2024

Cison di Valmarino (TV), 28 - 01 - 24
Intervento del Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane in aiuto di una comitiva di sei persone in difficoltà sulla Forcella del Diavolo, nel primo pomeriggio. Poco prima delle 13 la Centrale del 118 di Treviso ha allertato i soccorritori per tre coppie di amici, trevigiani e pordenonesi tra i 63 e i 55 anni, che, seguendo delle indicazioni per un itinerario da poter fare con i loro due cani di grossa taglia, si sono in realtà trovati a superare il ripido sentiero che porta alla Forcella del Diavolo, anziché dirigersi verso il Bivacco dei Loff. Il gruppo è risalito a fatica, perdendo la traccia più di una volta, con la speranza di poter trovare un percorso di discesa più semplice. Una volta in Forcella, i sei si sono però resi conto che sarebbero dovuti tornare ripercorrendo la strada dell'andata, oppure un altro sentiero altrettanto ripido. Non sentendosi sicuri, hanno quindi preferito chiedere aiuto. Arrivata con i mezzi al piazzale Peroz, una squadra ha risalito a piedi i 400 metri di dislivello e ha raggiunto gli escursionisti. Attrezzati cinque tratti più impegnativi con le corde fisse, i soccorritori hanno assicurato quelli tra loro più timorosi dotandoli di imbrago, per accompagnarli a valle in poco meno di due ore. Nel primo tratto di discesa, una ventina di metri, è stato necessario portare giù prima i cani. 
Belluno, 28 - 01 - 24
Scattato l'allarme attorno alle 13.10, una squadra del Soccorso alpino di Belluno, con due volontari già casualmente nelle vicinanze, è intervenuta in aiuto di una 65enne di Padova, scivolata su una lastra di ghiaccio mentre percorreva il tragitto che dall'albergo Olivier conduce alla pista del Col Canil in Nevegal. La donna, che aveva riportato una probabile distorsione alla caviglia è stata caricata in barella e trasportata fino al fuoristrada, per poi essere trasferita nell'ambulanza. Per una caduta sul ghiaccio, poco dopo, è stato attivato anche il Soccorso alpino di Pieve di Cadore in supporto all'ambulanza, poiché sulla strada per raggiungere l'infortunata, una turista di Campoformido (UD), erano finite delle piante. La donna, che si trovava nei pressi dello Chalet al lago a Calalzo di Cadore e si era fatta male a una gamba, è stata poi accompagnata in ospedale a Pieve. In due incidenti distinti a Cortina si sono invece infortunati altrettanti scialpinisti: nella zona di Forcella Lerosa una trentenne di Feltre, che stava sciando in gruppo, è stata recuperata dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore con un probabile lieve trauma alla gamba, i soccorritori già partiti; lungo la discesa da Cima Lavinores, sopra il lago de Rudo, il Pelikan di Bolzano ha invece imbarcato uno scialpinista infortunato e lo ha portato a Brunico, pronta a intervenire una squadra del Soccorso alpino di Cortina. 
Zoppè di Cadore (BL), 28 - 01 - 24
Questa mattina verso le 9 la Centrale del Suem è stata attivata per un escursionista infortunatosi, dopo essere scivolato a causa del ghiaccio. Il 32enne di Cornedo all'Isarco (BZ), che aveva riportato un probabile trauma alla gamba mentre percorreva il sentiero 471 sopra Zoppè di Cadore, è stato individuato dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Imbarcato, è stato quindi trasportato all'ospedale di Agordo. Pronta a intervenire in piazzola una squadra del Soccorso alpino della Val di Zoldo. 
 
