2020

Valli del Pasubio (VI), 15 - 08 - 20
Questa mattina alle 10.15 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Schio per un infortunio sul Pasubio. Mentre un escuraionista risaliva con il suo cane la Strada delle Gallerie, all'altezza della settima l'animale si era azzuffato con un husky incrociato al guinzaglio della sua proprietaria. Cercando di dividerli, l'uomo, 60 anni, di Mozzecane (VR), era però caduto da un muretto di 3 metri, finendo sul sentiero sottostante assieme all'husky. Arrivati sul posto, i soccorritori hanno prestato le prime cure all'infortunato, lo hanno imbarellato e trasportato fino a Bocchetta Campiglia, dove è stata fatta arrivare l'ambulanza per il probabile trauma al bacino riportato nell'urto. La squadra è poi tornata sul luogo dell'incidente, perché nel frattempo l'husky non si era più rialzato. Anche il cane è stato così imbarellato e accompagnato alla macchina della proprietaria, che lo ha portato dal veterinario.

Pedavena (BL), 15 - 08 - 20
Alle 19.30 il Soccorso alpino di Feltre è stato allertato per un parapendio rimasto sospeso a 15 metri dal suolo su un albero in un bosco del Monte Avena. Risaliti al luogo grazie alle coordinate, i soccorritori hanno individuato il punto e con tecniche di treeclimbing sono saliti sulla pianta, dove c'era il pilota fortunatamente illeso. Dopo averlo assicurato, la squadra lo ha calato a terra.

