Dati 2020

Il 2020 vede il numero delle persone soccorse superare le 1000 unità, a confermare il trend in aumento già verificato nel 2019, dato anomalo considerando le restrizioni dei vari DPCM e Decreti regionali per il contenimento del contagio da SAR CoV2, emanati nel corso del 2020.

Riflessione del presidente del Soccorso alpino e speleologico Veneto, Rodolfo Selenati

RELAZIONE SULL'ATTIVITA' DEL SOCCORSO PREVENZIONE
E FORMAZIONE ANNO 2020
(Legge 74/2001, Legge 289/2002, Legge 26/2011, Legge 126/2020 e legge RV 11/2005.)

RELAZIONE SULL'ATTIVITA' DEL SOCCORSO PREVENZIONE E FORMAZIONE ANNO 2020 (Legge 74/2001, Legge 289/2002, Legge 26/2011, Legge 126/2020 e legge RV 11/2005.)  Anche il 2020 si è chiuso con una considerevole mole di interventi portati a termine con successo, a testimonianza dell’ormai consolidata efficacia ed efficienza della nostra struttura che ormai gode di un consolidato riconoscimento da parte degli utenti e da parte delle Istituzioni; in particolare della Regione del Veneto che, fatto proprio l’impianto legislativo nazionale, ora aggiornata dalla nuova Legge 126 del 13 ottobre 2020, che riconosce a pieno titolo l’attività del Soccorso Alpino quale attività di pubblica utilità, ha emanato una propria legislazione a ulteriore riconoscimento e sostegno della nostra attività. Dal punto di vista pratico con l’estensione di due convenzioni, la prima con la Sanità del Veneto per la quale il CNSAS-SASV rappresenta l'insostituibile mezzo per la soluzione degli interventi sanitari in ambiente ostile impervio; la seconda con il Dipartimento della Protezione Civile di cui il CNSAS-SASV fa parte fin dalla legge costitutiva e con il quale collabora attivamente nelle grandi emergenze. L'attività operativa svolta nel corso del 2020 dagli Organici del CNSAS Veneto in stretta sinergia operativa con le Centrali Operative del SUEM 118 della Regione del Veneto (Pieve diCadore, Padova, Treviso, Verona e Vicenza) si è, dunque, attestata alle n. 1086 persone soccorse nel corso di n. 1054 interventi, che in numero assoluto sono aumentati del +16 % rispetto agli eventi del 2019. Si specifica che gli interventi a carattere sanitario sono stati n. 888 mentre gli interventi a carattere di Protezione Civile sono stati n. 155, quest’ultimi dovuti essenzialmente all’emergenza per la pandemia da SAR CoV2 e dalle emergenze meteo che si sono susseguite nel territorio regionale nel corso del 2020, impegnando l’intesa struttura del SASV ad uno sforzo abnorme che ha messo a dura prova i Volontari, che quotidianamente dedicano la loro opera per il ns. sodalizio. Il 2020 vede il numero delle persone soccorse superare le 1000 unità, a confermare il trend in aumento già verificato nel 2019, dato anomalo considerando le restrizioni dei vari DPCM e Decreti regionali per il contenimento del contagio da SAR CoV2, emanati nel corso del 2020. L’aumento di fatto è in parte dovuto a un costante aumento degli appassionati frequentatori della montagna, in parte, purtroppo, dovuto alla superficialità delle persone che affrontano la montagna senza preparazione fisica né tantomeno tecnica e/o con attrezzatura non adeguata, non dimenticando il fatto che la montagna è stata vista come area “non contaminata” e per questo presa letteralmente d’assalto dai vari utenti Nel 2020 si sono registrati n. 69 eventi di ricerca, con 89 persone soccorse, dato leggermente inferiore rispetto al 2019, ma che attesta, ancora una volta, la scarsa preparazione e consapevolezza degli escursionisti ad affrontare l’ambiente montano in genere.
La percentuale di intervento del mezzo aereo ormai si è attestata attorno al 40 % circa e varia sia dall’orario giornaliero in cui avviene la chiamata sia, ovviamente, in base alle condizioni atmosferiche del momento. Occorre tener presente che l’impiego dell’elicottero non può comunque prescindere dalla presenza delle squadre a terra, sia per risolvere tutti gli interventi dove il mezzo non può intervenire, mediamente circa il 60 % degli interventi, sia perché le squadre a terra vengono movimentate anche in caso di intervento aereo per il quale rappresentano l’insostituibile riferimento a terra per ogni problema legato all’individuazione del luogo, degli ostacoli alla navigazione aerea, al recupero dei compagni di escursione, ecc. La formazione poi, rappresenta la parte più qualificante della nostra attività poiché è l’aspetto determinante per la sicurezza dei soccorritori stessi e delle persone soccorse, sulla quale si gioca la nostra credibilità rispetto alle istituzioni che andiamo a surrogare negli interventi sanitari e non, in ambiente ostile e impervio ed anche antropizzato. I dati sono anche nel 2020 estremamente significativi, in un anno molto particolare, dove la pandemia da SARS-CoV-2, ha complicato ulteriormente la già complessa attività di formazione, addestramento e simulazione dell’intesa struttura, si sono pertanto eseguite quelle attività indispensabili non procrastinabili, per il mantenimento delle qualifiche e praticità tecniche, che sono fondamentali per la salvaguardia dei Volontari stessi e degli utenti che vengono soccorsi, sono stati eseguiti complessivamente n. 961 eventi formativi, con una presenza di complessivi 7’880 volontari ed una presenza media di 8,20 volontari per evento eseguito. Nel dettaglio si riportano alcuni dati significativi e caratterizzanti la nostra attività: a) il 45 % circa degli interventi riguarda