Cortina d'Ampezzo (BL), 09 - 05 - 20
Attorno alle 9.30 il Soccorso alpino di Cortina è stato allertato per una valanga staccatasi in Tofana, che aveva coinvolto uno scialpinista. Scendendo dalla Rozes assieme al fratello, un giovane scialpinista bellunese, anziché prendere il rientro classico dallo spallone, si era tenuto a destra dello Spigolo Zero e aveva preso un canale che porta dietro Punta Marietta. A metà discesa si era però staccata una valanga che lo aveva trascinato per oltre 200 metri. Il fratello,  rimasto più in alto, ha subito lanciato l'allarme e sul posto si è diretto l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, dopo aver imbarcato personale del Soccorso alpino e della Guardia di finanza di Cortina. Una volta individuato il corpo a circa 2.550 metri di quota, i soccorritori sono stati sbarcati con un verricello di 70 metri. La salma, ricomposta e imbarellata, e stata recuperata e trasportata a valle, per essere poi accompagnata nella cella mortuaria di Cortina. L'eliambulanza ha imbarcato anche il fratello del giovane, rimasto illeso.
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Giovedì, 07 Maggio 2020 07:19

SUPPORTO A VENETO STRADE PER VALANGA

Selva di Cadore (BL), 11 - 03 - 20
Alle 13 circa il Soccorso alpino della Val Fiorentina è stato allertato a seguito della chiamata al 118 di un automobilista che, di passaggio sulla strada verso Passo Giau, sotto il Rifugio Fedare, segnalava la presenza di una valanga sulla sede stradale. Una volta sul posto, una squadra ha verificato che si trattava di un distacco di limitate dimensioni, ma poiché subito dopo ne è avvenuto un secondo di maggiore entità, i soccorritori sono rimasti a prestare assistenza agli operatori di Veneto strade durante lo sgombero.
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Cortina d'Ampezzo (BL), 17 - 01 - 20
Non distante dal Rifugio Scoiattoli, a lato della seggiovia che sale alle Cinque Torri, ieri a partire dalle 16 è stata simulata la caduta di una valanga con il coinvolgimento di alcune persone e il conseguente dispiegamento del personale del Soccorso alpino di Cortina e del Sagf di Cortina e Auronzo di Cadore, chiamati a operare congiuntamente. Sul campo, dove preventivamente erano stati sepolti manichini e un figurante, nonché abbandonati vari reperti, i soccorritori allertati dal 118 si sono mossi seguendo la procedura richiesta in una delle emergenze più impegnative in assoluto, per la velocità con cui è necessario intervenire e per la gestione di un elevato numero di tecnici. I primi ad arrivare sul luogo del distacco hanno trovato il testimone - un discesista che stava praticando un fuoripista con due amici rimasti travolti dalla valanga - e hanno subito avviato la prima ricerca, vista-udito e con Artva e Recco, avvalendosi del supporto della prima unità cinofila e delle sucessive squadre. Stabiliti i due direttori di valanga, sono poi stati distribuiti ruoli e mansioni. Con il ritrovamento di una racchetta da neve e dei primi travolti, che indossavano però scarponi da scialpinismo, lo scenario si è modificato fino al rinvenimento di uno scialpinista ferito, il cui racconto ha definito il quadro: stavano risalendo in quattro con le pelli di foca quando sono stati investiti dalla valanga, probabilmente innescata più in alto dagli sciatori in fuori pista, mentre nelle vicinanze si trovava anche un ciaspolatore. Con il personale sanitario sono state ripassate le manovre di disseppellimento, immobilizzazione e trasporto, finché tutte le persone coinvolte non sono state ritrovate grazie al fiuto dei cani, all'utilizzo degli apparecchi di autosoccorso e ai sondaggi. A conclusione dell'addestramento le varie figure responsabili si sono confrontate sull'attività svolta per evidenziare eventuali problemi e criticità. Erano presenti una trentina di soccorritori e 4 unità cinofile. Grande soddisfazione per l'esito dell'esercitazione è stata espressa sia dal comandante provinciale della Guardia di finanza Gaetano Giacchi, accompagnato dal comandante del gruppo della Guardia di finanza di Belluno Alessandro Caputo, che dal delegato del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi Alex Barattin. Le operazioni condivise, che si ripeteranno per la fase estiva con l'ausilio della sezione aerea di Bolzano della Guardia di finanza, rientrano negli obiettivi del protocollo siglato il 23 settembre del 2016.
 