Belluno, 15 - 08 - 20
Alle 14.50 il Soccorso alpino della Val Fiorentina è stato attivato dalla Centrale del 118 a seguito della segnalazione dei familiari di un uomo, che lo attendevano al Casot de le Vedele, per andare a mangiare a mezzogiorno a Malga Pian de Vacia, ma lui non si era presentato. E.B., 75 anni, di Dosolo (MN), aveva infatti perso l'orientamento finendo sul Col del Termine. Riusciti a contattarlo al cellulare e a geolocalizzarlo, i soccorritori si sono avvicinati in jeep per poi proseguire a piedi e raggiungerlo dopo una decina di minuti sul costone dove si era fermato. La squadra lo ha quindi accompagnato al fuoristrada parcheggiato al Casot de le Vedele e da lì alla sua macchina poco distante. Poco prima delle 16 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto sulle Marmarole, a Calalzo di Cadore, per due escursionisti in difficoltà. Arrivati sulla cresta rocciosa del Passo del Camoscio, padre e figlia veneziani, di 60 e 18 anni, non erano più in grado di proseguire, perché la ragazza aveva preso paura ed era affaticata.  Recuperati con un verricello di 40 metri dal tecnico di elisoccorso, i due sono stati trasportati al Rifugio Galassi. 
Cortina d'Ampezzo (BL), 15 - 08 - 20
Sono purtroppo ancora senza esito le ricerche dell'escursionista romano scomparso ieri nelle acque delle Cascate di Fanes, le forti correnti e la portata proibitiva non hanno infatti permesso l'ispezione dell'intera vasca. L'uomo, che ieri si trovava con la moglie in località Ponte Alto dove inizia il giro, si era incamminato lungo la ferrata Giovanni Barbara per andare a vedere le cascate. A lanciare l'allarme attorno alle 13.30, delle persone che, dal Belvedere sul versante opposto, lo avevano visto cadere dal sentiero e finire nella vasca, una sessantina di metri più sotto, senza riemergere. Attivati dal 118, subito sul posto si erano portati il Soccorso alpino di Cortina e il Gruppo forre del Soccorso alpino e speleologico Veneto, i Vigili del fuoco con il nucleo Saf, i soccorritori del Sagf e i Carabinieri. Un primo tentativo di controllo nella vasca - oltre 10 metri di diametro per 8 metri di profondità - era stato fatto già ieri, ma l'elevato rischio di essere risucchiati dalle correnti per chi si immerge ha fatto subito rientrare i tecnici. Ieri è stato perlustrato il greto del torrente Fanes e l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano lo ha sorvolato fino al Boite. Il Soccorso alpino di Cortina ha poi posizionato due reti sotto la vasca, da cui nel pomeriggio erano emerse una giacca a vento e una scarpa, mentre i Vigili del fuoco hanno presidiato tutta la notte il ponte in località Pian de Loa. Alle 8 di questa mattina, ai soccorritori presenti dall'alba si sono affiancati due speleosub del Soccorso alpino e speleologico Veneto e i sommozzatori dei Vigili del fuoco, che si sono immersi, questi ultimi, nella porzione dove la corrente lo ha permesso con l'assistenza dei soccorritori, costretti però a rinunciare perché troppo pericoloso. Il gruppo forre ha ispezionato tutto il corso d'acqua a valle della vasca, dove resterà attivo un presidio per monitorare costantemente il torrente. Domattina verranno valutate nuovamente le condizioni della portata della cascata, per capire se sarà possibile rientrare in acqua, e verrà utilizzata una videocamera subacquea per cercare di visionare la pozza. Sul posto anche oggi Sagf e Carabinieri. 
Bosco Chiesanuova (VR), 15 - 08 - 20
Attorno alle 13 il Soccorso alpino di Verona è stato attivato dal 118, su richiesta della Centrale di GeoResQ, che aveva ricevuto un messaggio di allerta da un uomo imbattutosi in un'escursionista infortunata. La donna, 51 anni, vicentina, che con un'amica stava percorrendo il Sentiero della foresta dei Folignani, anche a causa di calzature inadatte, messo male un piede aveva infatti riportato la sospetta frattura di una caviglia. Dalle coordinate ricevute, una squadra la ha raggiunta direttamente con il fuoristrada e, prestate le prime cure, la ha caricata a bordo e trasportata a Bocca di Selva per affidarla all'ambulanza diretta all'ospedale di Borgo Trento.
Cortina d'Ampezzo (BL), 15 - 08 - 20
Verso le 11.40 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato sul Primo Spigolo della Tofana di Rozes, dove, sul quinto tiro, un'alpinista aveva sbattuto il tallone, riportando un sospetto trauma al piede. La rocciatrice, E.B., 39 anni, di Trento, è stata imbarcata dal tecnico di elisoccorso, calato in parete con un verricello di 25 metri, per essere accompagnata all'ospedale di Cortina. Recuperata anche la compagna di cordata, lasciata al Rifugio Dibona. 
 