persone illese, mentre un ulteriore 47,33% riguarda i codici sanitari meno gravi (1 e 2) percentuali che indicano, soprattutto per la prima, la percezione della presenza del Soccorso Alpino sul territorio quale struttura attivabile anche per evitare di mettersi in situazioni di peggior pericolo; b) Occorre sottolineare come il 90,8 % delle persone soccorse non sia iscritto al CAI e/o non disponga di una propria assicurazione, a sottolineare che, nonostante gli oneri addebitati dalle varie regioni, sia molto diffusa da questa parte del versante alpino questo atteggiamento superficiale di non tutela e come occorra intensificare le iniziative di sensibilizzazione e informazione sull’argomento, a tale proposito ne è un esempio il lieve aumento degli utenti che erano provvisti di assicurazione alternative tipo Dolomiti Emergency, che si attestano attorno al 4.1 % circa, dato leggermente in aumento rispetto al 2019, che attesta che qualcosa sta cambiando. c) Rispetto alle attività coinvolte l'escursionismo si conferma come l’attività più coinvolta nei soccorsi con un 54.50 %, ovviamente il dato è influenzato dal fatto che l'escursionismo è anche l'attività più diffusa ma dove si annidano anche i comportamenti più a rischio; infatti buona parte degli interventi è richiesto per motivi dovuti all'incapacità, alla perdita di orientamento, ai ritardi o allo sfinimento; che testimonia, che la prevenzione e la diffusione di buone pratiche di approccio alla montagna, rappresentano una importantissima e fondamentale opportunità per far diminuire considerevolmente la propensione anche inconsapevole ad esporsi a dei rischi a volte fatali. d) Particolare evidenza merita l’impegno, anche in termini di tempo, che ogni soccorritore dedica alla struttura; nel 2020 le varie attività del Soccorso hanno impiegato c.a. 89.753,00 ore/uomo, delle quali c.a il 29 % destinato alle operazioni di soccorso ed il restante 71 % oltre che alla gestione delle stazioni, soprattutto alla formazione personale e di squadra, mettendo così in luce un particolare di estrema importanza per l’efficacia e il successo dei nostri interventi ovvero che, per ogni “momento” dedicato al singolo intervento, ne vengono impegnati altri tre in termini di addestramento, preparazione/formazione, anche se di fatto quest’anno abbiamo avuto un dato leggermente inferiore, poiché abbiamo eseguito solamente le attività formative indispensabile come specificato ai paragrafi precedenti.  La prevenzioni quindi assume un rilievo fondamentale e in questo senso il SASV nel 2020 si è speso per allargare una cultura della montagna promuovendo svariati eventi via web, tralasciando purtroppo le dimostrazioni ed eventi fieristici come pure lezioni e dimostrazioni nelle scuole causa emergenza pandemica da SAR CoV-2, emettendo n. 526 comunicati stampa e aggiornando costantemente il sito internet istituzionale, inoltre si sono implementate le pagine Facebook relative al “Soccorso Alpino e Speleologico Veneto” e “Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi” per un totale di circa 68.000 Utenti che costantemente interagiscono con i ns. post, relativi ad attività operativa, informazioni sulla frequentazione della montagna in sicurezza, avvisi meteo e nivologici, ecc. Infine alcune note che riguardano la spesa corrente, ovvero le somme che vengono spese per il funzionamento corrente del CNSAS in base alla convenzione con la Sanità del Veneto legata alla legge 11/2015, pari a 700.000 euro, che rappresenta la parte più importante del finanziamento che il CNSAS riceve dalla Regione del Veneto. Salta subito agli occhi il “peso” della formazione dei nostri soccorritori sul bilancio consuntivo; infatti il 20% dell’intero bilancio viene destinato alla formazione del personale seguendo con scrupolo il Piano Formativo elaborato dalla nostra Scuola Regionale; formazione che trascina inevitabilmente al 17 % la spesa totale per l’acquisto di materiale alpinistico e dei dispositivi di protezione individuali perché la formazione contempla anche l’introduzione e l’uso di ogni accorgimento tecnico per soddisfare la necessità di sicurezza che deve essere garantita e rispettata in ogni missione di soccorso. Da questo punto di vista, al pari di ogni azienda, anche il SASV elabora i propri piani e la relativa documentazione così come prevede la normativa nazionale sulla sicurezza. A tal proposito occorre sottolineare, che in base alle recenti disposizioni sulla tutela dei soccorritori, sia stata attivata dal CNSAS Veneto, primo in Italia, la procedura per sottoporre tutti i soccorritori a controllo sanitario.
Il controllo viene eseguito al primo ingresso nella famiglia SASV, e successivamente con cadenza triennale per tutti i soccorritori, il tutto realizzato secondo protocollo concordato con il CREU. Da sottolineare ancora che il personale è coperto da una assicurazione a livello nazionale e da un ulteriore ombrello assicurativo stipulato a livello regionale che impegna c.a l’8.5 % del bilancio corrente. Inoltre si vuole specificare, che un 7% circa, viene investito in tecnologie destinate alla comunicazione (radio, ponti radio, cell.) e reti dati; strumentazione indispensabili per garantire costanti collegamenti nelle missioni di soccorso. Si vuole ringraziare la Regione del Veneto che sostiene e riconosce con supporto determinante il SASV-VENETO in un rapporto di reciproca fiducia e rispetto.  Belluno, 26 febbraio 2021  

