Chies d'Alpago (BL), 03 - 09 - 20
È stato ritrovato senza vita un fungaiolo, per il cui mancato rientro la moglie si era allarmata facendo partire le ricerche. Uscito in cerca di funghi questa mattina alle 9, A.F., ottantenne di Chies d'Alpago (BL), non era più tornato a casa e la moglie si era rivolta a un vicino, che aveva iniziato a cercarlo nei luoghi frequentati abitualmente. All'uomo si era subito unito un tecnico del Soccorso alpino dell'Alpago incontrato sul posto. Ben presto è avvenuto il rinvenimento del corpo esanime, su un prato al limitare del bosco non distante dal cimitero di Chies. Sbarcati in hovering nelle vicinanze, tecnico di elisoccorso ed equipe medica dell'elicottero del Suem hanno solamente potuto constatare il decesso dell'uomo, dovuto quasi sicuramente a un malore. Sopraggiunta nel frattempo, una squadra di soccorritori ha supportato l'equipaggio nell'imbarellamento della salma, recuperata con il verricello e trasportata al cimitero alla presenza dei Carabinieri, in attesa del carro funebre.
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Venerdì, 28 Agosto 2020 10:49

RITROVATA FUNGAIOLA NEI BOSCHI DI PADOLA

Comelico Superiore (BL), 25 - 08 - 20
Alle 17.15 circa il Soccorso alpino della Val Comelico è stato allertato per una cercatrice di funghi che si era persa nei boschi sopra Padola. Partita con il marito, i due si erano poi separati, ma al momento di rientrare L.C., 72 anni, di Conegliano (TV), non era arrivata alla macchina. Sul posto si sono portate le squadre di soccorritori assieme al Sagf. Poiché la donna era impaurita e non riusciva a dare indicazioni precise, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha sorvolato la zona in modo da cercare di localizzarla in base al rumore da lei percepito. Così, tramite la Centrale, l'equipaggio la ha individuata e recuperata con un verricello di 35 metri. Lasciata dai soccorritori, la fungaiola e stata riaccompagnata dal marito.
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Belluno, 23 - 08 - 20
Ieri attorno alle 19.30 sei escursionisti ungheresi arrivati al Rifugio Coldai hanno fatto scattare l'allarme per una loro connazionale, da loro vista l'ultima volta a 3mila metri in cima al Civetta. Il gruppo aveva infatti completato la Ferrata degli Alleghesi e, all'altezza di Punta Tissi, la quarantunenne si era fermata affaticata per riposarsi. I compagni, anziché aspettarla, avevano proseguito ed erano scesi al Torrani e poi erano ripartiti per il Coldai, dove lei non era però più arrivata. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha quindi sorvolato la normale e il sentiero Tivan, mentre le squadre del Soccorso alpino della Val di Zoldo si distribuivano lungo i possibili percorsi intrapresi l'escursionista. Dato che persone in rientro lungo gli itinerari principali dopo il temporale, interrogate, avevano risposto di non averla incrociata e che la ricognizione dell'eliambulanza era risultatavnegativa, i soccorritori si sono divisi innanzitutto sulle due valli che scendono verso Zoldo e sono arrivati fino sotto l'attacco, per poi continuare verso una terza possibile zona prioritaria. Fortunatamente verso le 21.20 è arrivata la notizia che la donna era stata accompagnata al Rifugio Coldai da un escursionista, che l'aveva trovata