 
Val di Zoldo (BL), 14 - 08 - 20
Attorno alle 19.30 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore e volato sul sentiero Tivan, sotto il Civetta, a seguito della chiamata di un escursionista tedesco, colto dal temporale assieme alla compagna, che diceva stessero entrambi bene. Ma una volta sul posto, a una centina di minuti dal Rifugio Coldai, è subito emerso il forte stato di ipotermia della donna che, imbarcata assieme al marito, è stata subito trasportata all'ospedale di Belluno per le cure del caso.
Belluno, 14 - 08 - 20
Attorno a mezzogiorno una squadra del Soccorso alpino della Val Fiorentina è intervenuta sui pendii che costeggiano la strada che da Caprile sale a Santa Fosca, nel comune di Selva di Cadore, dove due cercatori di funghi si erano spinti in un tratto ripido tra gli schianti di Vaia e non erano più capaci di muoversi in sicurezza sopra un salto di roccia. Risaliti dalla descrizione dei riferimenti visivi al luogo in cui potevano trovarsi R.B., 65 anni, di Venezia, e P.C., 68 anni, di Mira (VE), ovvero poco dopo la prima galleria sulla provinciale, i soccorritori li hanno raggiunti e, dopo averli assicurati, hanno deciso di farli risalire verso l'alto, attrezzando una corda fissa, e di calarli poi per una sessantina di metri dall'altra parte del costone fino a tornare sulla strada poco distante.
Alle 13.15 una squadra del Soccorso alpino di Feltre è stata inviata lungo il percorso ad anello del Lago del Corlo ad Arsiè, dove un trentacinquenne di Belluno, colto da malore era caduto a terra sbattendo il volto. L'escursionista è stato stabilizzato, imbarellato e trasportato all'ospedale di Feltre.
Verso le 13.30 dei testimoni che si trovavano sul Belvedere di fronte alle cascate di Fanes a Cortina d'Ampezzo hanno contattato il 118 perché avevano visto un uomo cadere da un ponticello nella Cascata bassa di Fanes e non lo avevano visto riemergere. Sul posto si sono portati il Soccorso alpino di Cortina e il Gruppo forre del Soccorso alpino, i Vigili del fuoco con il gruppo sommozzatori, che hanno iniziato a cercarlo lungo il corso d'acqua. La portata delle Cascate in queste ore è talmene forte da rendere pericolosa un'eventuale immersione. La ricerca è ancora in corso. Anche l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano ha sorvolato l'area.   
Ponte nelle Alpi (BL), 14 - 08 - 20
Alle 12.40 circa la Centrale del 118 è stata chiamata da una donna lussemburghese, il cui marito era scivolato dal Monte Dolada; ad avvisarla, dal momento che parlava italiano e avrebbe potuto lanciare l'allarme, l'amico con cui l'uomo si trovava, che lo aveva visto precipitare ed era ancora bloccato tra le rocce. Riusciti a risalire alle coordinate del punto e all'itinerario seguito dai due, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha sorvolato la zona, individuando a 1.490 metri di quota l'escursionista incrodato, sotto shock, e provvedendo immediatamente al suo recupero, avvenuto con il verricello, data la situazione di rischio. L'eliambulanza lo ha quindi trasportato al campo sportivo di Soccher ed è tornata sul Dolada, dove duecento metri circa più in basso sulla verticale rispetto a dove si trovava l'uomo, è stato visto il corpo senza vita dell'amico, G.S., 60 anni di Lussemburgo. Calato con una verricellata di 20 metri il tecnico di elisoccorso che ha attrezzato una sosta, in supporto alle operazioni sono poi stati sbarcati anche due tecnici del Soccorso alpino di Longarone. La salma, ricomposta e imbarellata, è stata trasportata a Soccher e affidata al carro funebre. Dalle prime informazioni, i due amici erano partiti dal Rifugio Carota e, raggiunta la cima del Dolada, erano intenzionati a scendere lungo la via normale che passa dal Bivacco Scalon, dove però non erano mai arrivati, perché scesi più sotto seguendo una traccia sbagliata. Arrivati sopra alcuni salti di roccia verticale, il sessantenne era scivolato scomparendo nel vuoto. 
 
