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Sabato, 22 Agosto 2020 16:05

INTERVENTI IN MONTAGNA

Belluno, 19 - 09 - 20
Questa mattina alle 8.20 circa l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione della Marmolada, a Rocca Pietore. Dalle prime informazioni doveva trattarsi di un trauma alla caviglia su un sentiero, in realtà, quando l'equipaggio ha iniziato a sorvolare la zona, anche con le indicazioni del gestore del Rifugio Falier, è poi emerso che si trattava di un incidente diverso accaduto alla base della parete sud. Due alpiniste francesi di 21 e 22 anni stavano infatti preparandosi ad attaccare una via, quando erano scivolate sullo zoccolo roccioso. Una era ruzzolata per una ventina di metri, riportando una probabile frattura alla gamba e traumi al polso e alla schiena;  la compagna invece aveva una sospetta distorsione al piede. Non appena è stato calato con un verricello di 25 metri, il tecnico di elisoccorso ha chiesto subito il supporto del medico, sbarcato con le stesse modalità. Sul posto un dottore che faceva parte di un'altra cordata aveva garantito la prima assistenza alla ragazza. Entrambe le rocciatrici sono state recuperate e trasportate all'ospedale di Belluno. Passate le 13 l'eliambulanza è stata inviata ad Auronzo di Cadore, tra il Col de Varda e il Rifugio Città di Carpi, dove alcuni passanti si erano imbattuti in un uomo colto da malore e avevano lanciato l'allarme. Sbarcati con un verricello di una ventina di metri, tecnico di elisoccorso ed equipe medica hanno prestato le prime cure a R.B., 79 anni, si Bologna, poi imbarellato e portato al San Martino per le verifiche del caso. Di seguito l'elicottero è intervenuto sotto il Rifugio Tissi, Alleghe, per una escursionista, già assistita dal rifugista. La donna, L.R., 61 anni, di Padova, che si trovava col marito e la figlia sotto la rampa che sale al Rifugio e aveva un probabile trauma alla caviglia, è stata presa in carico da personale medico e tecnico di elisoccorso atterrati nelle vicinanze e trasportata ad Agordo, al rendez vous con l'ambulanza. 
 
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Sabato, 22 Agosto 2020 16:02

DUE INTERVENTI IN MONTAGNA

Belluno, 18 - 08 - 20
Attorno a mezzogiorno una squadra del Soccorso alpino del Centro Cadore è intervenuta in supporto all'ambulanza lungo la strada che dal Lago sale al Rifugio Cercenà, a Domegge di Cadore, dove una turista, N.G., 50 anni, di Brescia, messo male un piede aveva riportato una sospetta frattura alla caviglia. L'infortunata è stata imbarellata e caricata in ambulanza per poi essere trasportata fino a Vallesella, e affidata all'elicottero del Suem di Pieve di Cadore volato all'ospedale di Belluno.
Alle 13.30 circa l'eliambulanza si è diretta verso il Sasso Scarnia, a Cesiomaggiore, dopo aver imbarcato un tecnico del Soccorso alpino di Feltre che conosceva la zona nel dettaglio, in quanto la Centrale del 118 era stata allertata da un'escursionista della Repubblica Ceca in difficoltà. La ragazza, una venticinquenne, che stava percorrendo in solitaria l'Alta via numero 2, lungo il sentiero tra il Rifugio Dal Piaz e il Boz, si era ritrovata in un tratto esposto ed era stata colta da una crisi di panico. Individuata sul percorso, l'escursionista è stata recuperata con un verricello di 10 metri per essere trasportata a valle.
 
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Belluno, 17 - 08 - 20
Alle 16.40 circa la Centrale del Suem ha allertato il Soccorso alpino della Val di Zoldo per due escursionisti bloccati su un ripido costone nel comune di Zoppè di Cador3. I due amici cinquantenni di Bologna erano partiti dal Rifugio Talamini con l'intenzione di dirigersi sul Monte Rite, ma avevano perso l'orientamento dirigendosi dalla parte opposta ed erano finiti sulle pareti nord del Col Duro, cercando di scendere e bloccandosi sotto la pioggia in un punto ripido sulla Costa dei Astori. Risaliti alle coordinate del punto in cui si trovavano, due soccorritori si sono avvicinati con un mezzo, per poi risalire 200 metri di altitudine e raggiungerli a 1.390 metri di quota. I due uomini sono quindi stati aiutati lungo la discesa a valle.
Sono proseguite anche oggi a Cortina d'Ampezzo le ricerche dell'escursionista romano scomparso nelle acque del torrente Fanes. In mattinata, il Soccorso alpino di Cortina con il Gruppo forre e i Vigili del fuoco hanno visionato tutta l'asta del torrente fino al Boite. Nel pomeriggio sono nuovamente entrati in acqua per tentare di sondare la vasca, ancora con esito negativo. Domani alle 11 è prevista una riunione in Prefettura per fare il punto della situazione e valutare come proseguire. Anche oggi erano presenti i soccorritori del Sagf e i Carabinieri.
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Sabato, 22 Agosto 2020 15:59