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Martedì, 24 Dicembre 2019 17:18

VALANGA SULLA STRADA PER PASSO FEDAIA

Rocca Pietore (BL), 23 - 12 - 19
Attorno alle 10.15 la Centrale del 118 è stata allertata da un operatore di Veneto strade per una valanga, caduta sul rettilineo prima dell'ultima curva che porta al Passo Fedaia interessando una trentina di metri della sede stradale, con l'accumulo più alto di 3 metri circa. A causa delle forti raffiche di vento l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha dovuto sbarcare in località Bosco Verde equipe medica, tecnico di elisoccorso e unità cinofila da valanga, che hanno proseguito con i mezzi del Soccorso alpino della Val Pettorina. Una volta sul posto i soccorritori assieme ai Vigili del fuoco hanno bonificato l'area interessata, procedendo alla verifica con Artva, Recco, sondaggi e il passaggio di cane e conduttore. Esclusa la presenza di mezzi in transito in quel momento. 
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Asiago (VI), 22 - 12 - 19
Verso le 16.30 il Soccorso alpino di Asiago è stato allertato per uno scialpinista rimasto ferito dopo essere stato travolto da una valanga sul Portule. Era stato lui stesso, U.F., 58 anni, di Roana (VI), dopo essere riuscito a liberarsi dalla neve, a dare l'allarme, riferendo ai soccorritori che si ricordava di essere sceso dalla cornice, di avere fatto una curva e che subito era avvenuto il distacco. Trascinato per 500 metri, si trovava nella parte finale della discesa e aveva probabilmente riportato una frattura al ginocchio. Una squadra si è avvicinata con i mezzi ai Larici, per poi proseguire con motoslitte, sci e pelli di foca. Una volta sul posto indicato, gli otto soccorritori sono riusciti a individuarlo chiamandolo a voce, dato che il suo cellulare si era nel frattempo scaricato. Dopo averlo raggiunto hanno iniziato a riscaldarlo poiché, fermo da qualche ora, manifestava i sintomi dell'ipotermia. I soccorrirori, in contatto telefonico con la Centrale del 118, hanno comunicato l'esatta posizione da riferire all'elicottero di Trento, che, sopraggiunto, ha sbarcato equipe medica e tecnico di elisoccorso. Prestate le prime cure, l'infortunato è stato imbarellato e recuperato attorno alle 20, per essere poi trasportato all'ospedale di Trento. I soccorritori sono quindi rientrati.
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Lunedì, 23 Dicembre 2019 10:15

VALANGA IN VALPAROLA, NESSUN FERITO

Belluno, 21 - 12 - 19
Nessuno è rimasto fortunatamente ferito in seguito alla caduta della valanga che ha interessato un tornante della strada della Valparola, tra Livinallongo del Col di Lana e Cortina d'Ampezzo, accumulandosi con tre metri di spessore. Il distacco è avvenuto 250 metri circa più in alto, con un fronte di 200 metri, e si è incanalato finendo sulla strada dove stavano transitando tre pulmini investiti su un lato. Gli occupanti sono riusciti a uscire senza riportare danni. Sul posto l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano, il Soccorso alpino di Livonallongo e San Vigilio, il Sagf di Cortina, Vigili del fioco. Pronto in supporto il Soccorso alpino di Cortina.
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Lunedì, 23 Dicembre 2019 10:14

VALANGHE NEL BELLUNESE

Belluno, 21 - 12 - 19
Prima delle 16 una valanga ha investito la pista Padon 2 nel comune di Rocca Pietore. Sul posto l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano, con unità cinofila e tecnico di elisoccorso, e una squadra di sette soccorritori del Soccorso alpino della Val Pettorina, con un'altra unità cinofila, hanno bonificato la superficie escludendo la presenza di coinvolti. Verso le 18 una seconda valanga ha interessato la strada del Passo Valparola, tra Livinallongo del Col di Lana e Cortina d'Ampezzo, investendo alcuni mezzi di passaggio. Al momento stanno operando il Soccorso alpino di Livinallongo e Cortina assieme al Sagf di Cortina, con l'elicottero dell'Aiut Alpin, per verificare non vi siano persone intrappolate. 
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Vallarsa (TN), 14 - 05 - 19