 
Agordo (BL), 14 - 08 - 20
È stato un intervento difficile e assai tosto, come 'ai vecchi tempi', quello che dal pomeriggio di ieri fino a notte fonda ha impegnato il Soccorso alpino di Agordo sulla Moiazza. Fondamentali l'affiatamento e la preparazione tecnica della squadra, che ha riportato a valle due ragazzi sfiniti dalla stanchezza lungo 750 metri di dislivello, tra calate in parete e ripidi sentieri resi ancora più scivolosi dalla pioggia. Di certo non lo dimenticheranno i due ragazzi inglesi, di 30 e 27 anni, che ieri avevano lanciato l'allarme attorno alle 17. I due, uno alla prima esperienza escluse camminate sui sentieri, erano partiti passate le 3 di notte dal Rifugio Tomè, sul Passo Duran. Un'oretta abbondante dopo avevano attaccato la Ferrata Costantini. Erano saliti sulla Pala del Belia e di seguito alla Cresta delle Masenade e da lì, probabilmente già stanchi, avevano deciso di rientrare dell'itinerario appena fatto. Durante la discesa però, sopra la Cattedrale hanno sbagliato traccia e preso la vecchia via normale che, se non conosci bene il percorso, ti porta sopra salti di roccia. Capito che da quel punto non sarebbero passati, i due sono tornati sui loro passi alla Cattedrale e, ormai finiti, uno anche con escoriazioni dovute a una scivolata, si sono fermati e hanno chiesto aiuto. Dalla Centrale operativa del 118 non è stato possibile ricevere notizie certe sulla loro posizione. Il cellulare non prendeva e, tramite messaggi, erano riusciti a risalire a due coordinate differenti, la prima sulla cattedrale (dove effettivamente erano), la seconda verso il Bivacco Grisetti. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, subito decollato, ha sorvolato la Moiazza, ma le nubi non hanno permesso l'individuazione degli escursionisti. L'eliambulanza è quindi volata a imbarcare due soccorritori in piazzola ad Agordo e un terzo dal Rifugio Carestiato, per poi trasportarli in quota e sbarcarli, entrando dal Van della Moiazza, sulla Forcella delle Masenade. In una seconda rotazione l'elicottero ha portato in quota altri due tecnici. Dato che non vi era certezza di dove fossero, i soccorritori si sono divisi: due verso la cima della Ferrata per non escludere quel tratto, tre giù verso la Cattedrale. Non appena i tre si sono abbassati e hanno iniziato a chiamare, dalle urla ricevute in risposta li hanno trovati, poco sotto, a 2.590 metri di quota. Riunitisi al resto della squadra, sono quindi iniziate le operazioni per attrezzare le calate, una quindicina lungo la parete verticale, fino alla sommità della Pala del Belia, a 2.300 metri circa di altitudine. Calato il buio e con i due escursionisti stremati, in contatto costante con l'elicottero di Trento emergenza abilitato per il volo notturno, si è tentato un recupero con l'eliambulanza, purtroppo vanificato dalla nebbia persistente. Alle 23 il gruppo è stato investito dal temporale e, abbandonato il materiale di metallo per il rischio di fulmini, i sette si sono spostati di 50 metri e riparati sotto la roccia. Smessa la pioggia, hanno quindi ripreso a scendere per la via normale che passa nel canalone tra la Pala del Belia e la Pala del Bo, sul cui tratto terminale si era formata una cascata di acqua. I tecnici hanno dovuto predisporre altri tre ancoraggi su roccia per superare alcuni salti, sono risaliti sulla Pala del Bo - raggiunti da altri due soccorritori in supporto alle operazioni - per poi prendere il sentiero e arrivare alle 2 al Rifugio Carestiato, a quota 1.834, dove un'altra squadra di quattro persone era pronta a partire. I due escursionisti sono poi scesi con i soccorritori in rientro fino al Passo Duran.
Agordo (BL), 13 - 08 - 20
Una squadra del Soccorso alpino di Agordo è impegnata in un intervento sulla Moiazza. Attorno alle 17 due escursionisti stranieri hanno contattato il 118 poiché, partiti alle 3 per affrontare la Ferrata Costantini, arrivati a circa 2.550 metri di quota erano sfiniti dalla stanchezza e, soprattutto uno di loro, non erano più in grado di avanzare. Dal momento che le nuvole ne hanno impedito l'avvicinamento, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha imbarcato cinque soccorritori e li ha lasciati sulla Cresta delle Masenade. Da lì la squadra ha raggiunto i due escursionisti e, dopo averli assicurati, ha iniziato a calarli. Al momento si trovano a circa 2.400 metri sulla Pala del Belia e abbandoneranno il percorso attrezzato per scendere dal sentiero più dietro. Un soccorritore al Rifugio Carestiato è in contatto con l'eliambulanza di Trento emergenza, abilitata per il volo notturno, che, se la nebbia si diradasse, potrebbe provvedere al loro recupero. In caso contrario saranno necessarie ancora alcune ore per il rientro. 
 