IL PRESIDENTE CNSAS VENETO

Rodolfo Selenati 

 

 

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RELAZIONE ATTIVITA' OPERATIVA E FORMATIVA 2020 Ai sensi della Legge n. 74/01, della Legge n. 289/02, Legge n. 26/11, della Legge n. 126/20 e della L.R. n.11/15.  AREE OPERATIVE  2021.02.26_Statistica anno 2021_ab_R.0  pag. 2 di 17  

 

Premessa

In questa relazione analitica non vengono considerati, anche se i relativi numeri sono diventati importanti anche dal punto di vista statistico, tutti gli interventi effettuati dai Servizi di Elisoccorso di Pieve di Cadore, Treviso e Verona in configurazione S.A.R. (presenza del personale CNSAS) in ambiente non ostile ed impervio (zone ad elevata antropizzazione, strade diverse, zone artigianali ed industriali, ambienti di lavoro, ecc.). Sia noto che queste fattispecie operative, svolte in strettissima sinergia con il personale del SUEM 118, hanno ormai raggiunto valori straordinari nelle basi ove è presente il CNSAS-SASV. Sono stati, infine, suddivisi gli interventi legati a missioni disposte dalle Centrali Operative del SUEM 118 della Regione del Veneto di cui alla Legge n. 74/01 e alla nuova Legge 126/20 e s.m.i., dagli interventi concernenti attività di protezione civile non effettuata a favore di persone. Il 2020 vede il numero delle persone soccorse superare le 1000 unità, a confermare il trend in aumento già verificato nel 2019, dato anomalo considerando le restrizioni dei vari DPCM e Decreti regionali per il contenimento del contagio da SAR CoV2, emanati nel corso del 2020. L’aumento di fatto è in parte dovuto a un costante aumento degli appassionati frequentatori della montagna, in parte, purtroppo, dovuto alla superficialità delle persone che affrontano la montagna senza preparazione fisica né tantomeno tecnica e/o con attrezzatura non adeguata, non dimenticando il fatto che la montagna è stata vista come area “non contaminata” e per questo presa letteralmente d’assalto dai vari utenti. Il fenomeno è legato anche all’idea di una montagna come palestra all’aperto dove mettere alla prova le proprie prestazioni e non piuttosto di un ambiente severo e ostile che non lascia margine all’errore. 


1. INTERVENTI e PERSONE SOCCORSE

L'attività operativa svolta nel corso del 2020 dagli Organici del CNSAS Veneto in stretta sinergia operativa con le Centrali Operative del SUEM 118 della Regione del Veneto (Pieve di Cadore, Padova, Treviso, Verona e Vicenza) si è, dunque, attestata alle n. 1086 persone soccorse nel corso di n. 1054 interventi, che in numero assoluto sono aumentati del +16 % rispetto agli eventi del 2019. Si specifica che gli interventi a carattere sanitario sono stati n. 888 mentre gli interventi a carattere di Protezione Civile sono stati n. 155, quest’ultimi dovuti essenzialmente all’emergenza per la pandemia da SAR CoV2 e dalle emergenze meteo che si sono susseguite nel territorio regionale nel corso del 2020, impegnando l’intesa struttura del SASV ad uno sforzo abnorme che ha messo a dura prova i Volontari, che quotidianamente dedicano la loro opera per il ns. sodalizio. 