SOCCORSA FAMIGLIA IN DIFFICOLTÀ

Roana (VI), 17 - 08 - 20
Alle 16.20 il Soccorso alpino di Asiago è stato allertato, su richiesta dei Vigili del fuoco, per una famiglia bloccata in un bosco ripido in zona Ghertele, prima di Malga Pusterle. Dopo aver lasciato il sentiero per raggiungere la strada provinciale infatti, un uomo era riuscito a scendere, la moglie, la figlia e un'amica e i nipoti erano invece rimasti bloccati nel bosco, col suolo reso scivoloso dalla pioggia. Una volta insividuati e raggiunti, le donne e i bambini sono stati aiutati a tornare sulla strada. Oltre ai Vigili e al Soccorso Alpino, erano presenti anche i Carabinieri forestali di Roana.
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Sabato, 22 Agosto 2020 15:55

INTERVENTI IN MONTAGNA

Belluno, 16 - 08 - 20
Attorno alle 15.40 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino del Centro Cadore per un'escursionista affaticata al rientro dell'Eremo dei Romiti, a Domegge di Cadore. A.T., 82 anni, di Sora (FR), stava scendendo lungo la Via Crucis assieme al marito e ai nipoti, ma arrivata a due terzi del percorso non è stata più in grado di procedere. Una squadra la ha raggiunta ed è scesa per duecento metri con lei, per caricarla poi in barella nell'ultimo tratto e trasportarla fino alla macchina a Navarre, da dove la donna si è allontanata autonomamente.
Attorno alle 16.40 una squadra del Soccorso alpino di Cortina è stata invece inviata sul sentiero che porta al Rifugio Croda da Lago, per un escursionosta che aveva riportato un probabile trauma alla caviglia. M.B., 61 anni, di Padova è stato poi accompagnata al Codivilla. 
Risultano ancora vane le ricerche del trentottenne romano scomparso da due giorni nelle acque delle Cascate di Fanes a Cortina d'Ampezzo. Oggi le squadre del Gruppo forre del Soccorso alpino e speleologico Veneto  e dei Vigili del fuoco hanno allestito una teleferica sopra la vasca in cui è precipitato l'uomo, su cui far scorrere la fune che portava una telecamera subacquea. Ma a nulla sono valse le manovre per tentare di visionare l'intera pozza. Il corso del Fanes è stato anche perlustrato dall'alto da uno dei droni del Soccorso alpino. Sul posto erano presenti anche i soccorritori  di Cortina e del Sagf e i Carabinieri. Domani sarà nuovamente percorsa tutta l'asta del torrente fino al Boite.
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Vicenza, 16 - 08 - 20
Alle 17.30 circa il Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno è stato allertato dalla Centrale del 118 per un escursionista colto da malore mentre con la moglie si trovava nella zona di Malga Rova, a Recoaro Terme. Sul posto si sono portati una squadra di soccorritori e l'ambulanza. Dopo essersi avvicinati con il proprio mezzo, i soccorritori hanno caricato a bordo U.M., 60 anni, di Vicenza e lo hanno trasportato 500 metri fino all'ambulanza partita in direzione dell'ospedale di Valdagno.
Passate le 18 il Soccorso alpino di Asiago è intervenuto in località Casara Basasanocia, dove un uomo, G.S., 68 anni, di Roana (VI), che era assieme ai familiari, sentitosi male si era accasciato al suolo. I presenti hanno tentato le manovre di rianimazione, poi sostituiti dal personale dell'ambulanza e dei Carabinieri forestali, ma purtroppo non c'è stato nulla da fare. Ricomposta, la salma è stata imbarellata e trasportata fino alla strada forestale per essere affidata al carro funebre.
 