Canale d'Agordo (BL), 13 - 08 - 20
Alle 17.20 circa una squadra del Soccorso alpino della Val Biois è intervenuta sul sentiero tra le cascate di Gares e Capanna Cima Comelle, dove un escursionista aveva riportato una profonda ferita alla testa e un probabile trauma cranico. Dopo averlo raggiunto, i soccorritori, tra i quali un'infermiera, hanno prestato le prime cure urgenti a T.T., 72 anni, di Fossò (VE), lo hanno imbarellato e trasportato fino all'inizio del sentiero per poi trasferirlo sull'ambulanza. L'uomo è stato accompagnato all'ospedale di Belluno.
 
Torri del Benaco (VR), 13 - 08 - 20
Alle 16.10 circa il Soccorso alpino di Verona è stato allertato dalla Centrale del 118 per un'escursionista che si era procurata un probabile trauma alla caviglia in zona Pia, non distante dal ponte tibetano. La donna, M.M., 75 anni, di Mantova, che in compagnia era partita dalla Chiesetta di San Siro, è stata raggiunta da una squadra, che, dopo averle prestato le prime cure, la ha accompagnata all'ambulanza.
 
Belluno, 13 - 08 - 20
Attorno alle 10 una squadra del Soccorso alpino della Val Biois è stata inviata nella zona del Rifugio Laresei. Salendo verso la sterrata dal sentiero sottostante, un'escursionista di Voltago Agordino (BL), S.B., 46 anni, aveva messo male il piede, riportando una probabile frattura. Raggiunta dai soccorritori, avvicinatisi in fuoristrada, le è stata subito stabilizzata la gamba. Una volta i  barella, l'infortunata è stata trasportata all'ambulanza della Croce Verde che la ha accompagnata all'ospedale di Agordo. 
Verso le 11 una squadra del Soccorso alpino di Belluno e Feltre è intervenuta all'altezza della Grotta azzurra a Mel, poiché una donna, che si trovava con altre persone, era scivolata tra i massi del greto e si era procurata un sospetto trauma alla caviglia. I soccorritori le hanno prima immobilizzato il piede, per poi imbarellarla e, superati i tratti più impegnativi con manovre di corda, portarla all'appuntamento con l'ambulanza. L'escursionista, 47 anni, di Montecchio Maggiore (VI), è stata condotta all'ospedale di Feltre. 
Fumane (VR), 13 - 08 - 20
Attorno alle 11 il Soccorso alpino di Verona è stato allertato per una escursionista che, messo male un piede, si era procurata un probabile trauma alla caviglia, mentre con il marito percorreva il sentiero ad anello delle Cascate del Rio Paraiso. Una squadra in jeep ha iniziato a seguire la strada sterrata finché non ha individuato S.T., 68 anni, di Bussolengo (VR), in una zona boscata. Dopo averla caricata a bordo, i soccorritori hanno trasportato l'infortunata sulla strada per affidarla all'ambulanza diretta all'ospedale di Negrar. 
 
Solagna (VI), 13 - 08 - 20
Attorno a mezzanotte il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa è stato allertato per un infortunio avvenuto nei pressi dell'Eremo di San Giorgio, che si trova lungo il sentiero numero 944 che fa Solagna porta alle Creste di San Giorgio. Un sedicenne  di Cassola (VI), che si trovava col proprio gruppo scout, era infatti accidentalmente caduto riportando alcune escoriazioni e lamentava male al collo. Una squadra ha raggiunto il giovane, che era stato caricato sulla barella dal personale medico del Suem di Crespano che si trovava da prima sul posto assieme ai Vigili del fuoco di Bassano del Grappa. I soccorritori lo hanno quindi trasportato a piedi fino all'ambulanza, partita in direzione dell'ospedale di Bassano.
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