sul suo cammino. L'emergenza è quindi rientrata. Un altro allarme è invece scattato sulle montagne dell'Alpago. Il padre di un ragazzo aveva infatti chiamato il 118 perché, dopo averlo accompagnato al Rifugio Carota sul Dolada in partenza per una camminata di 7-8 ore, non riusciva più a contattarlo e nell'ultima chiamata gli aveva detto che non trovava il sentiero. L'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano si è quindi portato a Lamosano e ha imbarcato un tecnico del Soccorso alpino dell'Alpago per una perlustrazione delle creste quando, poco dopo, la Centrale è stata avvisata che l'escursionista aveva chiamato il padre e che si trovava in rientro sul sentiero verso Erto.
Alle 20.50 circa il Soccorso alpino del Centro Cadore è stato infine allertato per un alpinista rimasto con le corde incastrate nella roccia sullo Spallone di Cima Maddalena, sugli Spalti di Toro. Per fortuna il rocciatore è riuscito quasi subito a togliersi dalle difficoltà in autonomia e a scendere verso valle, dove una squadra gli è andata incontro ritrovandolo a 20 minuti di distanza a piedi dal Rifugio Padova.
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Calalzo di Cadore (BL), 22 - 08 - 20
Sono stati ritrovati questa mattina sani e salvi padre e figlio veneziani, nella cui ricerca il Soccorso alpino di Pieve di Cadore è stato impegnato tutta la notte sui sentieri dell'Antelao. L'allarme era stato lanciato alle 23.30 circa dalla moglie dell'uomo di 64 anni di Venezia che, assieme al figlio sedicenne, aveva in programma di arrivare al Rifugio Galassi, toccare la Forcella del Ghiacciaio, proseguire per i Piani dell'Antelao e rientrare. La macchina ancora parcheggiata in località Praciadelan dove non c'è copertura telefonica, entrambi i cellulari non raggiungibili, padre e figlio erano stati visti l'ultima volta da alcuni amici mentre dalla ferrata scendevano verso i Piani dell'Antelao. Due soccorritori portati alla Capanna degli alpini - gli zaini e l'attrezzatura fatti arrivare a monte con la collaborazione dei gestori del Rifugio Galassi - hanno perlustrato il giro completo della Forcella del Ghiacciaio chiamandoli a gran voce. Altri due hanno percorso i Piani dell'Antelao e le zone attorno, fino a Forcella Cadin e al Casone dell'Antelao. Una terza squadra dal Rifugio Antelao è risalita a Forcella Piria per poi ricongiursi al resto dei soccorritori a Campestrin. Alle 6.30, il Pelikan di Bolzano, dopo aver imbarcato un tecnico di Pieve di Cadore alla Capanna degli alpini per guidare l'equipaggio nella ricognizione, ha sorvolato con esito negativo la Forcella del Ghiacciaio, per poi tornare alla base. Infine, verso le 7.30, un soccorritore che tornava a valle con il fuoristrada ha incrociato sul tragitto il gestore del Galassi, che lo ha avvertito di averli visti che stavano rientrando lungo la strada che da Calalzo sale a Praciadelan. Raggiunti, padre e figlio hanno raccontato che, scesi dai Piani dell'Antelao e arrivati ormai quasi al parcheggio, al ponte in cemento avevano preso la vecchia strada che porta a Calalzo e avevano bivaccato con i loro saccoapelo fuori da una baita a Biguzzere, zona con assenza di campo. L'allarme è quindi cessato.
 
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Sabato, 22 Agosto 2020 15:32