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Sabato, 22 Agosto 2020 15:27

SCIVOLA SUL SENTIERO

Bosco Chiesanuova (VR), 15 - 08 - 20
Attorno alle 13 il Soccorso alpino di Verona è stato attivato dal 118, su richiesta della Centrale di GeoResQ, che aveva ricevuto un messaggio di allerta da un uomo imbattutosi in un'escursionista infortunata. La donna, 51 anni, vicentina, che con un'amica stava percorrendo il Sentiero della foresta dei Folignani, anche a causa di calzature inadatte, messo male un piede aveva infatti riportato la sospetta frattura di una caviglia. Dalle coordinate ricevute, una squadra la ha raggiunta direttamente con il fuoristrada e, prestate le prime cure, la ha caricata a bordo e trasportata a Bocca di Selva per affidarla all'ambulanza diretta all'ospedale di Borgo Trento.
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Sabato, 15 Agosto 2020 07:53

SOCCORSA ESCURSIONISTA IN IPOTERMIA

Val di Zoldo (BL), 14 - 08 - 20
Attorno alle 19.30 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore e volato sul sentiero Tivan, sotto il Civetta, a seguito della chiamata di un escursionista tedesco, colto dal temporale assieme alla compagna, che diceva stessero entrambi bene. Ma una volta sul posto, a una centina di minuti dal Rifugio Coldai, è subito emerso il forte stato di ipotermia della donna che, imbarcata assieme al marito, è stata subito trasportata all'ospedale di Belluno per le cure del caso.
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Belluno, 14 - 08 - 20
Attorno a mezzogiorno una squadra del Soccorso alpino della Val Fiorentina è intervenuta sui pendii che costeggiano la strada che da Caprile sale a Santa Fosca, nel comune di Selva di Cadore, dove due cercatori di funghi si erano spinti in un tratto ripido tra gli schianti di Vaia e non erano più capaci di muoversi in sicurezza sopra un salto di roccia. Risaliti dalla descrizione dei riferimenti visivi al luogo in cui potevano trovarsi R.B., 65 anni, di Venezia, e P.C., 68 anni, di Mira (VE), ovvero poco dopo la prima galleria sulla provinciale, i soccorritori li hanno raggiunti e, dopo averli assicurati, hanno deciso di farli risalire verso l'alto, attrezzando una corda fissa, e di calarli poi per una sessantina di metri dall'altra parte del costone fino a tornare sulla strada poco distante.
Alle 13.15 una squadra del Soccorso alpino di Feltre è stata inviata lungo il percorso ad anello del Lago del Corlo ad Arsiè, dove un trentacinquenne di Belluno, colto da malore era caduto a terra sbattendo il volto. L'escursionista è stato stabilizzato, imbarellato e trasportato all'ospedale di Feltre.
Verso le 13.30 dei testimoni che si trovavano sul Belvedere di fronte alle cascate di Fanes a Cortina d'Ampezzo hanno contattato il 118 perché avevano visto un uomo cadere da un ponticello nella Cascata bassa di Fanes e non lo avevano visto riemergere. Sul posto si sono portati il Soccorso alpino di Cortina e il Gruppo forre del Soccorso alpino, i Vigili del fuoco con il gruppo sommozzatori, che hanno iniziato a cercarlo lungo il corso d'acqua. La portata delle Cascate in queste ore è talmene forte da rendere pericolosa un'eventuale immersione. La ricerca è ancora in corso. Anche l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano ha sorvolato l'area.   
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Ponte nelle Alpi (BL), 14 - 08 - 20
Alle 12.40 circa la Centrale del 118 è stata chiamata da una donna lussemburghese, il cui marito era scivolato dal Monte Dolada; ad avvisarla, dal momento che parlava italiano e avrebbe potuto lanciare l'allarme, l'amico con cui l'uomo si trovava, che lo aveva visto precipitare ed era ancora bloccato tra le rocce. Riusciti a risalire alle coordinate del punto e all'itinerario seguito dai due, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha sorvolato la zona, individuando a 1.490 metri di quota l'escursionista incrodato, sotto shock, e provvedendo immediatamente al suo recupero, avvenuto con il verricello, data la situazione di rischio. L'eliambulanza lo ha quindi trasportato al campo sportivo di Soccher ed è tornata sul Dolada, dove duecento metri circa più in basso sulla verticale rispetto a dove si trovava l'uomo, è stato visto il corpo senza vita dell'amico, G.S., 60 anni di Lussemburgo. Calato con una verricellata di 20 metri il tecnico di elisoccorso che ha attrezzato una sosta, in supporto alle operazioni sono poi stati sbarcati anche due tecnici del Soccorso alpino di Longarone. La salma, ricomposta e imbarellata, è stata trasportata a Soccher e affidata al carro funebre. Dalle prime informazioni, i due amici erano partiti dal Rifugio Carota e, raggiunta la cima del Dolada, erano intenzionati a scendere lungo la via normale che passa dal Bivacco Scalon, dove però non erano mai arrivati, perché scesi più sotto seguendo una traccia sbagliata. Arrivati sopra alcuni salti di roccia verticale, il sessantenne era scivolato scomparendo nel vuoto. 
 
 
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