Belluno, 27 - 01 - 24
Verso le 12.30 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato a Cibiana di Cadore, per un escursionista caduto da due metri da un muretto della strada militare. Il 59enne vicentino, che si trovava con altre tre persone e lamentava difficoltà a respirare e dolore alla spalla, è stato preso in cura dall'equipe medica atterrata poco distante. Con un sospetto trauma costale e alla spalla l'infortunato è stato imbarcato e trasportato all'ospedale. Alle 16 circa è scattato un secondo allarme: una coppia padovana, lei 24 e lui 28 anni, con il loro cane era rimasta bloccata nella neve nei pressi del Rifugio Scoiattoli. Partiti da Passo Giau, i due avevano seguito le piste fino al Rifugio Averau per poi scendere allo Scoiattoli. Con l'intenzione di rientrare al passo lungo il sentiero 443, la coppia si è però ritrovata nel percorso innevato. Raggiunti da una squadra del Soccorso alpino della Guardia di finanza con gli sci d'alpinismo, gli escursionisti hanno seguito i soccorritori che hanno battuto traccia per rientrare al Rifugio. Da lì, sono stati accompagnati col gatto delle nevi fino al parcheggio degli impianti e in auto al Passo.
Cortina d'Ampezzo (BL), 26 - 01 - 24
Verso le 17 il Soccorso alpino di Cortina è stato attivato per un escursionista che si era smarrito in mezzo alla neve. Partito da località Campo, il ventenne malese aveva raggiunto a piedi Malga Federa e aveva intenzione di arrivare a Pocol, ma lungo il sentiero 430 aveva smarrito la traccia finendo bloccato nella neve. Una squadra del Soccorso alpino della Guardia di finanza lo ha individuato - il ragazzo faceva segnali con il cellulare - e riaccompagnato in un quarto d'ora di cammino alla strada. 
Livinallongo del Col di Lana (BL), 21 - 01 - 24
Attorno alle 14 il Soccorso alpino di Livinallongo è stato attivato dalla Centrale del Suem, per uno scialpinista che si era fatto male scendendo da Forcella Sief. L'uomo, che si trovava poco sopra il Castello di Andraz e aveva riportato un probabile trauma al ginocchio, è stato raggiunto da una prima squadra con gli sci e successivamente da una a bordo del quad. Dopo avergli prestato le prime cure, i soccorritori lo hanno trasportato fino alla strada, dove attendeva l'ambulanza diretta all'ospedale di Agordo. 
Verona, 20 - 01 - 24
Alle 13.10 circa l'elicottero di Verona emergenza è decollato in direzione della Cima del Monte Plische, dove si trovava una 40enne Veronese in preda al panico. La donna, che si trovava in prossimità della croce assieme ad altre persone, aveva visto un'altra persona scivolare in un canale, si era impaurita e non era più in grado di muoversi. Dopo aver tentato di avvicinarsi per un recupero in hovering impedito dal vento, il tecnico di elisoccorso ha recuperato l'escursionista con un verricello di 20 metri. La donna è stata lasciata al Rifugio Boschetto. Di seguito l'elicottero è volato lungo il sentiero 108 che porta al Carega, per un escursionista sfinito dalla stanchezza. Il 39enne di Verona, che era da solo a 1.800 metri di quota, è stato caricato a bordo in hovering e portato alla sua macchina. Tornati in base, alle 15.20 circa è scattato un ulteriore allarme riguardante la persona scivolata in precedenza sul Monte Plische. La 32enne di Nogara (VR), che stava scendendo assieme al compagno, era scivolata un centinaio di metri. L'escursionista aveva raggiunto in autonomia il Rifugio Pertica, ma una volta lì aveva iniziato ad accusare dolori alla schiena e a un piede. Atterrati in piazzola, dopo che l'equipe ne ha verificato le condizioni, i soccorritori hanno imbarellato l'infortunata per poi trasferirla in elicottero.
Cortina d'Ampezzo (BL), 16 - 01 - 24
Nuovo intervento a tarda sera per recuperare due persone avventurate nella neve. Ieri verso le 19 la Centrale del 118 ha ricevuto la chiamata di una coppia di escursionisti bloccati al freddo dalla neve, lungo il sentiero 215 che sale al Rifugio Vandelli. I due erano partiti dal Passo Tre Croci verso le 14.30 con l'intenzione di salire al Rifugio. Lungo il percorso la 36enne di Albignasego (PD), che procedeva con calzature inadeguate nella neve alta, con i piedi bagnati e ghiacciati non è più stata in grado di camminare. Dalle prime informazioni un po' confuse, il compagno, un 27enne di Villafranca Padovana (PD) ha cercato di riscaldarla, togliendolole gli scarponcini e avvolgendola nel saccoapelo che portavano negli zaini, per poi chiedere aiuto. Risaliti al punto in cui si trovavano, a 1.775 metri di quota, una squadra del Soccorso alpino di Cortina e della Guardia di finanza si è avvicinata il più possibile con il quad per poi continuare a piedi, mentre si aspettava di sapere se sarebbe potuto intervenire l'elicottero di Trento, che, liberatosi da una precedente missione, è volato a Cortina ad imbarcare un tecnico di elisoccorso della Stazione per condurre l'equipaggio nel punto dove si trovavano i due escursionisti. Con la squadra giunta sul posto - imbarellare la donna e trasportarla al Passo avrebbe richiesto almeno altre tre ore - l'eliambulanza di Trento emergenza è sopraggiunta, ha issato a bordo i due utilizzando il verricello e li ha poi accompagnati in piazzola al Codivilla. La coppia è stata quindi ospitata nella sede del Soccorso alpino di Cortina per riscaldarsi. A seguito di un precedente intervento, che aveva già richiesto l'intervento dell'elicottero di Trento in volo notturno, all'inizio del sentiero per il Vandelli è stato posto un cartello di avviso sulla presenza di ghiaccio e sulla necessità di avere dotazioni alpinistiche, sottointendendo specifiche capacità di movimento in ambiente invernale. In questi giorni le temperature scendono oltre i meno 15 gradi e il rischio di assideramento è elevato, senza considerare che in molti luoghi non prende il telefono. Non sempre può intervenire l'elisoccorso e l'avvicinamento delle squadre a piedi richiede lunghe ore sia per arrivare che per un eventuale trasporto a ritroso. 
 