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 2. DIAGNOSTICA CODICI DI GRAVITA' 

Per quanto invece attiene alla diagnostica analitica degli interventi, oltre ai n.490 illesi tratti in salvo (persone in difficoltà a causa diverse o in imminente pericolo di vita), che rappresenta circa il 45% del numero complessivo delle persone soccorse nel 2020, percentuale consistente e ancora in aumento rispetto al 2019 con un + 14 %. Difficile a questo punto non concludere che sia in aumento la tendenza ad affrontare la montagna con metodologia irresponsabile e senza un minimo di preparazione fisica, consapevoli forse di poter contare su un efficiente sistema di soccorso. Gli incidenti in pista si portano a quota 67, ancora in calo rispetto agli anni precedenti, dovuto essenzialmente alla chiusura degli impianti per l’emergenza da SAR CoV2.  2021.02.26_Statistica anno 2021_ab_R.0  pag. 4 di 17 
Per quanto attiene le persone decedute nel 2020 il numero è aumento rispetto agli anni precedenti attestandosi a nr. 49 con un +11 % rispetto al 2019. Al riguardo degli esiti mortali il trend dipende in realtà da fattori piuttosto diversi che non sono sempre riconducibili a ragionamenti coerenti con la statistica, tuttavia le attività più coinvolte risultano essere, l’escursionismo, l’alpinismo e l’attività lavorativa eseguita in ambiente ostile impervio e non ultimo, i casi di autolesionismo dovuti essenzialmente al disagio sociale, che nell’ultimo quinquennio sono in costante aumento. 

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3. LE CAUSE DEGLI INFORTUNI E LE ATTIVITA' COINVOLTE 

Si constata per il 2020, come le cause ascrivibili alla mancata preparazione fisica e psicofisica, la perdita dell’orientamento e l’incapacità, i ritardi siano in netto aumento pari a circa 35.30 % dei soccorsi, rispetto al 32.5 % del 2019, come pure il “malore”, da addebitarsi a diverse cause e la scarsa preparazione fisica, che si attestano al 10.30 %. Tra le cause, “caduta” e “scivolata” raggiungono complessivamente il 34.70%. il - 2.00 % rispetto al 2019, il trend dell’ultimo quinquennio è in leggera diminuzione, ma che mantiene un valore molto alto nel totale degli interventi; per maggiori dettagli si rimanda al grafici allegati alla presente relazione. Per quanto attiene le attività, l’escursionismo, spicca su tutte le altre attività coinvolte con il 54.50% di persone soccorse, segue l’alpinismo con un 6.70%, le ferrate con un 6.00 %, gli incidenti sulle pista da sci con un 5.90%, a seguire le Mountain Bike e E-Bike che sono in forte ripresa con un 5.20%, mentre attività come lo scialpinismo che, soggetto al pericolo di valanga, ha grande risalto mediatico, in realtà con il suo modesto 2.00% è ampiamente inferiore alle attività su menzionate, tuttavia tale attività subirà sicuramente un aumento nell’anno 2021, visto la notevole presenza di utenti che si sono riversati sull’attività di sci alpinismo, causa la chiusura degli impianti di risaluta dovuta all’emergenza pandemica. Per quanto attiene l’attività lavoro, vi è un calo al 1.50% rispetto ad un 2.00 del 2019, tra le attività maggiormente interessate vi è l’attività di legnatico, forse dovuto alla saltuarietà di chi svolge tale compito, non sicuramente ascrivibile alle ditte specializzate del settore, ma al privato cittadino che saltuariamente svolge tale compito. 

 


4. NAZIONALITA' DELLE PERSONE SOCCORSE e STATO ASSICURATIVO

Altri dati che rivestono un rilievo statistico anche alla luce della Legge Regionale n. 11/15 ed il fatto che la stessa imponga che tutti gli interventi di carattere non sanitario siano di tipo oneroso, sono rappresentati dallo stato assicurativo delle persone soccorse. Anche nel 2020 la percentuale riscontrata di persone soccorse coperte da una assicurazione si è rivelata estremamente bassa, circa il 90,8 % delle persone soccorse NON dispone di una assicurazione propria che copra le spese di recupero, che testimonia, ancora una volta, come non venga percepita la necessità, ma soprattutto l’utilità, di una polizza che copra le spese in caso di incidente. Risulta pertanto necessario per il futuro, incrementare ulteriormente l’attività di formazione/informazione degli utenti allo scopo anche di diminuire i rilevanti costi sociali che gli interventi di soccorso comportano. Per quanto riguarda le nazionalità, gli italiani rappresentano circa il 87.90 % degli interventi mentre il rimanente 12.10 % è suddiviso tra una ventina di nazionalità tra le quali, in ordine di graduatoria abbiamo Germania, Polonia, Spagna, Francia, Belgio, Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Australia, Russia e altre a seguire. 

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5. RICERCA E SOCCORSO PERSONE DISPERSE 

Nel 2020 si sono registrati n. 69 eventi di ricerca, con n. 89 persone soccorse, dato in leggero calo rispetto all’anno precedente. Nella maggioranza dei casi gli eventi si sono risolti nella giornata della chiamata, tranne per alcuni casi che hanno comunque duramente impiegato la struttura della scrivente organizzazione, in ordine alla pianificazione e alla gestione delle operazioni, considerato l'importante concorso di volontari e di mezzi aerei impiegati su terreni particolarmente ostili, il tutto in stretta sinergia con il Servizio Sanitario Regionale e la Direzione Protezione Civile e Polizia Locale Regionale con gli altri apparati dello Stato. 