DUE INTERVENTI IN MONTAGNA

Belluno, 15 - 08 - 20
Alle 14.50 il Soccorso alpino della Val Fiorentina è stato attivato dalla Centrale del 118 a seguito della segnalazione dei familiari di un uomo, che lo attendevano al Casot de le Vedele, per andare a mangiare a mezzogiorno a Malga Pian de Vacia, ma lui non si era presentato. E.B., 75 anni, di Dosolo (MN), aveva infatti perso l'orientamento finendo sul Col del Termine. Riusciti a contattarlo al cellulare e a geolocalizzarlo, i soccorritori si sono avvicinati in jeep per poi proseguire a piedi e raggiungerlo dopo una decina di minuti sul costone dove si era fermato. La squadra lo ha quindi accompagnato al fuoristrada parcheggiato al Casot de le Vedele e da lì alla sua macchina poco distante. Poco prima delle 16 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto sulle Marmarole, a Calalzo di Cadore, per due escursionisti in difficoltà. Arrivati sulla cresta rocciosa del Passo del Camoscio, padre e figlia veneziani, di 60 e 18 anni, non erano più in grado di proseguire, perché la ragazza aveva preso paura ed era affaticata.  Recuperati con un verricello di 40 metri dal tecnico di elisoccorso, i due sono stati trasportati al Rifugio Galassi. 
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Asiago (VI), 09 - 08 - 20
Questa mattina attorno alle 9.30 il Soccorso alpino di Asiago è stato allertato per il mancato rientro di un cercatore di funghi da Campo Rosà, comune di Roana. Fortunatamente poco dopo l'uomo ha raggiunto la propria macchina e l'allarme è rientrato. Attorno alle 17.30 è arrivata una seconda attivazione. Separatasi dal marito, che con il figlio più piccolo era entrato in una galleria della Grande Guerra di Monte Fior a Foza, una donna lo aveva atteso assieme al figlio maggiore, ma l'uomo non era più uscito. Una squadra si è quindi portata dalla donna, mentre una seconda squadra, sapendo che la galleria aveva due uscite, si è diretta subito a Malga Slapeur, punto di arrivo della seconda, dove la gestrice ha confermato che un uomo e il figlio, corrispondenti alla descrizione erano passati di là. I soccorritori sono quindi tornati sul sentiero, che i due avevano ripreso per tornare indietro e, dopo averli intercettati, li ha accompagnati alla macchina, per farli ricongiungere col resto della famiglia portata dall'altra squadra.
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Venerdì, 14 Agosto 2020 10:43

VERIFICATO UN MANCATO RIENTRO DELL'AGNER

Voltago Agordino (BL), 06 - 08 - 20
Ieri sera attorno alle 22 il Soccorso alpino di Agordo è stato allertato per un mancato rientro dall'Agner. In mattinata un ragazzo era passato dal Rifugio Scarpa dicendo che avrebbe fatto la Ferrata Stella Alpina, con l'intenzione di pernottare al Bivacco Biasin. Gli era stato fatto presente che in questo periodo i Bivacchi si possono utilizzare solo in caso di emergenza, lui allora aveva risposto che sarebbe tornato a dormire in Rifugio e ha lasciato alcuni suoi oggetti. Alle 15.20 l'escursionista ha poi chiamato il Rifugio perché aveva sbagliato direzione e si stava spostando verso Cima Lastei. I ragazzi lo hanno quindi reindirizzato sul percorso corretto. Quando però a sera il venticinquenne di Padova non si è presentato, il gestore ha lanciato l'allarme. È subito stata fatta una verifica fino alla base del canalone della normale e alle 5.30 l'elicottero dell'Air Service Center, convenzionato con il Soccorso alpino, ha imbarcato due soccorritori per sorvolare i tracciati delle due normali e poi salire al Bivacco. Una volta in cima, uno dei soccorritori è stato sbarcato in hovering e dalla struttura sono uscite 3 persone, una delle quali era il ragazzo padovano. Era arrivato tardi al Bivacco, dopo essere scivolato e aver sbattuto un ginocchio, non era riuscito a telefonare e non pensava si sarebbe mossa un ricerca. Il giovane ha detto che non aveva problemi ed è poi sceso al Rifugio autonomamente. 
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Venerdì, 27 Dicembre 2019 12:30