San Germano dei Berici (VI), 14 - 01 - 24
Poco prima delle 15 la Centrale del 118 è stata attivata per un escursionista colto da malore, mentre con la compagna percorreva il sentiero numero 51 del Monte Motton, in località Villa del Ferro. Sul posto è stato inviato l'elicottero di Verona emergenza, che ha sbarcato nelle vicinanze con un verricello equipe medica e tecnico di elisoccorso. I soccorritori sono subentrati nelle manovre di rianimazione alla compagna, aiutata da una coppia di passaggio nel massaggio cardiaco, senza poter purtroppo far altro che constatare il decesso dell'uomo, E.T. 60 anni di Selvazzano Dentro (PD). Sul posto è arrivata una squadra di 8 volontari del Soccorso alpino di Padova, presenti anche i Vigili del fuoco. La salma è stata imbarellata e trasportata per 700 metri fino alla strada, dove si trovavano i Carabinieri, per essere poi affidata al carro funebre. 
Belluno, 14 - 01 - 24
Si è concluso alle 3.30 l'intervento di recupero di uno scialpinista bloccato nel Vallon del Nevaio sotto il Rifugio Fonda Savio. Verso le 23.20 il Soccorso alpino di Auronzo è stato attivato dal 118, su segnalazione dei Carabinieri che avevano ricevuto la chiamata di un 48enne di Venezia in difficoltà ed erano risaliti alla sua posizione. Lo sciatore, che era partito verso le 19 dal Lago d'Antorno per una sciata in notturna, raggiunto il Rifugio aveva poi proseguito oltre per un tratto. Al momento di rientrare si era accorto però di aver preso un canale sbagliato e, costretto a risalire, con la pila frontale che si stava scaricando e le pelli che non restavano più incollate agli sci, aveva chiesto aiuto. Una squadra di sei soccorritori è quindi risalita con gli sci al Fonda Savio per poi affrontare il canale in discesa fino dall'uomo. Provvisto di una nuova frontale, lo sciatore ha quindi affiancato gli sciatori, che lo hanno guidato a valle scendendo lungo un altro percorso. Nel pomeriggio, verso le 18, era invece scattata un'altra emergenza. Partiti alle 10 da Praciadelan con l'intenzione di passare la notte nel bivacco invernale del Rifugio Galassi, un ragazzo e una ragazza di Monastier (TV) avevano superato con grande fatica gran parte del percorso. Pur attrezzati per bivaccare con abbigliamento caldo e saccoapelo, non avevano però il necessario per muoversi sulla neve alta, né sci, né ciaspe. Ritrovatisi dopo aver aperto tutta la traccia, con un metro di neve fresca, completamente bagnati, con ancora 300 metri impegnativi davanti, in contatto con i soccorritori si erano fermati a quota 1.900, riparandosi sotto un mugo in attesa degli aiuti. Una prima squadra del Soccorso alpino di Pieve di Cadore ha superato in quad il tratto da Praciadelan a Capanna degli Alpini, per poi proseguire a piedi seguendo le tracce lasciate dai due diciannovenni. Arrivati da loro verso le 21.30, i soccorritori li hanno rifocillati con bevande e qualcosa da mangiare, per poi intraprendere il percorso a ritroso trasportando i loro zaini. Una seconda squadra è andata loro incontro a metà strada, mentre una terza ha atteso il gruppo in Val d'Oten. I ragazzi sono stati accompagnati alla loro macchina e poi ospitati nella sede del Soccorso alpino, per permettere loro di cambiarsi e riscaldarsi. L'intervento si è concluso verso mezzanotte. Oggi attorno alle 13 è invece scattato l'allarme per una scialpinista infortunatasi, mentre scendeva dalla Val d'Arcia a Borca di Cadore. La donna, con un sospetto trauma alla gamba è stata recuperata dall'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano è trasportata all'ospedale di Cortina. 
 