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6. VOLONTARI IMPEGNATI A TERRA E IN VOLO 

Con le premesse di questa analisi, si deve di necessità registrare il lavoro encomiabile effettuato dal personale del CNSAS-SASV delle n. 28 Stazioni presenti in Veneto, le cui relative missioni di soccorso hanno visto l'impiego di n. 5’195 Volontari con una media di circa n. 5 Volontario/Intervento per un totale di 25’941 ore/uomo. Il supporto fornito dagli elicotteri dei vari SUEM 118 e, in misura minore da Carabinieri, Esercito, GdF, VVF, Aiut Alpin Dolomites è ormai un valore irrinunciabile per l’efficacia delle missioni che, nel 2020 sono state complessivamente nr. 412 su un totale di nr. 1054 interventi pari al 39.1%, si segnala il forte aumento degli elicotteri delle Pubbliche Amministrazioni e privati, essenzialmente dovuti alle assistenze per le ricerche persona e al sopporto post emergenze meteo che ancora una volta a colpito duramente il territorio della Regione Veneto Occorre tener presente che l’impiego dell’elicottero non può comunque prescindere dalla presenza delle squadre a terra, sia per risolvere tutti gli interventi dove il mezzo non può intervenire, mediamente circa il 60 % degli interventi, sia perché le squadre a terra vengono movimentate anche in caso di intervento aereo per il quale rappresentano l’insostituibile riferimento a terra per ogni problema legato all’individuazione del luogo, degli ostacoli alla navigazione aerea, al recupero dei compagni di escursione, ecc. 


7. ATTIVITA’ FORMATIVA-ADDESTRATIVA 

Il prospetto riprodotto di seguito è la sintesi delle tabelle esplicative relative alla complessiva attività di formazione effettuata dalle varie strutture del CNSAS Veneto (Delegazioni, Stazioni, ecc.) a livello locale, provinciale, regionale e nazionale, così come previsto dalla vigente Convenzione tra Regione del Veneto e CNSAS Veneto, in un anno molto particolare, dove la pandemia da SARS-CoV-2, ha complicato ulteriormente la già complessa attività di formazione, addestramento e simulazione dell’intesa struttura. Dall’analisi delle stesse emerge in modo inequivocabile lo sforzo sostenuto dal personale del CNSAS VENETO per garantire e raggiungere un livello di efficienza ed efficacia sempre maggiore nell’attività di soccorso reale, dando applicazione a quanto disposto dalla Legge n. 74/01, dalla nuova Legge 126/20 e L.R. 11/15 e ai conseguenti piani formativi approvati a livello nazionale e regionale. La tabella di sintesi sotto espressa conferma, infatti, quanto detto. 

 

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Norme-e-leggi-statuto

Norme e leggi

Alcuni documenti di riferimento del Soccorso Alpino

 

RELAZIONI

STATUTO E REGOLAMENTI

 

PIANO FORMATIVO

2016-11-26_Piano_Formativo_Regionale_Adottato

 

LEGGI

 

NORMATIVA ENTI TERZO SETTORE

 

 

Dati 2019

NEL 2019 SONO STATI 908 GLI INTERVENTI DEL SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO, IN CALO DEL 4.32%

L'attività operativa svolta nel corso del 2019 dagli organici del Soccorso alpino e speleologico Veneto in stretta sinergia con le Centrali Operative del Suem 118 della Regione del Veneto di Pieve di Cadore, Padova, Treviso, Verona e Vicenza si è attestata a 908 interventi, valore in leggera diminuzione rispetto al 2018, pari a -4,32%.

Riflessione del presidente del Soccorso alpino e speleologico Veneto, Rodolfo Selenati

"Il lieve calo degli interventi, rapportati ai dati relativi al 2018, in parte è sicuramente il frutto della costante informazione fatta in questi ultimi anni dal Soccorso alpino e speleologico Veneto tramite comunicati, sito e social network, indirizzata prevalentemente agli escursionisti, che nella nostra statistica hanno un'incidenza del 51.10% nel totale di tutti gli interventi effettuati. Informazione focalizzata sulle corrette abitudine del come organizzare e programmare un'escursione in sicurezza, tenendosi informati sulle condizioni meteo, sulla lunghezza e la difficoltà del percorso da affrontare, in relazione anche alla propria preparazione e condizione fisica, la cartografia sino ai consigli di cosa riporre nello zaino. Va evidenziato poi lo sforzo profuso dalle Scuole tecniche del Sasv, dal direttivo, dalle 25 Stazioni di Soccorso alpino e dalle 3 di Soccorso speleologico per quanto concerne la formazione, settore primario del Sasv a cui in questi anni si sono stanziate imponenti risorse economiche, atte a garantire il raggiungimento di elevati livelli tecnici. A questo va aggiunto l'impegno di ogni singolo volontario, a cui va il mio particolare ringraziamento: nel 2019 il Soccorso alpino e speleologico Veneto ha organizzato ben 1.778 eventi di attività formativa-addestrativa con la partecipazione del considerevole numero di 13.648 volontari. Ringrazio in particolare le centrali del Suem, con cui collaboriamo quotidianamente, la Protezione civile della Regione Veneto e l'Assessorato alla sanità di cui siamo diventati punto di riferimento. Inoltre, un ringraziamento particolare va fatto a tutti i volontari, che in questi giorni di emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 stanno collaborando con la Protezione civile nella consegna nelle zone disagiate di viveri e medicinali" è la riflessione del presidente del Soccorso alpino e speleologico Veneto, Rodolfo Selenati alla presentazione dei dati relativi all’attività del 2019.

