzola per ulteriore supporto. La 55enne di Giavera del Montello (TV) è stata subito assistita dall'equipe sanitaria e dal tecnico di elisoccorso di Treviso emergenza, verricellati sul posto. Dopo aver tentato a lungo le manovre di rianimazione, purtroppo non è restato che constatarne il decesso. La salma è stata trasportata in piazzola, dove erano presenti anche i Carabinieri, per essere affidata al carro funebre. Alle 10.15 i soccorritori erano stati attivati per un primo intervento in località Pedeguarda a Follina, dove un ciclista era finito in una scarpata, dopo essere uscito da una strada forestale, cadendo per una quindicina di metri. Una squadra aveva raggiunto a piedi l'infortunato, di cui non sono note le generalità, assistito da medico e infermiere, calati con il verricello assieme al tecnico di elisoccorso dall'elicottero di Treviso emergenza. Imbarellato a seguito delle possibili contusioni riportate, il ciclista è stato riportato sulla strada con manovre di corda, per essere trasferito nell'ambulanza.
Verona, 23 - 04 - 24
Sono stati recuperati a notte fonda - uno in condizioni di probabile grave ipotermia - due escursionisti spagnoli bloccati dalla neve sul Monte Baldo a 1750 metri di quota. È stato un intervento molto difficile quello che da ieri sera ha visto i soccorritori veronesi impegnati nell'individuazione e salvataggio di due turisti di 35 e 36 anni, partiti per una lunga camminata e fermati dalle condizioni meteo avverse. Poco prima delle 19 di ieri il Soccorso alpino di Verona era stato attivato per due escursionisti dispersi, bloccati in un punto imprecisato del Baldo. Quando, facendo attivare il traffico dati, si è riusciti a risalire alla loro posizione, i soccorritori hanno appurato che si trovavano lungo il sentiero 5, versante lago, luogo che avrebbe richiesto diverse ore di cammino a piedi, con una nevicata in corso. Poiché l'elicottero di Verona emergenza, dopo aver tentato di avvicinarsi, senza visibilità aveva dovuto rinunciare, una prima squadra ha iniziato la salita a piedi per i Piombi. A causa della scarsa copertura radio e telefonica, le comunicazioni sono state complicate per la durata di tutto l'intervento. La Centrale, che riusciva a ricevere qualche messaggio, avvertiva i soccorritori che i due escursionisti avevano molto freddo, non indossando abbigliamento e calzature adatte alle rigide temperature. Verso le 23.30 la prima squadra è riuscita a raggiungerli. Subito la situazione è apparsa critica: uno dei due uomini era a terra, cosciente, ma immobile. Mentre una seconda squadra, con medico e infermiera si portava più vicino possibile in fuoristrada e quad, i soccorritori sul posto hanno subito provveduto a riscaldare con piumini e coperte termiche l'escursionista a terra e il compagno, che era in piedi, collaborativo e che, dotato di imbrago e assicurato, ha iniziato la discesa affiancato da due tecnici. La presenza di 30 centimetri di neve fresca e le forti raffiche di vento, oltre a ostacolare il cammino, hanno costretto ad abortire un primo avvicinamento dell'elicottero di Trento abilitato al volo notturno. Quando il medico di Stazione, anestesista rianimatore, salito a piedi ha raggiunto il paziente, le sue condizioni si erano aggravate e sono state mobilitate ulteriori forze in previsione del lunghissimo trasporto a vaĺle. Con una terza squadra già partita, si sono mosse anche la Stazione trentina di Riva, fermata peraltro da una frana verso Malcesine, e la Stazione speleo di Verona. Fortunatamente alle 3.20 un varco nel maltempo ha permesso l'arrivo dell'elisoccorso trentino, che ha subito provveduto a recuperare con il verricello la barella con l'escursionista più grave, trasportato immediatamente al Santa Chiara. In una seconda rotazione l'elicottero è poi tornato a prendere il compagno, che si trovava alcune centinaia di metri più in basso sorretto dai soccorritori. Le squadre sono rientrate in autonomia in base alle 8.30. 
 
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