Vittorio Veneto (TV), 13 - 01 - 24
Verso le 12.30 il Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane è stato attivato, per intervenire in supporto dell'ambulanza e dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore in località Nove, dove un uomo si era infortunato facendo legna. Ottenute le coordinate del punto, una squadra si è avvicinata con i mezzi per poi procedere a piedi nel bosco e raggiungere il 55enne di Vittorio Veneto (TV), che si era procurato un sospetto trauma alla gamba dopo essere caduto. Verricellati medico e tecnico di elisoccorso nelle vicinanze, sono state prestate le prime cure al boscaiolo, che era da solo al momento dell'incidente. Una volta imbarellato, l'uomo è stato sollevato a bordo dallo spiazzo aperto dai soccorritori per facilitare le operazioni di recupero e trasportato all'ospedale. 
Valdobbiadene (TV), 10 - 01 - 24
Attorno alle 11 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane, per intervenire in supporto dell'ambulanza per un infortunata a Malga Barbaria sopra Pianezze, non raggiungibile dalla strada per la presenza di uno strato di ghiaccio. La 62enne di Valdobbiadene (TV), che si era procurata un probabile trauma alla caviglia durante una camminata, era stata accompagnata dagli amici alla malga. I soccorritori si sono avvicinati il più possibile con il fuoristrada, per poi proseguire a piedi l'ultimo tratto inaccessibile, assieme al personale sanitario. Una volta da lei, la squadra la ha stabilizzata e caricata in barella per trasportarla un chilometro e trasferirla in ambulanza. 

08 gennaio 2024 - Rinnovati i capi e i vicecapi delle Stazioni del Soccorso alpino e speleologico Veneto, che resteranno in carica per il triennio 2024/2026. Sono la maggior parte i soccorritori che si confermano ai vertici e mettono nuovamente a disposizione della propria Stazione tempo, impegno e responsabilità, tanti i nuovi ingressi, alcuni capi e vice storici lasciano il loro posto, dopo aver dato tantissimo al sodalizio.

Queste le nomine nella II Delegazione Dolomiti Bellunesi. Per il Bellunese, nella Stazione di Agordo confermati sia il capo Diego Favero, che il vice Paolo Mazzucco; inversione dei ruoli ad Alleghe con Simone Chenet che diventa capo e Alessandro Rudatis suo vice. Invariata la reggenza in Alpago, restano capo Vittorio Stoka e vicecapo Christian De Pra, come ad Auronzo di Cadore, capo Franco Zandegiacomo Mistrotione e vice Michele Crolla. Nella Stazione di Belluno Gianpaolo Sani è confermato, mentre lo affiancherà come vice Riccardo Foppa, al posto di Alessandro Raccanello; per il Centro Cadore subentra come capo a Maurizio Bergamo (15 anni tra capo e vice) il suo vice Alessandro Valmassoni, affiancato da Luca Doriguzzi. A Cortina d’Ampezzo è ancora capo Roberto Santuz, con lui Manuel Soccol. A Feltre rimane capo Franco Casanova, nuova nomina per Marco Piazzetta al posto di Michele Rech come vice. Confermato a Livinallongo Giorgio Sorarui, mentre al posto di Marino Zorz (dopo 26 anni ai vertici della Stazione) diventa vice Andrea Dorigo. A Longarone conferma per il capo Diego Manarin, suo vice è stato eletto Alessandro De Bona al posto di Fabio Bergamin. Il Soccorso alpino di Pieve di Cadore ha eletto Giuliano Baracco, vicecapo dopo Marco Da Col (per 14 anni capo o vice) è stato nominato Enrico Gatto. A San Vito di Cadore restano sia Nicola Cherubin, che Ugo Brugiolo. Cambio in Val Biois, a Fabrizio Scola, che diventa vice, subentra Kristian Zus. Cecilia De Filippo lascia il posto di capo a Gino De Zolt in Val Comelico, Mattia Bergagnin è il nuovo vice. La Val Pettorina riconferma Alessandro Darman, suo vice al posto di Francesco Fersuoch sarà Andrea Darman. Invariata la situazione per la Val di Zoldo con Giovanni De Rocco e Luisa De Zaiacomo. Per le due Stazioni trevigiane: nella Pedemontana del Grappa a Roberto Voltolini subentra Andrea Minotto, mentre come vice al posto diTiziano Raccanello è stato eletto Davide Curtolo; nelle Prealpi Trevigiane, confermati Dario Sala e Cristina Paulon.