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Numeri delle missioni

Per le tre Delegazioni, II Dolomiti Bellunesi (con le Stazioni che coprono i territori di Belluno e Treviso), XI Prealpi Venete (per Padova, Verona e Vicenza) e VI Speleologica, gli interventi a carattere sanitario sono stati 876, 21 gli interventi di Protezione civile, dato pressoché dimezzato rispetto al 2018, quando l’uragano Vaia ha colpito il Veneto ed il Trentino Alto Adige, mettendo a dura prova l’intera popolazione e il territorio. Nel 2019 si sono registrati 77 eventi di ricerca, riguardanti 93 persone, dato leggermente inferiore rispetto al 2018, ma che continua a testimoniare purtroppo la scarsa preparazione e consapevolezza degli escursionisti nell’affrontare l’ambiente. Le persone soccorse sono state 1007, che rappresentano il numero più elevato dell’ultimo decennio, con un aumento percentuale di +1.61% rispetto all’anno 2018 e il +18.47 % se confrontato con il 2017

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Interventi elicottero e squadre a terra

La percentuale di intervento del mezzo aereo è ormai costante, con il 40% circa, e dipende sia dall’orario giornaliero in cui avviene la chiamata sia, ovviamente, dalle condizioni atmosferiche. Ricordiamo che nelle tre basi di elisoccorso di Pieve di Cadore, Treviso e Verona, quotidianamente turna con l’equipaggio un tecnico del Soccorso alpino e a Pieve di Cadore sono presenti un tecnico di Centrale operativa, nei periodi di maggiore allerta, e un’unità cinofila da valanga, nella stagione invernale. Occorre tener presente che l’impiego dell’elicottero non può comunque prescindere dalla presenza delle squadre a terra, sia per risolvere tutti gli interventi dove il mezzo non può intervenire, mediamente circa il 60%, sia perché le squadre a terra vengono movimentate anche in caso di intervento aereo per il quale rappresentano l’insostituibile riferimento a terra per ogni problema legato all’individuazione del luogo, degli ostacoli alla navigazione aerea, in supporto alle operazioni e all’eventuale recupero dei compagni di escursione.

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Persone tratte in salvo

Rispetto alle 1007 persone soccorse, Il 41.8% circa degli interventi riguarda illesi, ovvero 429, mentre 530 sono stati i feriti. Purtroppo risultano ancora 2 dispersi e i decessi sono stati 44, molti meno rispetto ai 62 del 2018. Riguardo alla nazionalità 782 erano italiani, 210 stranieri.


Attività svolte al momento della chiamata

Rispetto alle attività coinvolte l'escursionismo si conferma come la disciplina più coinvolta nei soccorsi con un 50.10%, ovviamente il dato è influenzato dal fatto che l'escursionismo è anche l'attività più diffusa, dove si annidano anche i comportamenti più a rischio; infatti buona parte degli interventi è richiesta per motivi dovuti all'incapacità, alla perdita di orientamento, ai ritardi o allo sfinimento; che testimonia,  che la prevenzione e la diffusione di buone pratiche di approccio alla montagna, rappresentino una importantissima e fondamentale opportunità per far diminuire considerevolmente la propensione anche inconsapevole ad esporsi a dei rischi a volte fatali. Seguono gli incidenti con gli sci, 8%, legati all’alpinismo 7.10% e alle ferrate 5.30%, in aumento. Lo scialpinismo riguarda il 2% degli interventi.


Cause all’origine dell’intervento

Mancata preparazione fisica e psicofisica, perdita dell’orientamento, incapacità e ritardo riguardano il 32.50% degli interventi, rispetto al 29% del 2018. Cadute e scivolate coprono invece il 36.70%, 8.50% i malori.


Impegno dei volontari

Particolare  evidenza merita l’impegno, anche in termini di tempo, che ogni soccorritore dedica alla struttura; nel 2019 le varie attività del Soccorso hanno impiegato circa 127.910 ore/uomo, delle quali circa il 14% destinato alle operazioni di soccorso ed il restante 86% oltre che alla gestione delle stazioni, soprattutto alla formazione personale e di squadra,  mettendo così in luce un particolare di estrema importanza per l’efficacia e il successo degli interventi ovvero che, per ogni momento dedicato al singolo intervento, ne vengono impegnati altri tre in termini di addestramento, preparazione/formazione.