Si sono concluse verso le 16.45 le operazioni di soccorso e di bonifica della valanga che si è staccata questa mattina sulle Piccole Dolomiti, nella zona di Pra degli Angeli, Boale dei Fondi, nei pressi del rifugio Campogrosso, sul confine tra Trentino e Veneto.
Il distacco nevoso, con un fronte di circa 100 metri e una lunghezza di circa 400 metri, ha travolto parzialmente uno scialpinista, un sessantunnne di Valdagno (VI), che stava salendo da solo, recuperato e trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Chiara di Trento. L’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 è stato dato verso le 11.30 di questa mattina da una persona che ha assistito al distacco, senza venirne coinvolta. Fin da subito si è temuto che sotto la valanga potesse esserci qualcun altro, poiché sul posto sono stati trovati diversi oggetti prima di riuscire a fare chiarezza sul numero esatto degli scialpinisti presenti al momento del distacco, sette in tutto.
Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino ha chiesto l’immediato intervento dell’elicottero che ha fatto sbarcare sul posto il Tecnico di Elisoccorso, l’unità cinofila e l’equipe medica. Per prima cosa è stato prestato soccorso alla persona ferita, la quale è stata stabilizzata, imbarellata e trasportata all’ospedale di Trento. Vista la dimensione importante della valanga, 3 elicotteri hanno effettuato numerose rotazioni per portare in quota il personale del Soccorso Alpino proveniente da diverse Aree operative del Trentino e 6 Unità cinofile, per un totale di più di 70 operatori coinvolti. In supporto ai soccorritori trentini è intervenuto anche il Soccorso Alpino del Veneto, Stazioni di Recoaro - Valdagno, Arsiero, Schio, Asiago, Padova e Verona e i Vigili del Fuoco. Le operazioni di ricerca con i cani e le operazioni di sondaggio sono proseguite per diverse ore, fino alla completa bonifica della valanga che ha dato esito negativo. 
Nessun mancato rientro è stato segnalato, nè sono presenti macchine nei punti di partenza dei sentieri, ma in via precauzionale tutte le segnalazioni delle aree di sondaggio sono state lasciate sul posto.

Pubblicato in 2019
Ala (TN), 14 - 05 - 19
Tutte le Stazioni del Soccorso alpino della XI Delegazione Prealpi Venete sono state allertate e stanno intervenendo in supporto ai soccorritori trentini sulla valanga staccatasi non distante dal Rifugio Fraccaroli, al confine tra le due regioni, dove pare mancare all'appello ancora una persona, per aiutare nella ricerca e nella complessiva bonifica di tutta la superficie per escludere in assoluto eventuali presenze. L'eliambulanza di Verona emergenza, chiamata nel tentativo di trovare un corridoio di accesso, è purtroppo dovuta rientrare poiché le nubi si sono chiuse e non permettono l'avvicinamento.
Pubblicato in 2019
Valli del Pasubio (VI), 22 - 04 - 19
Ieri un escursionista non è rientrato all'ora di pranzo, come previsto, da una camminata sul Pasubio, che in questi giorni in quota mantiene vesti invernali. "Quando scatta l'allarme per la ricerca di una persona in montagna, si seguono le procedure stabilite dai protocolli operativi siglati con le prefetture, che prevedono l'allertamento del Soccorso alpino deputato anche al coordinamento  - ricorda Alberto Barbirato delegato del Soccorso alpino delle Prealpi Venete - le leggi nazionali 74/2001, 289/2001 e regionale 11/2015 individuano come riferimento esclusivo per il soccorso sanitario in montagna, in ambiente impervio, ostile e ipogeo il Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico, che opera in collaborazone con il Suem 118. Ieri malgrado la ricerca fosse partita già da diverso tempo e non si sapesse se la persona stesse bene, fosse ferita o peggio, il Suem 118 -  la Centrale operativa competente a livello sanitario regionale - e il Soccorso alpino sono stati allertati solamente alle 17.07, dal personale dei Vigili del fuoco che già ore prima era stato attivato". 
Al triste epilogo del ritrovamento del corpo senza vita dell'escursionista si è rischiato poi di aggiungere ulteriore gravità, dal momento che i due vigili che si trovavano nel Boale del Sant'Antonino sono stati investiti da due valanghe e trascinati per alcuni metri, senza fortunatamente riportare conseguenze. 
"Tutti i soccorritori e, ancora di più, i tecnici del Soccorso alpino che turnano nelle basi di elisoccorso e sono responsabili della sicurezza del personale sanitario a bordo, indossano dispositivi di protezione individuale normati dalla legge e sono dotati di attrezzatura adeguata all'ambiente e alla stagione in cui operano, ma soprattutto sono addestrati secondo precisi piani formativi per intervenire nel modo più sicuro possibile in ambienti dove il rischio è alto e imprevedibile" sottolinea poi il presidente del Soccorso alpino e speleologico Veneto Rodolfo Selenati. 
"C'è stato un mancato rispetto delle procedure di allertamento stabilite dai vari accordi - chiude Barbirato - esponendo tra l'altro chi è andato a ulteriori rischi inutili".
Ricordiamo infine che in questo periodo le condizioni della montagna sono ancora invernali. La neve abbondante si ghiaccia con le temperature notturne sotto lo zero, per sciogliersi nelle ore più calde dando origine a possibili valanghe primaverili. L'alternanza di ghiaccio e neve fradicia obbliga alla prudenza, alla dotazione di indumenti, calzature, attrezzatura adeguati e a un'opportuna preparazione.
Pubblicato in 2019
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