Nella XI Delegazione Prealpi Venete, ad Arsiero i vertici restano invariati con Luca Toldo e Mirco Paoletto; ad Asiago dopo 12 anni al comando della Stazione Daniele Zotti lascia il suo posto a Denis Lunardi, che avrà come vice Federico Toldo. Nel Soccorso alpino di Padova confermato Daniele Tonin, che sarà affiancato al posto di Leonardo Calaon da Laura Pegge. Il Soccorso alpino di Recoaro – Valdagno rielegge Luca Benetti e Federico Nizzero. Nella Stazione di Schio al capo Paolo Sandri subentra il vice Matteo Carollo, con lui Matteo Lucchin. A Verona nessun cambiamento con la conferma di Alberto Corà, e Lorenzo Manfreda.

Nella VI Delegazione Speleologica, nella Stazione Veneto Orientale è stato eletto capo Francesco Zerboni, con l’ex capo Andrea Pirovano come vice. Invariate le nomine per Vicenza speleo, con Alessandro Benazzato e Luca Dalle Tezze. Nella Stazione Verona speleo confermato capo Nicola Fortunati e nominato Fabio Aldegheri al posto di Alan De Simone come vice.

Il Soccorso alpino e speleologico Veneto ringrazia di cuore i suoi soccorritori, a partire dai capi storici, per il grande impegno profuso e per quanto ancora potranno fare all’interno della loro Stazione e per la Delegazione. Un enorme ringraziamento a quanti si sono nuovamente messi a disposizione, così come a quanti si mettono in gioco per la prima volta in un ruolo fondamentale e di grande responsabilità.

 

Canale d'Agordo (BL), 04 - 01 - 24
Attorno alle 16.30 la Centrale del 118 è stata contattata da due alpinisti bloccati dalla neve. Saliti dal Canale dei Bureloni, nel territorio di Tonadico, i due per rientrare dovevano scendere attraversarsando il ghiacciaio delle Zirocole, nel comune di Canale d'Agordo, ma una volta giunti lì hanno trovato neve troppo alta e non erano in grado di proseguire. Individuati dall'elicottero di Trento emergenza a 2.800 metri di quota, i due sono stati imbarcati in hovering e trasportati a San Martino di Castrozza. Pronta a intervenire una squadra del Soccorso alpino della Val Biois.
Feltre (BL), 30 - 12 - 23
Sono gravi le condizioni di un 68enne di Pedavena (BL), infortunatosi mentre faceva legna nei boschi di Arson. L'uomo è infatti scivolato lungo il ripido pendio dove era impegnato, precipitando poi nel vuoto da un salto di roccia di 8 metri. Scattato l'allarme poco prima di mezzogiorno, sul posto è stata inviata un'ambulanza, il cui personale sanitario ha prestato le prime cure al ferito, che era cosciente, ma non riusciva a muoversi. Sbarcati con un verricello tra gli alberi, equipe medica e tecnico di elisoccorso dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore sono subentrati nelle manovre, aiutati poi nelle operazioni da una decina di volontari del Soccorso alpino di Feltre, che hanno messo in sicurezza la zona e aperto un varco tra la vegetazione per facilitare il recupero della barella, sul posto anche il figlio dell'uomo. Con un sospetto politrauma, l'infortunato è stato trasportato all'ospedale di Treviso.
Auronzo di Cadore (BL), 25 - 12 - 23
Nel rientrare dal Rifugio Lavaredo al Rifugio Auronzo, un turista tedesco di 30 anni si è tolto le scarpe legandole allo zaino, perché aveva male ai piedi, e ha iniziato a camminare sulla strada innevata solo con i calzettoni. Al momento di calzarle nuovamente, l'escursionista si è però accorto di averne persa una, è tornato indietro, ma non è riuscito a trovarla. Non potendo procedere oltre, la compagna è  tornata al Rifugio Auronzo, dove erano stati accompagnati in motoslitta, e ha avvertito il personale, che ha allertato il 118 verso le 16.30. Sette tecnici del Soccorso alpino di Auronzo e della Guardia di finanza si sono quindi preparati a intervenire a Misurina, mentre, rientrando da una missione, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è stato deviato sulle Tre Cime. Dopo aver individuato dove si trovava l'uomo, l'elicottero è atterrato al Rifugio Lavaredo. Equipe medica e tecnico di elisoccorso lo hanno quindi raggiunto a 200 metri di distanza per poi riportarlo alla piazzola. Il 30enne con un principio di assideramento è stato trasportato all'ospedale di Piave di Cadore. La compagna è scesa ad Auronzo assieme ai soccorritori. 
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