 


Formazione

La formazione rappresenta la parte più qualificante della nostra attività poiché è l’aspetto determinante per la sicurezza dei soccorritori stessi e delle persone soccorse. I dati sono anche nel 2019 estremamente significativi; al di là del retraining triennale obbligatorio per ogni soccorritore, sono stati eseguiti complessivamente 1.778 eventi formativi, con una presenza di complessivi 13.643 volontari ed una presenza media di 7,67 volontari per evento eseguito.

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3La prevenzioni assume un rilievo fondamentale e in questo senso il Soccorso alpino e speleologico nel 2019 si è speso per diffondere la cultura della montagna, promuovendo eventi diversificati tra dimostrazioni e appuntamenti fieristici, come lezioni e occasioni divulgative nelle scuole, emettendo 532 comunicati stampa e aggiornando costantemente il sito internet istituzionale. Sono state implementate quasi quotidianamente le pagine Facebook istituzionali del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto e Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi rivolte a quasi 58.400 utenti, che costantemente interagiscono con i nostri post, relativi ad attività operativa, informazioni sulla frequentazione della montagna in sicurezza, avvisi meteo e nivologici, consigli per affrontare in sicurezza ogni periodo dell’anno. Aperto anche un profilo Instagram. Infine è in fase di realizzazione un progetto di prevenzione mirato agli istituti di diverso ordine e grado, che verrà presentato all’inizio del prossimo anno scolastico.


Assicurazioni individuali e soci Cai

Occorre sottolineare come il 93,6 % delle persone soccorse non sia iscritto al Cai e/o non disponga di una propria assicurazione, a sottolineare che, nonostante gli oneri addebitati dalle varie regioni, sia molto diffusa da questa parte del versante alpino questo atteggiamento di non tutela e come occorra intensificare le iniziative di sensibilizzazione e informazione sull’argomento, a tale proposito ne è un esempio il lieve aumento degli utenti che erano provvisti di assicurazione alternative tipo Dolomiti Emergency, che si attestano al 2.10%.

 

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Alex Barattin II Delegazione Dolomiti Bellunesi

"Anche nel 2019 la nostra struttura è stata messa alla prova per il numero di interventi, considerando anche il fatto logistico che nei primi sei mesi dell'anno abbiamo convissuto con un territorio post Vaia, con ditte, amministrazioni pubbliche, volontari che hanno messo a disposizione tempo e risorse nella sistemazione e riparazione delle vallate, dei rifugi ,della rete sentieristica - ricorda il delegato Alex Barattin - in quei mesi la montagna ha visto solo la presenza di molti operatori e di alcuni escursionisti 'curiosi', che hanno originato recuperi inusuali nel territorio deturpato, in mezzo agli schianti. Gli interventi si sono concentrati nella seconda metà del 2019 e tra tutti dobbiamo segnalare la grande percentuale, oltre il 30%, di chiamate dovute alla mancata preparazione dei frequentatori della montagna, ambiente aspro e severo che non va affrontato in modo superficiale, ma con la consapevolezza che le gite vanno tarate sulla preparazione di ogni partecipante. Con Cai e Guide alpine, la Casa comune, continuiamo a puntare sulla prevenzione, impegnandoci in informazione e formazione, anche per esporre i soccorritori a minori rischi. Rischi che in montagna non sono mai eliminabili. In questa direzione ci stiamo ad esempio muovendo con i nostri partner delle aree di confine, Bergrettung di Alto Adige e Austria, Cnsas del Trentino-Alto Adige, per uno scambio continuo di informazioni e pratiche mirate al miglioramento degli interventi e all'utilizzo delle nuove tecnologie. Un pensiero non può non andare a chi ha pianto i suoi cari mancati lo scorso anno e a tutte le famiglie che hanno subito un lutto in questo periodo. A tutti loro va il nostro abbraccio virtuale".


Alberto Barbirato XI Delegazione Prealpi Venete

"Nella zona della Prealpi Venete il numero di interventi nel 2019 è stato in linea con quelli dell'anno precedente (13 interventi in meno). Il dato importante da rilevare è un importante incremento dei soccorsi rivolti a escursionisti rispetto all'anno precedente, questo dovuto sicuramente alla difficile condizione di alcuni percorsi a seguito della tempesta Vaia ma anche molto spesso alla mancanza di preparazione, mancanza di attrezzatura adeguata e inesperienza. Molto il Soccorso Alpino ha investito nella prevenzione, ma purtroppo risultati marcati tardano ancora ad arrivare - è la lettura del delegato Alberto Barbirato - in questa prima parte del 2020 il numero di interventi di soccorso in ambiente montano, ostile e impervio è molto ridotto a causa della situazione sanitaria in atto, il Cnsas è comunque impegnato costantemente a disposizione della Protezione civile, anche nella zona della Prealpi Venete, nel supporto alle popolazioni che si trovano in aree difficilmente raggiungibili per la distribuzione di generi di prima necessità, medicinali e dispositivi sanitari di protezione".