MANCATO RIENTRO, RITROVATO SENZA VITA

Pieve di Cadore (BL), 25 - 12 - 19
Verso le 12.30 è scattato l'allarme per un uomo che non si era presentato per il pranzo di famiglia, dopo essere andato in montagna, forse già da ieri, in una baita nella zona di San Dioniso, sotto il Rifugio Antelao. Verificato che la macchina si trovava alla partenza dei sentieri, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore al rientro da una missione ha sorvolato la zona, rinvenendo purtroppo presto il corpo senza vita di R.L., 48 anni, di Pieve di Cadore, che era probabilmente scivolato dal sentiero lungo le ripide pale sopra Nebbiù, fermandosi 200 metri più sotto. Dopo aver imbarcato due tecnici del Soccorso alpino di Pieve di Cadore in supporto alle operazioni e un soccorritore del Sagf per i rilievi, l'eliambulanza li ha sbarcati sul posto assieme al tecnico di elusoccorso e al medico che ha potuto solamente constatare il decesso dell'uomo. La salma ricomposta e imbarellata è stata recuperata e trasportata all'ospedale di Pieve. 
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Lunedì, 09 Dicembre 2019 18:25

TROVATO IL CORPO SENZA VITA DI TRAMONTINI

Valbrenta (VI), 08 - 12 - 19
Passato mezzogiorno, il 118 è stato allertato da due escursionisti che, usciti dal sentiero numero 933 sul massiccio del Grappa sbagliando traccia, avevano scorto il corpo senza vita di un uomo. Una squadra del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa che stava partecipando alle ricerche di Paolo Tramontini, 67 anni, di Mestre (VE), e si trovava a poca distanza, si è mossa verso il luogo indicato, mentre sul posto si portava anche l'elicottero di Verona emergenza. Dopo aver tentato di verricellare il tecnico di elisoccorso sulla verticale ostacolata però dalla presenza di piante e dall'orografia del versante, l'eliambulanza lo ha calato in un punto più agevole, da cui il soccorritore si è mosso a piedi. Una volta raggiunta, la salma è stata ricomposta e imbarellata e spostata dai soccorritori di una ventina di metri in un luogo dove, aperto uno spiazzo tra la vegetazione con la motosega, l'elicottero ha potuto recuperarla con un verricello di 30 metri. I due escursionisti sono stati riaccompagnati sul sentiero dai soccorritori. Si trattava proprio di Paolo Tramontini. Da una prima ricostruzione, seguendo un percorso errato, l'uomo, non si sa se per un malore, è precipitato per una quindicina di metri da un salto di roccia, finendo su un albero. La salma è stata trasportata al Campo sportivo di Valstagna e affidata al carro funebre. Presenti anche i Vigili del fuoco.
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Lunedì, 09 Dicembre 2019 18:22

ANCORA NESSUNA TRACCIA DI PAOLO TRAMONTINI

Valbrenta (VI), 07 - 12 - 19
Sono proseguite anche oggi le ricerche di Paolo Tramontini, 67 anni, di Mestre (VE), ma nessun nuovo indizio è emerso. In particolare i soccorritori si sono concentrati in un punto dove ieri, con il binocolo, era stata vista una macchia verde compatibile con uno zaino. Dopo un primo sorvolo della zona con il drone per circoscrivere al meglio l'area, una squadra è salita dal sentiero numero 933 e si è portata sulla verticale, salvo dover poi verificare che si trattava di zolle erbose dal colore più acceso. I droni hanno volato sopra tutta la zona, caratterizzata da un reticolo di vecchi sentierini abbandonati che univano i vari terrazzamenti coltivati a tabacco, nonché dalla presenza di ruderi della Guerra. I soccorritori hanno visionato a piedi anche le tracce marcate nei giorni scorsi dai cani molecolari. Domani le squadre si porteranno in località Lepre, all'uscita a monte dei due sentieri segnalati, il 933 e 934, per perlustrare altre zone della parte alta.
Paolo è alto un metro e 70 circa, di corporatura robusta, calvo, con barba grigia medio lunga. Indossa giacca e pantaloni tecnici neri e ha uno zaino verde marca Ospery. Chiunque lo avesse incontrato in treno, per strada o lungo i sentieri è pregato di contattare i carabinieri. Erano presenti oggi il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa, Vigili del fuoco, Protezione civile.
 
Pubblicato in 2019
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