Giovanni Ferrarese, VI Delegazione speleologica

"L'attività della 6^ delegazione speleologica durante l'anno 2019 è stata come sempre intensa. Gli addestramenti sono stati finalizzati a testare l'operatività della delegazione in scenari complessi, in stretta collaborazione con le Delegazioni speleologiche delle regioni vicine (Lombardia e Friuli Venezia Giulia), mettendo in pratica gli schemi operativi e le nuove tecniche di recupero che in questi ultimi anni si stanno sviluppando. Alle tre esercitazioni di più giorni in grotte profonde hanno partecipato anche tecnici provenienti dai soccorsi speleologici Sloveno e Rumeno. L'attività formativa curata dalla Scuola interregionale per tecnici di Soccorso speleologico è stata particolarmente proficua e ha permesso di verificare, formare i nuovi tecnici e provvedere ai mantenimenti previsti per le qualifiche già in essere. Tutta l'attività è stata incentrata su una didattica sempre più partecipata ed interattiva con lo scopo di elevare il livello tecnico di tutti i componenti della Delegazione e di rendere più efficaci gli eventi formativi proposti. I tecnici della delegazione hanno partecipato inoltre a numerosi eventi addestrativi e formativi a carattere nazionale - sottolinea il delegato Giovanni Ferrarese -  per quanto riguarda gli interventi prettamente speleologici particolarmente impegnativo è stato quello che ha visto operativi più di 40 soccorritori della Delegazione, assieme al personale delle Stazioni alpine e dei Vigili del fuoco, nel recupero di un gruppo di speleologi bloccati oltre un sifone nella grotta denominata 'Bus del Diaol' nei presi di Arco (TN): uno scenario estremamente complesso in cui è stato necessario 

utilizzare tecniche e materiali inusuali, ma che ha dimostrato ancora una volta l'operatività e la versatilità dei tecnici del Cnsas. Altri interventi minori hanno impiegato i tecnici della delegazione in alcune grotte delle nostra regione. I tecnici specialisti (sanitari, disostruttori e speleosubacquei) sono 
stati impegnati, anche nell'anno appena trascorso, in interventi particolarmente complessi in altre regioni d'Italia a supporto delle Delegazioni locali del Cnsas. I tecnici delle stazioni speleologiche hanno inoltre collaborato con le Stazioni alpine in vari interventi di ricerca persona".

Emergenza Corona Virus

Con la possibilità di riprendere a spostarsi per attività sportiva e motoria, individuale o con componenti del nucleo familiare, invitiamo alla massima prudenza e a osservare le misure di contenimento del contagio da Coronavirus previste. Da oggi, 4 maggio, sarà possibile riprendere a praticare attività fisica e sportiva all'aperto, raggiungendo luoghi anche distanti da casa, sempre inclusi all'interno dei confini regionali. Si potra quindi tornare in montagna. Di seguito riportiamo i punti dell'Ordinanza regionale che ci riguardano più da vicino.

Al punto 4 dell'Ordinanza del 3 maggio 2020 della Regione Veneto, in integrazione al Dpcm 26.4.2020, si legge: "Attività motoria e sportiva nel terrirorio regionale. È consentito lo svolgimento individuale o con componenti del nucleo famigliare di attività sportiva o motoria quali, a titilo esemplificativo e non esaustivo, camminata, corsa, ciclismo, tiro con l'arco, equitazione, tennis, golf, pesca sportiva, canottaggion ecc.. Al fine di svolgere l'attività motoria o sportiva di cui sopra, è consentito anche spostarsi con mezzi pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere tali attività, nei limiti del terrirorio regionale; è consentita l'attività motoria collegata all'addestramento di animali all'aperto" Al punto 3 si specifica: "Per coloro che svolgono attività motoria intensa non è obbligatorio l'uso di mascherina o copertura durante l'attività fisica intensa, salvo l'obbligo di utilizzo alla fine dell'attività stessa". Per spostamenti in auto e mezzi pubblici, distanze e norme igieniche, vigono le stesse regole previste per ogni attività.

Ciò premesso, ricordiamo a tutti i frequentatori della montagna che la Fase 2 appena iniziata deve vederci partire con assoluto rispetto delle norme vigenti, gradualmente e all'insegna della prudenza. Al riguardo sconsigliamo di muovervi da soli; informate sempre qualcuno dei vostri spostamenti e tempi presunti di rientro, avvertendo in caso di cambiamenti nel programma. Usciamo da quasi due mesi di scarsa attività, quindi ripartite con uscite alla portata, senza superare i vostri limiti. I Rifugi continuano ad essere chiusi, i bivacchi possono accogliere le persone solo in caso di emergenza e "L'accesso equivale all'assunzione di responsabilità per l'utente del rischio di contagio da Covid - 19, non essendo luoghi controllati" si legge in una nota del Cai Veneto.
In caso di necessità, contattare il 118. Le nostre squadre, come già avvenuto durante la prima fase, risponderanno ad ogni eventuale chiamata di intervento.

 

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Documenti di riferimento del soccorso alpino in relazione alla attuale emergenza COVID-19

 

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